Giornata del Sollievo, in 4 mesi Alisa ha preso in carico 1.500 persone al domicilio

Si celebra oggi, domenica 30 maggio 2021, la XX edizione della Giornata del Sollievo, promossa dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome e dalla Fondazione nazionale Gigi Ghirotti, per promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, in favore di tutti coloro che stanno ultimando il proprio percorso di vita

Nei primi quattro mesi del 2021 sono 1.562 le persone prese in carico a domicilio da parte dei Servizi di cure palliative, di cui: 186 in Asl 1, 431 in Asl 2, 655 in Asl3, 194 in Asl 4 e 96 in Asl5. Il totale degli accessi al domicilio è stato pari a 23.044, di cui: 4.586 in Asl 1, 3.908 in Asl 2, 9.438 in Asl 3, 3.206 in Asl 4 e 1.906 in Asl 5.

La Rete regionale di Cure palliative, coordinata da Alisa e le Reti locali di Cure palliative di Regione Liguria si sono attivate, anche durante tutta l’emergenza Covid-19, per promuovere, nonostante il difficile momento, la diffusione delle cure palliative e della lotta al dolore per il sollievo dalla sofferenza fisica e morale. In particolare, di fronte a un paziente in fase di terminale o in una fase avanzata, con almeno un sintomo disturbante non controllato, è sempre stata garantita la valutazione e la presa in carico secondo gli standard di sicurezza previsti.

«Grazie a tutti gli operatori sanitari, sociosanitari e sociali per il grande impegno profuso, per il supporto e la vicinanza alle persone che si trovano in una condizione di profonda sofferenza – sottolinea Giovanni Toti presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria-. Grazie per aver promosso, nonostante le difficoltà legate alla pandemia da Covid-19, la cultura del sollievo, per aver garantito e, talvolta implementato, i servizi di cure palliative, assicurando adeguati livelli di assistenza, con la massima sicurezza, per pazienti, caregiver e operatori».

I servizi di cure palliative aziendali hanno ampliato la propria attività raggiungendo anche una popolazione di persone fragili che, per l’emergenza Covid-19, non ha potuto accedere a servizi abituali (day hospital/ day service oncologici, ambulatori territoriali specialistici) e quindi, in fase di difficoltà, ha trovato risposte nei servizi domiciliari e di Cure palliative che hanno sempre garantito attività continuativa.

Molte sono state le sinergie con i medici di medicina generale, con i servizi di cure domiciliari, con gli ospedali e con i gruppi strutturati assistenza territoriale (Gsat). Tutte le reti locali di cure palliative hanno, inoltre, fin dai primi giorni dell’emergenza, garantito un “triage” telefonico” per ogni assistito, anche per garantire la vicinanza alle famiglie interessate.

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