Utilizzavano terreni agricoli come parcheggi e depositi edili. Indagate 7 persone a Serra Riccò

Tre imprenditori, uno operante nel settore dell’autotrasporto merci, uno nell’edilizia ed uno nella vendita di veicoli, sono stati segnalati alla Procura di Genova dai Carabinieri Forestali, insieme ai quattro proprietari dei vari terreni

A seguito di indagini condotte dai Carabinieri Forestali delle Stazioni di Rivarolo e Arenzano, scaturite da una denuncia presentata dal WWF, è stato accertato che in Comune di Serra Riccò, località Pernecco Inferiore, una vasta area che il Piano Regolatore comunale aveva destinato a zona “agricola” e zona di “verde privato a interesse pubblico”, era stata illecitamente utilizzata come zona industriale.

In particolare, al posto del verde che avrebbero dovuto trovare, al momento del sopralluogo i militari hanno rinvenuto un grosso parcheggio di tir, un deposito di materiale edile e una rimessa di auto incidentate destinate al mercato estero.

L’utilizzo della zona in contrasto con il P.R.G. costituisce abuso edilizio e viene sanzionato penalmente.

I Carabinieri hanno contattato i proprietari i quali, alla richiesta di chiarimenti, avrebbero detto di non saperne nulla della zona agricola.

Dal 1999 vi è un nuovo Piano Regolatore orientato al verde, che trasformava zone industriali in zone agricole, lasciando però le aziende al loro posto. Durante gli anni c’è poi stata un’evoluzione del tessuto industriale, così alle aziende già presenti, se ne sono aggiunte altre. Per risultare legittima però un’azienda avrebbe dovuto essere attiva in loco prima del 1999.

Ed è così che tre imprenditori, uno operante nel settore dell’autotrasporto merci, uno nell’edilizia ed uno nella vendita di veicoli, sono stati segnalati alla Procura di Genova, insieme ai quattro proprietari dei vari terreni.

Questi adesso rischiano un’ammenda che in totale potrà superare i 70.000 euro.

Oltre alla denuncia, essendo il terreno sottoposto a vincolo idrogeologico, sono stati elevati anche sette verbali amministrativi che potrebbero superare i 4.000 euro.

Ora il problema sarà il ripristino della zona agricola ed il ricollocamento che queste ditte dovranno sostenere, salvo eventuali nuove modifiche del piano regolatore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: