Giornate Fai di Primavera, ecco cosa vedere a Genova e in Liguria. Vi mostriamo Castello Mackenzie

Le visite al maniero firmato da Gino Coppedè sono già sold out, ma noi vi portiamo a vederlo in un video con la capo delegazione Sonia Asaro. A Genova si possono vedere anche la chiesa di Santa Maria della Sanità e Villa Gruber

CASTELLO MACKENZIE (ATTENZIONE: POSTI DISPONIBILI ESAURITI)

Il Castello Mackenzie, oggi sede della Cambi Casa d’Aste, venne edificato su una villa preesistente tra il 1893 e il 1905 dal giovane architetto fiorentino Gino Coppedè, su commissione del ricco assicuratore, scozzese d’origine ma fiorentino d’adozione, Evan Mackenzie, che volle realizzare una sontuosa residenza che gli ricordasse l’amata Toscana e fosse un’autocelebrazione del suo potere economico e dei suoi interessi artistici e culturali. Coppedè la immaginò come un antico maniero medievale, dotato di un corpo principale a pianta rettangolare, cui aggiunse un avancorpo che lo fa sembrare costituito da due edifici distinti. Le tecniche adottate nella sua costruzione erano all’avanguardia per il periodo: venne dotato di riscaldamento centrale, acqua calda e fredda in tutti i bagni, di una piscina coperta riscaldata con annessa sauna e anche di un grande ascensore. L’edificio – diviso su quattro piani più i fondi e le grotte – dispone di ottantacinque stanze e presenta elementi medievali, rinascimentali e neoclassici, a cui si aggiungono tanti elementi decorativi, come le scale a chiocciola in ferro battuto con motivi geometrizzanti, tipici dello stile liberty. Partecipare alle visite proposte in occasione delle Giornate FAI significa intraprendere un viaggio nella storia dell’arte che mescola pezzi autentici, come antichi reperti archeologici romani incastonati nelle pareti, e pezzi imitati con perizia, disseminati lungo tutto il castello, di cui si potranno ammirare alcuni sontuosi ambienti che abbondano di opere d’arte.

Apertura: sabato 15 maggio, dalle ore 10 alle 18

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SANITÀ

Sorta sulle fondamento di un piccolo edificio quattrocentesco, la Chiesa di Santa Maria della Sanità venne costruita insieme al convento nel 1614 su progetto dell’architetto Giovanni Ponzello grazie ai proventi delle saline spagnole della proprietaria famiglia De Mari. L’edificio fu completato nel 1614 quando venne affidato ai padri Carmelitani di Sant’Anna, che pochi anni dopo vi stabilirono la sede del loro noviziato. Dopo il periodo napoleonico la chiesa fu affidata alle suore della Visitazione di Maria, dette Visitandine. La chiesa, preceduta da un piccolo sagrato sopraelevato, cui si accede da una doppia scalinata, si presenta con una pianta ottagonale preceduta da un atrio che ne copre l’intera larghezza. Normalmente chiusa al pubblico, la chiesa è considerata un gioiello dell’architettura sacra minore ed è poco conosciuta anche dagli abitanti del quartiere. Per raggiungerla i visitatori attraverseranno il parco di Villa Gruber che domina da secoli il paesaggio di questo angolo del centro cittadino ed è punto di riferimento e importante polmone verde per gli abitanti del quartiere di Castelletto. La Giornata FAI intende puntare i riflettori anche su questo importante complesso monumentale, attualmente in cattivo stato di conservazione e che meriterebbe interventi di recupero e valorizzazione per essere restituito alla cittadinanza in tutto il suo splendore.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 10 alle 18

Albissola Marina (SV)

VILLA DURAZZO FARAGGIANA(ATTENZIONE: POSTI DISPONIBILI ESAURITI)

Edificata nella prima metà del XVIII secolo su commissione del nobile genovese Gerolamo Durazzo come residenza estiva utile anche per controllare direttamente le coltivazioni dei vasti possedimenti, Villa Faraggiana costituisce un cospicuo esempio settecentesco di dimora signorile ligure di villeggiatura. Rimase di proprietà Durazzo fino al 1821, anno in cui fu venduta ai nobili liguri Faraggiana che si trasferiranno a Novara intorno alla metà dell’Ottocento. L’ultimo proprietario, Alessandro Faraggiana, nel 1961 lasciò in eredità al Comune di Novara un ingente patrimonio insieme alla villa, oggi aperta al pubblico. All’interno, ogni ambiente ha una sua chiara connotazione storico-artistica. L’ascesa sociale della nobile famiglia ligure Faraggiana è ben evidente nei mobili della camera dorata e nei raffinati salotti di gusto neoclassico, mentre la stanza da letto è ornata di stucchi policromi settecenteschi in cui risalta il raffinato letto a baldacchino rivestito di seta ricamata. Pregevole la cappella dedicata a N.S. di Misericordia (ingresso dedicato agli iscritti FAI), la cui apparizione è raffigurata sopra l’altare nell’affresco, datato 1736, del pittore savonese Giovanni Agostino Ratti. I Faraggiana non si limitarono alla cura e al mantenimento della villa e del giardino, ma diedero vita a un’azienda di produzione agricola, costruendo un frantoio, nuove cantine, una distilleria di sidro e due fornaci di stoviglie. Il maestoso giardino inoltre unisce il modello “all’italiana” con lo sviluppo su terrazze imposto dalla conformazione del territorio.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Albenga (SV) 

SAN FEDELE – PERCORSO ALL’APERTO

Le prime notizie certe della frazione di San Fedele le troviamo negli statuti di Albenga del 1288. Tra il XVI e il XIX secolo furono edificate in questa località le case estive delle famiglie nobili di Albenga e dei magistrati per sfuggire alla malaria che attanagliava la piana. È dunque a questa epoca che risale l’edificazione di Villa Pianbellino e Casa Calvi. All’inizio delle invasioni napoleoniche di fine Settecento per breve tempo forma un comune autonomo insieme a Lusignano. In occasione delle Giornate FAI verrà proposto un percorso all’aria aperta nel centro storico della durata di circa un’ora e mezza, alla scoperta della storia e del prezioso patrimonio culturale e identitario racchiuso in questa piccola frazione, di cui si approfondirà anche il rapporto con Albenga. 

Percorsi sabato 15 e domenica 16 maggio, ore 10, 10.30, 11, 14.30, 15, 15.30, 16

Lerici (SP)

VILLA VOLPARA DETTA IL FODO

Sul sentiero 426 in località Rocchetta di Lerici, sul monte Branzi, si trova Villa Volpara, detta anche Il Fodo, nome dialettale che indica il “folto” del bosco. Villa seicentesca in stato di abbandono, fu casino di caccia dei Conti De Benedetti di Sarzana, ma svolse soprattutto un ruolo cruciale durante la Resistenza al nazifascismo. Infatti, dal novembre 1943 al settembre 1944 fu sede di una stamperia clandestina organizzata dal CLN della Spezia. La macchina tipografica, a pedalina, venne collocata dentro la cisterna sotterranea nel giardino e messa a disposizione dal proprietario, facoltoso liberale. Fu abbandonata quando il comando tedesco decise di installare una batteria sul monte Branzi; i partigiani Tommaso Lupi e Armando Isoppo – che dopo l’avvento della Repubblica si susseguiranno come sindaci di Lerici – fecero appena in tempo a scappare. I 4 ettari della proprietà sono percorsi da numerosi sentieri, disegnati nei primi dell’800 secondo un progetto “romantico” di sistemazione e fruizione del verde. Si raggiunge con un trekking facile attraversando un bosco di lecci secolari e roverelle e la sorgente di Redarca, sito ricco di biodiversità e identitario per il territorio. Grazie al FAI e al Comune di Lerici che ha preso a cuore il recupero di questo luogo, si toglierà dopo molti anni questo lo spesso strato di silenzio nel quale il Fodo era caduto, per recuperare le memorie che lo videro protagonista. 

Visite sabato 15 maggio dalle ore 11 alle 18; domenica 16 maggio, dalle ore 10.30 alle 18

Dal 6 maggio elenco completo dei beni aperti in LIGURIA su:

https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=LIGURIA

Prenotazione obbligatoria su www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita

N.B.: Il programma delle aperture potrebbe subire variazioni. 

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