Appello per la bussola Déco che rischia di essere sostituita da una porta moderna

Ferdinando Bonora, storico dell’Arte, richiama l’attenzione sul caso di una bussola d’epoca che risale al 1924-25 in un palazzo di via Casaregis “firmato” da Venceslao Borzani. Lunedì deciderà l’assemblea condominiale

«Rischio di demolizione di una bella bussola d’epoca e sua sostituzione con un serramento moderno in un bel caseggiato di via Casaregis, costruito nel 1924-25 su progetto dell’architetto Venceslao Borzani, il nonno di Luca»: a lanciare l’allarme è lo storico dell’Arte Ferdinando Bonora che sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di perdere il manufatto previsto dall’architetto modernista e sta diffondendo il suo appello su diversi gruppi Facebook dove molti genovesi stanno chiedendo ai condomini di salvaguardare la bussola che è un pezzo di storia dell’architettura di questa città e di tutta Italia.

«Al di là di questo caso specifico, il tema di una tutela del patrimonio non imposta dall’alto ma agita dal basso, dagli stessi proprietari messi in grado di comprenderne il valore – mentre troppo spesso sono preda di modelli fuorvianti – potrebbe essere un bel tema su cui riflettere». Per capirci, la sostituzione sarebbe perfettamente legittima, risponderebbe, probabilmente, a percepite esigenze di sicurezza, libererebbe anche da una manutenzione periodica costosa. Però farebbe perdere a tutta la città un manufatto d’epoca prezioso per quello che rappresenta come testimonianza storica e artistica.

Chi era Venceslao Borzani, l’architetto che ha progettato l’edificio? Nato nel 1873 a Ferrara, si stabilì presto a Milano dove, nell’ottobre del 1895, dopo essersi distinto con una medaglia d’argento conseguita alla fine del quarto anno di corso della scuola speciale di Architettura tenuta da Camillo Boito, si diplomò professore di disegno architettonico all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano.
Nel 1896 prese servizio in qualità di “capo studio” nell’Ufficio Restauri della Cattedrale di Genova affiancando l’architetto Marcaurelio Crotta, direttore dei restauri, nell’ambito dei numerosi lavori di rilievo e di intervento sulle strutture di San Lorenzo alla fine del secolo. Presso l’Ufficio Restauri Borzani rimase fino al 1900 elaborando una serie di disegni molto apprezzabili sotto il profilo tecnico e spesso erroneamente attribuiti alla mano di Crotta.
Il suo impegno nell’ambito della tutela e del restauro dei monumenti civici trovò una naturale conclusione nella nomina nella Commissione di Belle Arti e Storia, sezione Monumenti, a partire dal 19 agosto 1907.
Parallelamente a questi interessi svolse costantemente la professione di architetto e progettista per l’edilizia privata residenziale e pubblica, attività che gli valse due riconoscimenti: la nomina a membro della Commissione Edilizia del Comune di Genova dal 1909 e quella di Accademico di merito per la Classe di Architettura dell’Accademia Ligustica nel 1920.

Immagini dall’interessante sito Genocacollezioni dove ne potrete trovare molte altre

Nel 1910 venne bandito il concorso per il padiglione ligure che avrebbe dovuto figurare all’Esposizione Internazionale per il cinquantenario dell’Unità d’Italia da celabrarsi in Piazza d’Armi a Roma nel 1911. Con il motto “Ergo sum ego sum” Borzani risultò vincitore dopo una gara di secondo grado disputata con i colleghi Canessa e Coppedè. l padiglione rappresentava nel suo insieme alcuni dei più importanti monumenti genovesi, dalla Cattedrale di S.Lorenzo a Porta Soprana.
A seguito della sua partecipazione all’Esposizione Romana gli venne conferito nel 1912 il titolo di Ufficiale della Corona d’Italia.
Sempre nel 1910 Borzani partecipò al concorso per il Monumento ai Mille bandito dal Municipio di Genova di cui rimane precisa testimonianza nella sua pubblicazione che accompagnò il progetto “Relazione per un monumento commemorante la partenza dei Mille da Quarto” datata aprile 1910.
La produzione di Borzani è ampia e varia. Numerosi sono i palazzi da appartamenti così come le ville della borghesia. Si ricordi il caseggiato per Edoardo Gambaro in Via Pagano Doria, il Palazzo della Vittoria, il Cinema Excelsior a Sampierdarena.
Anche la produzione cimiteriale è consistente. Vale la pena di ricordare il Mausoleo Roverano e il Monumento Cravero, entrambi nel cimitero di Staglieno, i progetti per il cimitero di Sestri Ponente.
Venceslao Borzani morì a Genova nel 1926.


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