Sentenza Civ, ecco le motivazioni del Tar. Il Pd: «Tursi sospenda l’iter Esselunga»

Il capogruppo Dem in consiglio comunale Alessandro Terrile: «In aula avevo chiesto di attendere la sentenza del Tribunale amministrativo, ma l’amministrazione ha accelerato. Ora bisogna fermare tutto e tener conto del ricorso vinto». Domani la conferenza stampa di Confesercenti e Civ Fronte del Porto che hanno vinto il ricorso

La Conferenza dei servizi è fissata per domani alle 14. Oggetto: «Procedimento unico per l’approvazione di completamento del S.A.U. del promontorio di San Benigno» un lotto per «un nuovo edificio a destinazione commerciale per attivazione di una grande superficie di vendita (ipermercato n. d. r.), l’altro per «progetto di un nuovo edificio a destinazione produttiva». Il richiedente è Esselunga Spa e si parla del progetto dell’ipermercato in via di Francia. Il Tar, però, ha annullato il procedimento che ha consentito al Comune, in sostanza, di estromettere dal diritto di veto il Civ “Fronte del Porto”. C’è un accordo tra Civ e associazioni di categoria da una parte e Amministrazione dall’altra (trasformato poi in atto amministrativo) che subordina l’apertura di grandi strutture di vendita al consenso dei consorzi dei commercianti. Il perimetro del Civ “Il Fronte del Porto”, approvato con determina dirigenziale (al contrario degli altri, approvati con delibera di Giunta) nel novembre del primo anno di Giunta Bucci, ha al suo interno l’area di via di Francia dove Esselunga ha deciso di aprire l’ipermercato (non è prevista né realizzabile, invece, alcuna galleria commerciale). Nel settembre dell’anno successivo (il 2018), però, il Comune ha annullato in autotutela il suo stesso provvedimento di perimetrazione.
Secondo il Tar, nel testo dell’autotutela, a cui hanno presentato ricorso il Civ e Confesercenti, non si intravede però la «sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dell’atto». Sempre secondo il tribunale amministrativo, l’ente pubblico: «non specifica quale sia l’interesse pubblico che il Comune intendeva perseguire mediante l’annullamento del proprio precedente atto, né esplicita per quale ragione esso dovrebbe prevalere rispetto all’interesse del Consorzio a conservare una maggior estensione territoriale», cioè non spiega per quale motivo ha deciso di tornare indietro, giustificando la prima decisione con un “difetto di istruttoria” (cioè, un suo errore e da qui l’autotutela) in composizione della delibera di perimetrazione. «(Non è idoneo ad assolvere a tale onere – si legge nella delibera del Tar – il riferimento al fatto che l’area interessata, come da ultimo individuata, non pare corrispondere a caratteristiche di estensione territoriale contenuta e con significativa concentrazione di attività commerciali, il quale si risolve in una conferma del riscontrato difetto d’istruttoria in relazione alla decisione sulla perimetrazione “in estensione” del Civ: in altre parole, con esso il Comune ribadisce l’assunto secondo cui nel 2017 non vi fossero ragioni sufficienti per ampliare l’ambito territoriale del Consorzio ricorrente, ma comunque non spiega in maniera esplicita quale interesse pubblico verrebbe meglio tutelato – in termini di maggiori vantaggi oppure di minori svantaggi per la collettività – per effetto della sua riduzione».
Non è stata considerata valida (ed era oggettivamente un tentativo di arrampicarsi sugli specchi, amministrativamente parlando) la ragione addotta dagli uffici dell’assessorato al Commercio che hanno motivato il passo indietro con la scarsa attività del consorzio: «il CIV Fronte del Porto – scrivono alla Direzione comunale – non ha presentato progetti di animazione territoriale, né ha partecipato a bandi indetti dalla Direzione Sviluppo del Commercio, non rendendo quindi operativo il raggruppamento perimetrato con la Determinazione Dirigenziale n. 118/2017». Ma nessuna attività è prevista per validare l’accordo e la conseguente perimetrazione.

Il tentativo di Esselunga di opporsi al ricorso di Confesercenti e Civ è stato rigettato perché l’azienda non è parte in causa nell’atto di perimetrazione anche se ora al suo interno possiede l’area vendutale da Biasotti nel frattempo.

Il 17 marzo scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), ha accolto il ricorso di Confesercenti e del Civ, ha annullato, quindi definitivamente «il provvedimento impugnato» e ha ordinato «che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa», cioè il Comune.

Il giudizio è arrivato a tempo di record e proprio il giorno prima della Conferenza dei Servizi. Che farà ora la direzione Commercio di Tursi, che secondo la sentenza del Tar dovrebbe dare esecuzione alla sentenza? Per presentarsi in Conferenza dei servizi dovrà necessariamente tentare di invalidare di nuovo la perimetrazione, magari con un provvedimento in cui tenti di motivare in maniera finalmente congrua la pubblica utilità della decisione. Ne nascerebbe, probabilmente, un nuovo ricorso del Civ e di Confesercenti, ma l’allungamento dei tempi giocherebbe a favore di Esselunga che potrebbe tentare un accordo coi commercianti.

Per il gruppo Pd del Comune, invece, ora il Comune deve «sospendere il procedimento» e «tornare finalmente a confrontarsi con i residenti e i commercianti di Sampierdarena». Il capogruppo Alessandro Terrile ricorda di aver chiesto nella sala rossa di Tursi all’Amministrazione di sospendere la Conferenza dei servizi in attesa del giudizio dl Tar. A tagliare la testa al toro è stato il giudizio di merito del Tribunale amministrativo che ha risposto con la velocità all’accelerazione imposta da Tursi ai provvedimenti amministrativi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: