Il gruppo anti piste ciclabili: «Multe? Anche ai ciclisti che non rispettano il Codice della strada»

Dopo l’appello della Fiab a sanzionare le auto che occupano le piste ciclabili, il gruppo “No alle ciclabili d’intralcio alla viabilità ordinaria” scrive una lettera aperta: «Approfittate di non essere identificabili grazie alla targa e commettete un mare di infrazioni» e chiede sanzioni anche per le dueruote

Spett. FIAB,
Leggendo la vostre dichiarazioni richiedenti al comune di Genova maggior rigore nei confronti delle auto in doppia fila, vi ricordate quando qualcuno più importante di noi disse: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra (Multa??)”?  Trovo questa frase appropriata per parlare di quanto avete richiesto. Perché se i vostri sostenitori e discepoli fossero utenti delle strade corretti e senza macchia, quanto denunciate sarebbe condivisibile, essendo la sosta selvaggia in doppia fila, un problema ricorrente per tutti gli utilizzatori delle strade. Ma poiché, i vostri rappresentati, forti del non essere identificabili a mezzo targa sono i primi a macchiarsi di una marea di infr
azioni, ecco che suona parecchio stonata e di cattivo gusto una richiesta del genere. Fossi in voi guarderei prima in casa vostra: partirei col ricordare ai vostri amici pedalatori che il semaforo rosso esiste anche per loro, che alternare per comodità strada, attraversamenti e marciapiede è vietato; che anche le loro manovre scorrette possono portare a dei pericoli e degli incidenti. Vi inviterei poi a schierarvi contro l’assurda legge che consente ai mezzi dolci di percorrere le vie contromano: proprio perché parlate di sicurezza, dovreste immaginare il pericolo che questa norma folle genera; così come, mi piacerebbe vi schieraste contro chi ha consentito ai monopattini di circolare per le strade: sono mezzi con ruote così piccole da renderli pericolosissimi in primis per i loro conducenti. Infine, evitate di puntare il dito accusatorio e giudicante verso i conducenti di mezzi a motore e tradizionali. Non è il tipo di mezzo a generare comportamenti irregolari e da sanzionare, ma è il buon senso e l’educazione delle persone a fare la differenza nella conduzione di qualunque mezzo.E personalmente, noi auspichiamo un’attenta ed uguale repressione di tutti i comportamenti sbagliati, a partire da chi getta la cicca per terra, fino alle soste in doppia fila, ma passando per le biciclette che non rispettano il semaforo rosso, senza alcuna presunzione di erigerci per ideologia a migliori degli altri. 
Provate anche voi? 
Giacomo Puppo – “No alle ciclabili d’intralcio alla viabilità ordinaria”

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