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I soldi dei “Progetti Pl” 2020 bloccati dal Nucleo di valutazione di Tursi

Approvati dall’Amministrazione comunale, concordati con i sindacati, dovevano finire in busta paga questo mese, ma sono stati bloccati “per approfondimenti” dall’organismo presieduto dall’ex segretario generale ed ex direttore generale di Tursi Antonino Minicuci. Solo che i lavoratori hanno già lavorato con le regole d’ingaggio stabilite tutto il 2020

A volte ritornano, altre volte restano. Come Antonino Minicuci, segretario generale del Comune dal luglio 2018 al marzo 2019 e direttore generale a dal novembre 2018 al marzo 2019, per poi andare in pensione, ma restare ancora un annetto direttore a titolo gratuito, fino a quando, nel settembre 2020, Matteo Salvini lo investe della candidatura a Sindaco di Reggio Calabria. Accettando la candidatura acquisisce un profilo politico: non è più solo un tecnico in pensione. Dall’aprile 2020 è a capo del Nucleo di Valutazione del Comune di Genova, cioè quell’organismo che giudica i dirigenti e anche i progetti della Polizia locale. In realtà, in origine il presidente del nucleo è sempre stato il segretario/direttore generale del Comune di Genova, cioè oggi – per come è sempre stato in passato – dovrebbe essere Pasquale Criscuolo perché Minicuci non lo è più, è in pensione, ha dato anche le dimissioni dal ruolo di direttore a titolo gratuito per candidarsi. Mantiene, però, il suo ruolo nel Nucleo e resta a percepire 10.300 euro l’anno per presiedere il temutissimo organismo comunale che decide anche i premi dei dirigenti. Con lui restano a far parte del Nucleo i due componenti che ha trovato già presenti: Chiara Pollina e Armando Bosio, che vengono compensati, ciascuno, con 9.360 l’anno. La prima si occupa specificamente di valutazioni nella pubblica amministrazione, ha lavorato per la Regione Lazio e ha lavorato e lavora per diverse civiche amministrazioni in Italia. Il secondo è funzionario D3 (non una fascia altissima) nelle Risorse umane del Comune di Ventimiglia.
Il terzetto che forma il Nucleo ha fermato il pagamento dei “Progetti” ai lavoratori della Polizia locale. Progetti messi a punto dal comandante Gianluca Giurato, contrattati con i sindacati e, infine, votati e approvati dalla giunta. Dovevano essere nell’ultima busta paga, invece non c’erano. Il Nucleo ha chiesto approfondimenti, dopo un intero anno lavorato con le “regole d’ingaggio” contrattate e approvate dalla pubblica amministrazione. C’è chi ha accettato la flessibilità per avere quei soldini in più secondo le regole stabilite e quindi “promesse” dall’Amministrazione che, adesso, non ci fa una bella figura. Se il nucleo dovesse bloccarle, chi si fiderà più, rendendosi disponibile per le esigenze della città?

Qual è il motivo del contendere? Gli straordinari. Che in polizia locale sono imprevedibili perché gli agenti, per la natura del loro lavoro, non possono lasciare i fogli sulla scrivania come gli impiegati, per riprenderli l’indomani. Perché se arresti uno spacciatore, se sei a rilevare un incidente mortale, se la viabilità della città si blocca, non è che se hai una divisa puoi dire “abbiamo scherzato, ciao, me ne vado a casa”. Succede che nel compimento dei progetti (ad esempio la flessibilità concessa sui turni) agenti e funzionari che si sono resi disponibili (succede per il controllo della movida, ad esempio, perché le ore di massimo caos corrispondono al cambio turno e non si può lasciare il buco sul territorio nelle ore peggiori, non si possono lasciare le cose a metà) debbano entrare in straordinario. Magari perché hanno acchiappato un pusher, magari perché stanno generalizzando i partecipanti a una rissa per denunciarli, magari sono accorsi su un incidente grave e il lavoro di rilevazione non lo può fare metà una squadra e metà quella del turno successivo. Il Nucleo contesta questo e ha bloccato il pagamento di tutti i progetti.

Su questo, l’Amministrazione comunale si gioca gran parte della sua credibilità “interna” nell’ente. Se quanto promesso dal livello politico (che alla Polizia locale chiede sempre di più) non sarà mantenuto più nessuno, comprensibilmente, si renderà disponibile a fare di più di quanto previsto dal contratto se a questo non corrisponderà il promesso emolumento e la città avrà seri problemi.

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