I lavoratori del porto contro i terminalisti, presidio ai varchi e blocchi

Ventiquattr’ore di sciopero e la protesta proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil. Poi il blocco a intermittenza in lungomare Canepa. Mentre Confindustria ricorda che ora ogni «giornata di lavoro costituisce un privilegio» e il terminal Psa-Sech chiede alla Culmv un milione di euro per “inadempienze contrattuali”

I presidi sono cominciati prima delle 6. Poi la rabbia dei lavoratori è finita in strada, col blocco di lungomare Canepa. Usb sta mettendo in atto un presidio sotto Confindustria. Ai lavoratori della Culmv va la solidarietà esplicita di molte categorie, come quelli della logistica e dei trasporti, ma quella dei metalmeccanici della Fiom, presenti alla manifestazione con una delegazione. Igor Magni, segretario generale Cgil Genova, Marco Granara, segretario generale Cisl Genova e Mario Ghini segretario generale Uil Genova e Liguria denunciano: «La pace sociale, costruita su equilibri che oggi sembrano essere messi, irresponsabilmente da parte di alcuni, in discussione, non è per sempre ed è basata su equilibri molto fragili: le energie di tutti devono essere dirette a costruire il futuro del nostro Porto, a partire dalle infrastrutture, dalla nuova diga e da tutto ciò che può consentire alla nostra città di agganciare il treno per il futuro. Rendere questo percorso in salita è da irresponsabili».

Tutto parte dalla lettera “informale”, consegnata a mano dal presidente dei terminalisti Beppe Costa, consegnata a mano al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale «forse nell’intento di non darle troppa enfasi e con un taglio riservato, reso poi noto addirittura a mezzo stampa – dicono i sindacati -. Al di là del metodo, a sconcertare è il contenuto. In pratica la missiva contesta punto per punto l’accordo quadro sottoscritto a dicembre scorso anche dagli stessi firmatari della lettera, accordo che per sua stessa definizione presume una mediazione tra le parti con reciproca soddisfazione. Con quell’intesa, terminalisti, Autorità e Compagnia Unica hanno convenuto di chiudere una pagina ed aprirne una nuova che guarda al futuro, senza nascondersi le difficoltà, ma con grande senso di responsabilità da parte di tutti e soprattutto dei lavoratori. Sono proprio quei lavoratori della Culmv e di tutto il Porto, che hanno determinato le fortune del nostro scalo e degli stessi terminalisti, contribuendo ad una crescita, costante, a doppia cifra percentuale, anno su anno. Sono quegli stessi lavoratori che hanno spesso rivendicato attraverso le organizzazioni sindacali di categoria di lavorare bene, in sicurezza, con la certezza del giusto salario e impegnandosi in confronti non sempre facili, anzi, spesso difficili».

La Sezione Terminal Operators di Confindustria Genova, con una nota, <precisa che sono stati mantenuti tutti i patti e gli impegni, anche di carattere economico e finanziario, sottoscritti nel corso di questi anni con l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure occidentale e con la Culmv».
«Quanto ai supposti problemi di relazioni industriali all’interno dei singoli terminal – continua la nota -, la Sezione ribadisce la piena disponibilità a un costante e costruttivo confronto con tutte le parti coinvolte. Nel corso dell’incontro organizzato ieri dall’Autorità di Sistema portuale, la Sezione Terminal Operators ha richiamato più volte le Organizzazioni Sindacali al senso di responsabilità, in un momento in cui una giornata di lavoro costituisce un privilegio».

Ieri l’assessore all’Sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova Francesco Maresca si era proposto come «facilitatore per il dialogo tra le parti affinché si arrivi al più presto a una soluzione che risolva le attuali problematiche, ancora in essere tra lavoratori e terminalisti».

«Dispiace che non si sia riusciti a evitare lo sciopero – ha detto Maresca – ma auspico che al più presto si possa arrivare a un percorso condiviso che consenta di proseguire sulla strada dello sviluppo dello scalo genovese come la comunità marittima più importante a livello nazionale. Il porto è un patrimonio di tutti i genovesi, dà lavoro a circa 30 mila addetti e nell’interesse comune vanno affrontate e superate le problematiche che riguardano l’intera città. Mi auguro che ci sia uno sforzo comune per superare le divergenze di posizione e un impegno forte a tutela della sicurezza interna allo scalo. Per questo ritengo indispensabile un cambio di passo deciso anche da parte del nuovo governo: l’attuale esecutivo metta al centro dell’agenda politica la filiera logistica e portuale, che non ha mai smesso di lavorare per il Paese in piena pandemia. Ora è il momento di una riforma a tutela della sicurezza, un indubbio valore da difendere, con regole al passo con i tempi e nell’interesse dell’intera comunità economica marittima, con investimenti sulla sicurezza, a partire da misure ad hoc come la revisione dei canoni portuali, a beneficio di operatori e lavoratori portuali».

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