Blocco dei licenziamenti, scontro a distanza tra Mondini e Maestripieri

Per il presidente di Confindustria Genova <non sarà macelleria sociale> se lo sblocco riguarderà solo il settore della manifattura. Per il leader degli industriali è una questione di numeri per un breve periodo, tra licenziamenti e assunzioni di figure professionali più consone. Per il segretario regionale di Cisl anche le piccole e medie imprese della manifattura sono ancora in crisi, siamo ancora in piena pandemia senza possibilità di prevederne tempi ed esito e <Non si può giocare con la sopravvivenza economica delle famiglie e con il futuro dei nostri figli>

<Credo che il governo nuovo lavorerà a togliere il blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo, mantenendolo per qualche settore, come il mondo dello spettacolo, il turismo congressuale e gran parte del turismo. Per il resto crediamo sia giusto che non ci sia più il blocco dei licenziamenti perché alcune aziende devono riorganizzarsi, è inevitabile> ha detto questa mattina il presidente degli industriali genovesi Giovanni Mondini, che ha aggiunto che se lo sblocco sarà solo per la manifattura <non sarà quella che qualcuno definisce <macelleria sociale>. Per il leader degli industriali genovesi <magari ci sarà una fase di turning dove fra un licenziamento e un’assunzione di nuove figure professionali potrà esserci non contemporaneità, ma sono convinto che si tratterà di pochi mesi>. Per Mondini ci saranno <assunzioni di nuove professionalità più consone> al futuro delle aziende.

<Noi diciamo che non è ancora il momento e che lo sblocco selettivo darebbe un segnale contraddittorio e ambiguo al paese ancora in piena pandemia e senza che se ne possano traguardare gli sviluppi né prevedere la fine> commenta Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria. <Siamo lieti di apprendere da Mondini che il manifatturiero in Liguria va così bene da indurre Confindustria a chiedere lo stop alle misure nazionali per sostenere i lavoratori – prosegue Mestripieri -. Prendiamo atto che Mondini prevede che “non sarà una macelleria”: parole importanti, ne prendiamo atto. A noi risultano, invece, molti casi di piccole e medie imprese manifatturiere che sono fortemente in difficoltà. Per questo chiediamo che, insieme ai ristori, siano prorogati anche il blocco dei licenziamenti e la cassa Covid>.
Proprio oggi i leader nazionali di Cisl, Cgil e Uil – Furlan, Landini e Bombardieri – hanno espresso le loro preoccupazioni per la situazione di emergenza sanitaria, sociale, occupazionale ed economica del paese che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane nel caso di un mancato rinnovo del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid. <Valutiamo molto positivamente che il Presidente incaricato Mario Draghi abbia ieri affermato di voler aprire un confronto di merito anche con le parti sociali. A lui esterneremo le nostre preoccupazioni – conclude Maestripieri -. Non si può giocare con la sopravvivenza economica delle famiglie e con il futuro dei nostri figli>.

Aggiornamento

Sono giunte le dichiarazioni di Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria
 
<Lo sblocco dei licenziamenti sarebbe deleterio per il nostro tessuto sociale ed economico: Mondini ripensi alle sue parole che, in questo momento, sono un insulto a migliaia di lavoratori provati dalla crisi” – recita la nota di Ghini -. Abbiamo letto con rammarico le esternazioni di Giovanni Mondini,  presidente di Confindustria Genova,  che auspica l’interruzione del blocco dei licenziamenti. È solo di qualche giorno fa la notizia giunta dall’Istat sui dati in picchiata dell’occupazione. L’effetto pandemia si sta abbattendo con ferocia su donne e giovani che sono i soggetti che hanno i contratti più instabili. Vogliamo immettere sul mercato del lavoro ancora altri lavoratori senza futuro? Vogliamo davvero far alzare la febbre sociale? La Uil non ci sta ed è pronta a provarlo. Piuttosto servono politiche attive e il recupero del gap occupazionale di genere con investimenti in servizi materiali. Una crisi economica peggiorata dalla pandemia ha ancora bisogno del blocco dei licenziamenti e della cassa covid, auspichiamo che Draghi riesca a formare un governo che possa  circoscrivere quello che può diventare una vero e proprio disastro sociale.  Per quanto riguarda le parole di Mondini, ci aspettiamo un cambio di rotta, volto alla tutela di tutti i lavoratori che in questi duri mesi hanno potuto tirare avanti con la prospettiva di ricominciare a rimettersi in gioco>.

Il commento di Igor Magni, segretario generale Cgil Genova

<Ho letto con stupore le dichiarazioni del presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini sulla necessità di interrompere il blocco dei licenziamenti fissato al 31 marzo – si legge nella nota di Magni -. E’ la stessa Confindustria ad aver illustrato questa mattina alla stampa una situazione economica in pesante affanno con diverse luci e molte ombre. Cgil conosce sin troppo bene gli effetti delle riorganizzazioni aziendali prospettate dal Presidente Mondini, e ancor meglio le conoscono le migliaia di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno pagato un prezzo pesantissimo alla crisi economica, ora peggiorata dalla pandemia e ai quali vanno date certezze per il futuro. I dati Istat dicono che, a livello nazionale, nel 2020 abbiamo perso 440 mila posti di lavoro e dietro ad ognuno di essi ci sono persone in carne ed ossa. Per questi motivi Cgil individua nel blocco dei licenziamenti e nella cassa covid un argine a quella che può diventare una vera e propria Caporetto del lavoro e, in attesa di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, continuerà ad operare per la tutela di lavoratrici e lavoratori e a sostegno delle loro famiglie che dal lavoro traggono sostentamento>.

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