Via Robino, divisa tra privati e Comune, in condizioni di degrado

Per i gruppi Pd in Comune e in Bassa Valbisagno dovrebbe essere Tursi a provvedere: <Ha realizzato le opere di urbanizzazione e ha allargato la strada senza realizzare i muri di contenimento>. Intanto la carreggiata è invasa da pietre e acqua ed è diventata pericolosa per auto, moto e pedoni

È davvero una storia infinita quella degli abitanti di una parte di via Robino, dove proseguono i problemi di incuria e mancata manutenzione di un tratto di strada, con conseguenti situazioni di pericolo per i pedoni e i veicoli in transito – spiegano ai gruppi PD in Comune e nel Municipio -. La questione è stata posta molte volte al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale, sia dal Municipio Bassa Valbisagno che dal Gruppo PD in Comune, con l’obiettivo di porre rimedio a una situazione che si protrae da decenni a causa di una suddivisione della via in parte comunale, vicinale e privata, anche se una sentenza della Corte di Cassazione ha sottolineato come la via debba essere considerata per la manutenzione stradale di competenza comunale. La stessa sentenza sottolineava inoltre che la dichiarazione che il Comune di Genova fece con una delibera del suo Consiglio in data 22/6/1970, relativamente alla classificazione della via Aurelio Robino aveva “mera natura dichiarativa e non costitutiva” avendo il Comune stesso eseguito le opere di urbanizzazione ordinaria, nonché nel tratto in questione, la costruzione della strada allargandola senza realizzare i necessari muri di contenimento e, nel contempo, risultando il versante soprastante non trasformato da alcun manufatto. Tutto ciò in base al Verbale di consegna di aree e manufatti in Forte Quezzi al Comune di Genova da parte dello Iacp del 02/02/1990, affinché questo ne curasse la manutenzione e conservazione realizzando le opere di pubblico interesse che consentirono la circolazione dei mezzi pubblici di trasporto e di raccolta dei rifiuti. Prova ne sono la normale segnaletica stradale ed il posizionamento di cassonetti Amiu e le fermate degli autobus Amt. Ripercorrendo le diverse sollecitazioni all’amministrazione comunale sulla vicenda, ricordiamo che il 26 giugno 2019 il Municipio Bassa Valbisagno, con mozione all’unanimità, ha chiesto interventi urgenti per la canalizzazione dello sversamento d’acqua, la pulizia della carreggiata e la verifica della sicurezza per i veicoli e i pedoni nel tratto da 101 a 117 della via. Considerato il silenzio dell’Amministrazione comunale, a questa mozione ha fatto seguito un’interrogazione da parte del Municipio, rimasta anch’essa senza risposta. Il Municipio si è poi pronunciato con una seconda mozione nel 27 ottobre 2020, mentre i consiglieri comunali hanno presentato interrogazioni alla giunta nel dicembre 2019, con iniziativa di Claudio Villa, e nel febbraio 2020 attraverso la capogruppo Cristina Lodi. Proprio a quest’ultima interrogazione la giunta ha risposto assicurando un intervento nei successivi 60 giorni. In questi giorni è stata depositata una ulteriore interpellanza dalla capogruppo Lodi, per richiamare le cose non fatte e chiedere che intenzioni ha davvero, oltre le promesse, l’amministrazione comunale.Infatti purtroppo, ad oggi prosegue il problema di un annoso e progressivo degrado, con cadute di terra stratificate e la presenza di pietre sulla careggiata. Tutto ciò è aggravato da un consistente sversamento d’acqua (si presume di origine meteorica) in corrispondenza dei new jersey messi a protezione della strada nel 1991, sversamento che, oltre ad allagare le intercapedini dei palazzi prospicienti, ha provocato danni notevoli ed evidenti al manto stradale di quel tratto e le diverse buche costituiscono un ulteriore pericolo per la pubblica incolumità. Di fronte a questa situazione davvero critica, sollecitiamo all’amministrazione del Comune di Genova una risposta esaustiva e, possibilmente, definitiva a tutela della popolazione residente nel quartiere>.

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