Sdegno e condanna: ma se anche fosse stato saluto romano nessuna legge lo vieta. Vi spieghiamo perché

Infinite discussioni e feroci reprimende anche da destra per le mani alzate nel consiglio comunale di Cogoleto: per alcuni nel saluto romano, per i 3 consiglieri di Lega, Fdi e indipendente “semplicemente per votare”. La verità è che la Legge Scelba (nell’interpretazione della Corte Costituzionale) vieta la ricostituzione del vecchio partito fascista di Mussolini, ma non la costituzione di un nuovo partito fascista che possa dimostrare ai giudici di non avere gli stessi obiettivi antidemocratici. Intanto, una proposta di legge di Luca Pastorino giace in Parlamento da inizio legislatura

Da una parte tre consiglieri di destra del consiglio comunale di Cogoleto. Dall’altra il resto del mondo, a partire dal sindaco e da due consiglieri di maggioranza che giurano in assemblea e a favor di telecamera di aver sentito chiaramente uno dei tre dall’altra parte dell’emiciclo dire agli altri: “Facciamo il saluto fascista”. L’unica cosa certa è quanto si vede dal video della seduta del consiglio comunale: mani destre tese, il palmo verso il basso, non esattamente come quando a scuola viene fatto l’appello per dire “presente”, cioè alzando la mano in verticale

Sono in tre nell’occhio del ciclone: Francesco Biamonti della Lega, Valeria Amadei tesserata Fratelli d’Italia e Mauro Siri, il candidato indipendente sconfitto alle ultime comunali.

Nel consiglio comunale dell’amena località turisticobalneare del ponente genovese non esattamente la capitale politica dell’Universo, al limitare della provincia di Savona, provincia di nascita di Sandro Pertini, la stessa dove pochi giorni fa sono scattate le manette ai polsi di un ventiduenne di ultradestra che diceva di volersi dedicare alle stragi, si è pure fatto ricorso al moviolone, per vedere l’inclinazione del braccio e della mano di tutti e tre in tutte le votazioni della serata. E mentre uno, Siri, un po’ alza il braccio a mano tesa e un po’ addirittura a pugno chiuso, gli altri due portano la mano in orizzontale: meno convinta Amadei che la agita come se tentasse di farsi notare dal cameriere della pizzeria che chiede chi ha ordinato la “Quattroformaggi rossa”. Netto, invece, il gesto di Biamonti, che in uno dei tre casi, velocissimo, inclina prima la mano in orizzontale verso il petto, per poi alzare deciso il braccio con le dita della mano tese. Saluto romano? O convinta manifestazione di voto? Loro giurano la seconda, gli avversari politici gridano invece all’apologia di reato. Perché, può piacere o non piacere, ma in questo paese il pugno chiuso comunista è manifestazione politica più o meno gradita. Opinione. Mentre il saluto fascista a mano tesa, se consapevole e voluto, è normalmente percepito come un richiamo diretto al fascismo del Duce.
L'”apologia di reato”, però, non è un reato netto come alcuni pensano. La Legge Scelba è stata oggetto di “interpretazioni” della Corte Costituzionale che sull’altro piatto della bilancia ha messo l’articolo 21 della stessa Costituzione: il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Insomma, quello che è davvero vietato è ricostruire il partito fascista del Ventennio. Un partito politico può anche definirsi neofascista, a patto di poter dimostrare di non stare ricostruendo il partito di Mussolini e di non avere gli stessi obiettivi antidemocratici. Le interpretazioni della legge Scelba stabiliscono che fino a che un giudice non decide che è in corso un tentativo di fondare un nuovo partito fascista o con ideologia analoga (il sospetto che grava sul il ventiduenne di Savona che è finito per questo in custodia cautelare in carcere), è legittimo difendere Mussolini e il fascismo, fare il saluto fascista, vendere memorabilia del regime e manifestare con divise e bandiera fasciste. Insomma, se anche i tre consiglieri di destra avessero veramente fatto il saluto romano in consiglio comunale, non necessariamente sarebbero “fuori legge”.
Certo, il saluto romano, specie se in luogo istituzionale, è in questa paese e in tutta Europa è socialmente inaccettabile e se fosse stato fatto nel Giorno della Memoria porterebbe con sé l’aggravante dello spregio a morti e deportati. Magari non abbastanza per finire in cella, certamente quanto basta per concludere definitivamente e con infamia una carriera politica.
Non a caso, il deputato Leu Luca Pastorino, di cui sotto potete leggere l’intera dichiarazione, dice che <Bisogna mettere fuori legge le organizzazioni che si richiamano all’ideologia fascista e avviare progetti culturali, coinvolgendo il servizio pubblico, per contrastare il ritorno di partiti dichiaratamente fascisti. La proposta di legge, che ho presentato a inizio legislatura, deve essere calendarizzata al più presto per essere approvato. L’iter è fermo da troppo tempo, serve un sussulto dell’intero Parlamento>.

È Biamonti, tabaccaio della personalità pirotecnica ed ipertrofica della “piccola città bastardo posto” (per dirla con Guccini) della riviera di ponente, della città di provincia che i turisti ricordano più per le spiagge piene di famiglie e i coni gelato lappati sul lungomare che per l’effervescenza mondana tipica invece di certe località del levante e, men che meno, per il fermento politico, che i consiglieri di sinistra identificano come l’ideologo di quello che sono certi essere stato uno spregio alle Istituzioni e alle vittime dell’Olocausto. Due consiglieri, nella seduta del consiglio che si è aperto col ricordo delle vittime della Shoah, sostengono di averlo sentito dire agli altri: “fate il saluto fascista”.

Il caso, che in altri tempi sarebbe rimasto confinato nel confronto politico di campanile, al livello dell’eterno scontro tra Peppone e Don Camillo (nella sua evoluzione contemporanea, avvelenata dai venti di ultradestra che spirano nella società), nell’epoca delle dirette streaming e dei social è diventato una questione nazionale.

Sotto il post del sindaco di Cogoleto Paolo Bruzzone che ha fatto esplodere le polemiche.

 I tre si dicono indignati, fraintesi, strumentalizzati. Dice Francesco Biamonti: <La caccia alle streghe è ricominciata. Nessuno può permettersi di infangare il mio nome né tantomeno quello del mio partito. Per questo motivo presento querela nei confronti dei consiglieri di maggioranza che dicono di avermi sentito dire frasi che non mi appartengono e nei confronti del sindaco Paolo Bruzzone per la ricostruzione falsa che ha fatto sul suo profilo Facebook. Qualche consigliere in cerca di visibilità vorrebbe giocare sulla mia pelle, per questo ho deciso di rivalermi nelle sedi opportune. nessuno può permettersi di equivocare il gesto del voto con un infamante “saluto romano” in una giornata che dovrebbe unire la nazione anziché dividerla>.

D’altro canto, il vertice ligure del partito, Edoardo Rixi, nel Giorno della Memoria aveva postato questo nella sua bacheca, suscitando anche qualche critica da parte di alcuni suoi aficionados.

<Quanto accaduto nelle ultime ore mi ha molto scosso ed ho deciso di rispondere in maniera chiara e netta a quanto accaduto in Consiglio Comunale – dice Valeria Amadei -. Non ho fatto il saluto romano, in nessuna maniera e forma. Ho semplicemente votato e l’ho fatto per alzata di mano, come richiesto. Confido in quanto detto talmente tanto da voler querelare chiunque dica il contrario e sfido chiunque mi accusi di tale infame gesto a dimostrarlo nelle sedi opportune. Capisco l’imbarazzo di Fratelli d’Italia e qual ora riuscissero a dimostrare che ho volutamente fatto il saluto romano restituirò la tessera del partito prima che mi venga richiesta>.

La parola “imbarazzo” non è esattamente corrispondente alle reazioni dei vertici del partito. La si può certamente considerare un eufemismo.

<Mi auguro che la consigliera potrà dare solide giustificazioni pena la sua espulsione – dice Matteo Rosso commissario regionale di FdI -. Siamo saldamente ancorati al movimento dei Conservatori Europei e non abbiamo bisogno di persone che non sappiano comprendere quanto di nuovo ci sia nella battaglia culturale e politica che stiamo affrontando per ripensare la globalizzazione. Per dare all’Italia e all’Europa una visione alta e nobile di una destra conservatrice moderna e proiettata verso un futuro dove globale non significa mortificazione e del locale e dell’individuo>

Ancora più netto l’assessore regionale FdI Gianni Berrino che parla di <Indecente comportamento che va condannato e stigmatizzato senza tentennare e che FdI/Conservatori Europei non può accettare. Dalla responsabile di tale gesto, avvenuto proprio nel Giorno della Memoria, mi attenderei le immediate dimissioni dal nostro movimento. In caso contrario sono certo ci sarà un’azione formale di espulsione. Personalmente, e per quello che può valere, mi scuso con quanti si sono sentiti giustamente offesi>.

Resta il terzo consigliere di destra, l’indipendente Mauro Siri, quello che un po’ ha alzato la mano stesa e un po’ il pugno chiuso: <Non ho pensato neanche lontanamente di imitare il saluto fascista – dice – . Ho perso mio padre in Russia, ho sempre odiato i regimi totalitari fascisti e comunisti>.

E mentre sui social gli account dei tre si riempiono di critiche e difese d’ufficio, oltre che di insulti e frasi violente che richiamano i fatti di piazzale Loreto, dalla politica di ogni orientamento, dai sindacati, dalla società civile piovono condanne.

<Quello che è accaduto a Cogoleto non è tollerabile e va condannato, senza se e senza ma – scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Pegione e leader di Cambiamo, Giovanni Toti -. I consiglieri che durante il Consiglio comunale hanno fatto il saluto romano oltre a commettere un reato, hanno offeso nel giorno della Memoria tutte le vittime della follia criminale nazifascista. Da presidente di Regione ritengo che nessuno debba permettersi comportamenti simili, a maggior ragione i rappresentanti delle istituzioni, in nessuna giornata, non solo in quella della Memoria. Bene ha fatto il sindaco Paolo Bruzzone a condannare prontamente e condivido le sue parole dalla prima all’ultima>.

<È un video a fotografare tre consiglieri comunali della Lega e di Fratelli d’Italia del Comune di Cogoleto Biamonti, Amedei e Siri intenti a votare scimmiottando il saluto fascista – dicono a Cgil Genova e Liguria Spi Cgil Genova e Liguria -. L’episodio è gravissimo e arriva nella giornata della memoria a ricordo delle persecuzioni e delle vittime del nazi fascismo. Evidentemente i consiglieri in questione hanno mal digerito le celebrazioni in ricordo di quanto accaduto sotto le dittature nazista e fascista e hanno voluto rimarcare la loro appartenenza. In quel gesto e successivamente con la pochezza delle argomentazioni con le quali hanno cercato di giustificare l’atto scellerato, si legge l’arroganza tesa alla provocazione. La loro mancanza di rispetto per cittadine e cittadini, per le istituzioni che rappresentano, per le migliaia di morti e perseguitati, qualificano il loro deplorevole comportamento già bandito dalla storia. Per far luce sull’accaduto e affinché tali eventi non abbiano a ripetersi la Cgil chiede l’intervento di  magistratura e Prefettura di Genova. Cgil e Sindacato Pensionati continueranno il loro impegno nel trasmettere la conoscenza di quello che è stato per contribuire a formare cittadini consapevoli rispettosi dei valori democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica>.

<Il saluto romano sfoderato da alcuni consiglieri comunali a Cogoleto, come alternativa all’alzata di mano in consiglio per votare, non è solo una trovata irrispettosa sfoggiata nel giorno della memoria, non si tratta di una semplice pagliacciata fra pochi, ma di un oltraggio alle istituzioni, alla vita democratica del paese e a tutte quelle persone che sono morte ferocemente per mano del nazifascismo – dice il segretario della Uil Mario Ghini -. L’antifascismo è un valore che va coltivato ogni giorno affinché i nostri giovani non debbano seguire le sirene improvvisate di coloro che fanno di razzismo e prevaricazione un metodo spiccio per far fronte alle diseguaglianze>. La Uil Liguria condanna fermamente quanto accaduto ed esprime vicinanza al sindaco di Cogoleto Paolo Bruzzone e a tutta la cittadinanza>. 

<Quanto accaduto ieri sera in Comune a Cogoleto, dove alcuni consiglieri di minoranza hanno espresso il loro voto sul bilancio utilizzando il saluto fascista, è davvero inqualificabile e preoccupante.Non esiste alcuna giustificazione a questo comportamento, non si tratta di una provocazione, tantomeno, come abbiamo letto avrebbero dichiarato alcuni protagonisti, di una ragazzata – dicono al Pd del Comune di Genova -. È una offesa intollerabile alla Memoria di questo Paese, delle vittime della lotta di Resistenza e dello sterminio nazista nei campi di concentramento, che proprio ieri l’Italia ricordava nel Giorno della Memoria. A rendere l’episodio ancor più grave è il fatto che gli autori sono rappresentanti istituzionali democraticamente eletti. Con il loro comportamento questi consiglieri hanno offeso i cittadini e le istituzioni che invece si sono impegnati ad onorare all’inizio del loro impegno in Comune.Quanto avvenuto ancora una volta ci conferma quanto sia importante coltivare la Memoria e non abbassare mai la guardia, con fermezza e rigore. Proprio per questo motivo chiediamo che i consiglieri comunali che si sono resi protagonisti di questo vergognoso comportamento rassegnino immediatamente le dimissioni.

<Nel Giornata della Memoria abbiamo visto un atto ignobile al consiglio comunale di Cogoleto – dice il deputato Leu Luca Pastorino -. La celebrazione di un momento così carico di significato, per non dimenticare l’orrore della Shoah, ha dato vita a una scena da condannare. I consiglieri devono rassegnare immediatamente le dimissioni. Il loro comportamento non è degno per chi ha un ruolo all’interno delle Istituzioni. E bene hanno fatto i consiglieri regionali dei gruppi Sansa Presidente, Linea Condivisa, M5S e Pd a presentare un esposto al Prefetto. Il caso verrà portato in Parlamento con un’interrogazione che depositerò a breve alla Camera. Ma quanto accaduto nel consiglio comunale di Cogoleto conferma la necessità di affrontare la questione anche in Parlamento dal punto di vista normativo>.

La federazione genovese del Partito della Rifondazione Comunista <condanna con forza il gesto di alcuni consiglieri comunali di centrodestra del Comune di Cogoleto che durante una seduta consiliare hanno fatto il saluto romano e come se non bastasse proprio durante il Giorno della Memoria. Alla luce di tutto questo e dei continui rigurgiti fascisti che prendono campo nel nostro paese prende ancora più forza l’iniziativa del nostro consigliere municipale, Davide Ghiglione, della lista “Chiamami Genova – Putti Sindaco”, che nel nel V Municipio Valpolcevera ha presentato una mozione che andrà in discussione il prossimo primo Febbraio, affinché sia data la più ampia diffusione e possibilità di firma alla proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, denominata “Legge Antifascista Stazzema”, dal nome della città della Versilia, segnata da una delle più tragiche stragi di civili messe in atto dai nazifascisti nell’agosto del 1944, il cui Sindaco è presidente del comitato promotore. La mozione è nata dall’esigenza di agevolare al massimo la possibilità di firma nella città di Genova, visto che al momento è possibile farlo solamente a Palazzo Tursi ed in alcune sedi municipali. La legge nella sua proposta mira a punire chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco con la reclusione da sei mesi a due anni, aumentandola di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici, e rispetto alla legge Mancino mira a colpire precisamente determinate fattispecie di reato, configurando così pene certe, appurato che vi sono forme consolidate di propaganda fascista che restano impunite. La soglia minima da raggiungere è di 50mila firme, ed è possibile farlo entro il 31 marzo 2021>.

Si è ovviamente espressa con durezza anche Anpi chiedendo le dimissioni dei tre: <Un voto a braccio teso nel saluto romano, per tre volte, alle ultime votazioni sul bilancio di previsione, e in una seduta, quella di mercoledì sera del consiglio comunale di Cogoleto, iniziata con la commemorazione del Giorno della Memoria – si legge nella nota dell’Associazione Partigiani -. Non ci sono scusanti, non ci sono giustificazioni per quanto è avvenuto mercoledì sera nel Comune del ponente genovese; le telecamere dello streaming mettono sotto gli occhi di tutti la provocazione ostenta dai tre consiglieri – Francesco Biamonti, Valeria Amadei e Mauro Siri – immediatamente ripresi dagli altri consiglieri e dal sindaco Paolo Bruzzone, ma senza esito. Come Anpi, disgustati da una provocazione stupida e ignorante, chiediamo con forza le dimissioni immediate dei tre consiglieri, che hanno dimostrato la loro totale incapacità di partecipare alla vita democratica, insultando quella Costituzione repubblicana che è la risposta più alta al fascismo. Chiediamo anche al sindaco Bruzzone, al quale esprimiamo la massima solidarietà, di allertare gli uffici giudiziari per valutare se ci siano gli estremi di reato, come prevede la legge: il saluto romano, specialmente in un contesto come un’assemblea elettiva, è semplicemente proibito. L’Anpi in questo contesto continuerà il suo impegno sulla memoria, in quanto da quelle radici ha preso forma la Nostra Costituzione e la visione di una società più equa e giusta di cui si sente sempre più pressante la necessità>.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: