Andrea, arrestato a 22 anni: dizionario suprematista di un aspirante terrorista

Sulle pagine della cronaca si sono proiettati, nei giorni scorsi, a seguito dell’arresto del savonese Andrea Cavalleri, nomi di personaggi contenuti nelle intercettazioni (per lo più assassini stragisti di ultradestra) che forse non tutti conoscono o ricordano, oltre a termini ignoti ai più, come “incel” (involontariamente celibi), “Day of the Rope”, “Atomwaffen division”. Vi spieghiamo tutto questo e anche perché il ventiduenne ha sulla sua pagina Facebook la bandiera della Rhodesia ai tempi della guerra fredda

Forse non tutti hanno capito completamente a cosa dichiarava di puntare, secondo le intercettazioni della Polizia, Andrea Cavalleri (nella foto), in carcere da qualche giorno a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, accusato di associazione con finalità di terrorismo e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo. Questo perché i giornali si sono riempiti di termini e nomi sconosciuti ai più. In questo articolo cerchiamo di illustrarveli.

Ad Andrea, gli investigatori sono arrivati in seconda battuta, a seguito delle indagini su un minorenne. Nelle conversazioni anche via chat tra i due e con altri soggetti (il canale Telegram aperto da Cavalleri, “Sole nero” aveva 400 iscritti) nulla viene lasciato alla fantasia: <In tre blocchiamo le uscite. Mi divertirei di più classe per classe… col lanciafiamme e un Ak47 di scorta… voglio guardarli in faccia e sentirli urlare, una goduria>. Cos’è un Ak47? Un fucile da assalto creato in Unione Sovietica alla fine della seconda guerra mondiale (e ancora esportato dalla Russia) che può montare vari lanciagranate. La Polizia, sentendo e leggendo quelle frasi, aveva già sequestrato nel luglio scorso al padre di Andrea alcune armi, che l’uomo deteneva legalmente, proprio nel timore che il ragazzo passasse dalle parole ai fatti. In qualche modo, una sorta di “avvertimento” che, però, non è bastato.

Il giovane arrestato ha come foto di copertina su Facebook l’immagine dello stemma araldico della Rhodesia, il nome con cui, nel continente africano, venne chiamata, tra il 1965 e il 1979, la ex colonia britannica della Rhodesia Meridionale (l’attuale Zimbabwe). E anche lo slogan scritto sotto, “Be man among man” è riferibile al (fu) esercito della Rhodesia: è quello del manifesto di reclutamento. Perché?

I sovranisti nostalgici della Rhodesia dell’apartheid

Ci sarebbero da sintetizzare alcuni decenni di geopolitica. Vediamo di darvi gli elementi fondamentali. Tutto parte dalla guerra civile in Rhodesia, tra il giugno del 1964 al dicembre del 1979 fra la fazione bianca della ex-colonia inglese e i guerriglieri ZANU e ZAPU (neri). Il conflitto si inserì nel contesto del post – colonialismo e della guerra fredda: infatti il governo Smith organizzò la secessione della Rhodesia dall’Impero Britannico nel 1965 e successivamente prese la decisione di proclamare la repubblica e l’uscita dal Commonwealth (23 marzo 1970). Il regime, similmente al Sud Africa, si fondava sulla segregazione razziale, in cui una comunità di circa 250.000 bianchi controllava il potere politico, economico e militare, mentre circa 6 milioni di neri erano confinati in una condizione di povertà ed analfabetismo. Seppur di piccole dimensioni e con limitate risorse economiche (in seguito all’isolamento internazionale del Paese), le forze armate della Rhodesia colsero numerosi successi ed inflissero ai guerriglieri perdite maggiori. Tuttavia il forte sostegno popolare alla guerriglia, la fine dell’impero coloniale portoghese ed il crescente sostegno internazionale in favore della risoluzione del conflitto, portò il governo rhodesiano a trattare con i movimenti d’opposizione per una transizione democratica. La fine della guerra portò al suffragio universale del 1979, dando inizio al dominio della maggioranza nera del paese, e comportando di conseguenza la fine di quella bianca, portata all’emigrazione verso il Sud Africa. Gli accordi sancirono un ritorno temporaneo della Rhodesia alla sovranità del Regno Unito per poi cederla alla neonata Repubblica dello Zimbabwe. Le elezioni del 18 aprile 1980 posero fine al mandato britannico e segnarono l’inizio del regime di Robert Mugabe.
Altra conseguenza della fine del conflitto fu lo scioglimento di numerosi reparti militari che si erano distinti nella controguerriglia e pertanto non erano ben visti dal nuovo regime: il Rhodesian Special Air Service, i Selous Scout, i parà del Rhodesian Light Infantry, il Rhodesian African Rifles. I membri di tali unità troveranno rifugio in Sud Africa, arruolandosi quasi tutti nelle forze armate locali. In seguito, per via della connotazione decisamente totalitaria del nuovo regime, lo Zimbabwe è stato espulso dal Commonwealth.

Questa schermata da Instagram sembra mostrare due Rhodesian Selous Scout di pattuglia. Il post è abbinato a una citazione attribuita al tenente colonnello Ronald Reid-Daly, che ha fondato e poi comandato i Selous Scouts durante la guerra nel bush degli anni ’60 e ’70

Magicamente, qualche anno fa, i social hanno cominciato a rilanciare immagini di quei reparti militari. <Non molto tempo dopo che la Rhodesia cessò di esistere, divenne moralmente insostenibile piangere la sua scomparsa. Quando il resto del mondo si rese conto delle ingiustizie del colonialismo occidentale e del suo sistema di governi a minoranza bianca, i Selous Scout e la loro causa divennero tabù> scrive il New York Times che racconta anche che però, qualche anno fa, sui social, riemersero alcune foto di quei soldati che avevano fatto la guerra nel bush africano, territorio rurale molto esteso e poco antropizzato. Ne approfittarono alcuni produttori di abbigliamento che cominciarono a produrre capi “nostalgici” e i supremisti si impadronirono di quelle vicende storiche schierandosi, ovviamente, con i bianchi.
Dylann Roof, attualmente condannato a morte per aver ucciso nove parrocchiani neri in una chiesa di Charleston, nella Carolina del Sud, nel 2015, in una foto del suo sito internet (oggi chiuso) indossa una giacca con la bandiera della Rhodesia. L’immagine viene, appunto, dal suo sito “The Last Rhodesian” (l’ultimo uomo della Rhodesia), che esponeva chiaramente tesi razziste e neonaziste e dissertazioni molto simili a quelle che gli investigatori liguri hanno trovato nelle chat tra Andrea Cavalleri e il suo gruppo. Lo statunitense ha detto di aver agito per scatenare una guerra razziale visto che da solo non poteva combattere i neri. È arrivato nella chiesa, si è seduto, ha assaporato il terrore delle sue future vittime come teorizzano gli appartenenti del gruppo del ventiduenne savonese arrestato pensando di fare strage in una scuola.

Dylann Roof


Quando mise in atto la strage, Dylann Roof aveva più o meno l’attuale età che ha ora Cavalleri, come lui era disoccupato, come lui non aveva una fidanzata e sembrava avere collegamenti con la comunità online misogina Incel, citata spesso nelle conversazioni del ventiduenne savonese. Cosa è?

Gli “involontariamente celibi”, eterosessuali che odiano le donne e l'”alt-right” nazista e antisemita vicino a Trump

Incel è l’abbreviazione di “involontariamente celibe“. Il termine è salito alla ribalta grazie alla sua adozione da parte di una subcultura online, sottosezione della “manosphere”. Cosa è? Una comunità liquida di movimenti collegati dalla misoginia che include anche alcuni attivisti per i diritti degli uomini e uomini eterosessuali che si rifiutano di fare sesso con donne per motivi politici.

La manosphere è una raccolta di siti web, blog e forum online che promuovono alcune forme di “mascolinità”, ostilità nei confronti delle donne, forte opposizione al femminismo e misoginia portata agli eccessi. È stata associata politicamente all’estrema destra e all’alt-right: abbreviazione inglese che sta per alternative right, un movimento politico, nato negli Stati Uniti, che promuove ideologie di destra alternative a quelle tradizionali del conservatorismo e vicine, invece, al nazismo e all’antisemitismo. Donald Trump è stato accusato di essere solidale con l'”alt-right”, accogliendo e persino corteggiando il sostegno del gruppo.
I movimenti all’interno della manosphere includono il movimento per i diritti degli uomini, incels (celibi involontari), Men Going Their Own Way (i componenti di comunità online perlopiù sotto pseudonimo che avvertono gli uomini sui rischi delle relazioni romantiche con le donne, specialmente il matrimonio), pick-up artist (un movimento di uomini il cui obiettivo è la seduzione e il successo sessuale con le donne) e gruppi per i diritti dei padri. La manosphere è stata associata a molestie online, ad alcune sparatorie di massa e ad altri atti di violenza nel mondo reale, ed è stata implicata nel radicalizzare gli uomini affinché commettano violenza contro le donne.

Di questo, gli Incel sono una porzione: tendono a riunirsi su alcuni forum, sono accomunati dal fatto che le donne non fanno sesso con loro e di solito attribuiscono questo a fattori estetici o a superficiali ossessioni per l’aspetto o a fragilità psicologiche che le donne non saprebbero capire. Odiano i “chads” e le “stacys”: gli uomini e le donne che fanno sesso.

Gli Incel omicidi sono stati parecchi. Tra questi anche alcuni che hanno messo a segno stragi. Alek Minassian ha ucciso 10 persone a Toronto nell’aprile 2018, in Canada, investendole con un furgone, Elliot Rodger si è reso colpevole di sei omicidi in California nel 2014.

Il furgone di Alek Minassian

Le intercettazioni della Digos genovese e savonese e dell’Ucigos restituiscono frasi che permettono di inquadrare perfettamente le parole dette e scritte da Cavalleri nella comunità globale Incell che vive nei social limitandosi spesso a sproloqui contro il genere femminile, ma che si è anche macchiata in passato di stragi e omicidi. <Capisci che voglio fare la strage ad una manifestazione femminista. Sono tutti nostri nemici in uno: donne ebree comuniste – si legge nelle intercettazioni -. Le donne moderne sono [t…] senza sentimenti bambole gonfiabili di [c…]>.
E ancora: <È meglio morire con onore in uno school shooting piuttosto che vivere una vita di merda soli e il colpo deve essere decisivo come fece esattamente Breivik. Saremo i primi Incel italiani a fare un’azione>.

Anders Behring Breivik

Chi è Anders Behring Breivik? È un terrorista norvegese oggi 42enne, conosciuto in quanto autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, che hanno provocato la morte di settantasette persone.
Dichiaratosi un anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista, è autore del “memoriale 2083” in cui si definisce “salvatore del cristianesimo” e “il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950”. Dichiaratosi cristiano protestante, nello stesso memoriale si definisce antipapista, prendendo forti posizioni contro Benedetto XVI. Massone, ma la sua loggia ha dichiarato di aver avuto solo contatti minimi con lui e il gran maestro l’ha immediatamente espulso dall’ordine dopo il suo arresto. In seguito durante la sua detenzione si è identificato come nazionalsocialista. Inizialmente ritenuto essere affetto da schizofrenia paranoide, è stato dichiarato “sano di mente” e quindi penalmente responsabile” da una controperizia. Gli è stato riconosciuto solo un elevato disturbo narcisistico della personalità. Il 24 agosto 2012 è stato condannato a ventuno anni di carcere, pena massima prevista dalla legge norvegese, prorogabile di 5 anni per un numero indefinito di volte se fosse ritenuto ancora pericoloso.
Rifiutato alla leva perché “non idoneo”, nel 1997 (all’età di 18 anni) perse 2 milioni di corone norvegesi (circa 256.000 euro) in borsa. A 21 anni si sottopose a interventi di chirurgia estetica per rimodellare fronte, naso e mento perché qualcuno gli aveva detto che aveva un “naso da arabo”. Il Breivik che emerge dalle testimonianze è un individuo narciso e megalomane, rispondente al profilo dell’assassino di massa. Avvicinatosi a un gruppo inglese di estrema destra, l’English Defence League (EDL), da lui ammirato <per come era riuscito a provocare reazioni estreme da parte di gruppi musulmani e di estrema sinistra>, puntava a fondare un gruppo simile in Norvegia.

<John Earnest, Tarant, Breivik, Luca Traini e tantissimi altri già i veri eroi del mondo moderno>

Andrea Cavalleri
Brenton Harrison Tarrant

Brenton Harrison Tarrant, australiano che all’epoca aveva 28 anni, si è reso responsabile di due sparatorie di massa consecutive si sono verificate nelle moschee in un attacco terroristico a Christchurch , in Nuova Zelanda, durante la preghiera del venerdì il 15 marzo 2019. 51 persone furono uccise e altre 40 ferite. Brenton Harrison Tarrant è un suprematista e fa parte dell’alt-right. Aveva trasmesso in live streaming la prima sparatoria su Facebook e prima dell’attacco aveva pubblicato un manifesto online; sia il video sia il manifesto sono stati successivamente banditi in Nuova Zelanda e Australia. È stato condannato all’ergastolo per 51 omicidi e 40 tentati omicidi commessi con atto terroristico. È stato accusato anche dell’incendio di una moschea.


John T. Earnest

Veniamo a John T. Earnest, accusato di sparatorie per crimini d’odio in una sinagoga di Poway (in California, a 32 chilometri da San Diego): una donna è morta e tre persone (tra cui una bambina e il rabbino della sinagoga) sono rimasti feriti. Solo il fatto che l’arma di Earnest, un fucile semiautomatico Smith & Wesson modello M&P 15 Sport II, si è inceppato gli ha impedito di fare una caneficina. La sparatoria alla sinagoga di Poway è avvenuta il 27 aprile 2019, quando l’autore aveva solo 19 anni. L’attacco è avvenuto l’ultimo giorno della festa della Pasqua ebraica, che cadde durante lo Shabbat. Il processo a Earnest è stato sospeso per il Covid.


Nei messaggi del 22enne savonese c’è anche questo: <Hai visto la strage in Texas nel Walmart?… era uno di noi e siamo a due stragi in pochi giorni a sfondo razziale>

Patrick Crusius

La sparatoria da Walmart il 3 agosto 2019: un uomo che si è descritto come “nazionalista bianco” ha aperto il fuoco in un negozio della catena USA a El Paso, in Texas, uccidendo 22 persone e ferendone 24 in una delle peggiori sparatorie di massa nella storia degli Stati Uniti. L’autore della strage è Patrick Crusius, all’epoca 27 anni. Nel 2017 aveva postato su internet un “manifesto” suprematista in cui aveva scritto di odiare gli Ispanici e aveva elogiato gli attentati di Christchurch. Sui social si diceva sostenitore di Trump.


Connor Stephen Betts con la sorella transgender Meghan, anche lei tra le vittime del fratello

Il giorno dopo è avvenuta la strage di Dayton  in Ohio, ma Andrea si sbaglia: questa non è stata a sfondo razziale. All’interno di un bar sono rimaste uccise 10 persone mentre altre 27 sono rimaste ferite. Il responsabile è Connor Stephen Betts, un 24enne che non aveva simpatia per la destra, anzi. A spingerlo non sono stati motivi razziali o politici: in un account Twitter Betts ha ritwittato post di estrema sinistra e anti-polizia, oltre a tweet a sostegno dei manifestanti antifa. I suoi problemi sono più facilmente ascrivibili alla sfera dei disturbi psichiatrici della sfera sessuale. Al liceo era stato sospeso da scuola dopo aver fatto una lista di altri studenti che voleva uccidere e stuprare. La lista era stata scoperta all’inizio del 2012 e aveva portato a un’indagine di polizia. Un compagno di classe ha anche affermato che Betts era vittima di bullismo e aveva programmato di sparare alla scuola. L’idea che Betts fosse vittima di bullismo è stata contestata da altri compagni di classe, che lo hanno descritto come un misogino e un bullo, riferendo che gli piaceva spaventare le donne quando frequentava la scuola. Tra le vittime della sparatoria anche la sorella transgender 22enne dell’omicida, Meghan Betts. Armato di un fucile calibro 223 ad alta capacità con caricatori a tamburo da 100 colpi, Betts ha sparato 41 colpi in meno di 30 secondi, uccidendo sua sorella e tutti gli altri. È stato ucciso da agenti di polizia 30 secondi dopo aver aperto il fuoco.


Luca Traini

Infine, ancora citato da Cavalleri, l’italiano all’epoca ventottenne Luca Traini. Il 3 febbraio 2018, verso le ore 11, a Macerata, furono esplosi alcuni colpi di pistola nel centro cittadino da una vettura in movimento, una Alfa Romeo 147 nera, ferendo diverse persone e colpendo anche negozi ed edifici. I colpi furono esplosi con una Glock 17, pistola semiautomatica calibro 9, davanti alla stazione. Fu colpita anche la sede locale del Partito Democratico. Nell’attacco, rimasero ferite sei persone, tutti immigrati di origine sub-sahariana con età compresa tra i 20 ed i 32 anni. Luca Traini sarebbe partito da Tolentino e, dopo aver sparato, sarebbe sceso dall’auto davanti al Monumento ai Caduti cittadino, dove avrebbe fatto il saluto romano e gridato “Viva l’Italia” con un tricolore legato al collo, prima di arrendersi alle Forze dell’Ordine. Nella sua casa sono stati rinvenuti elementi riconducibili all’estrema destra, tra cui una copia del Mein Kampf e una bandiera con la croce celtica. Traini si era candidato con la Lega Nord per le elezioni comunali di Corridonia del 2017, dove non aveva ricevuto alcuna preferenza; nel programma del candidato sindaco per il Carroccio vi era anche il “controllo degli extracomunitari”. L’attacco con arma da fuoco, che si appurò essere stato indirizzato appositamente verso gli immigrati, fu ricondotto a una matrice razzista.
La Procura della Repubblica di Macerata ha formulato nei confronti di Traini l’accusa di strage aggravata dalla finalità di razzismo (il reato di strage è l’unico a non prevedere il “tentativo”), oltre a contestargli altri reati, tra cui il porto abusivo d’arma da fuoco. Il 3 ottobre 2018 è stato condannato a 12 anni di carcere con rito abbreviato. Il 2 ottobre 2019 la corte d’assise d’appello di Ancona ha confermato la condanna di 12 anni.


Tutti i massacri hanno in comune il fatto di essere stati compiuti da giovani soggetti di sesso maschile tra i 19 e i 32 anni, con disturbi della sfera emotiva o sessuale, quasi sempre di ultradestra.


È da questo “humus” che cresce grazie al web che, secondo gli investigatori, Cavalleri passa dal collaborare con i cimeli del Ventennio che colleziona a una mostra con l’Istituto storico per la Resistenza al costituire l’organizzazione “Nuovo Ordine Sociale”, di matrice nazionalsocialista, finalizzata al reclutamento di altri volontari e alla pianificazione di atti estremi e violenti a scopo eversivo. Ha collaborato con altri alla redazione ed alla successiva diffusione sul web di documenti di chiara matrice neonazista e antisemita nei quali, fra l’altro, si incita apertamente alla rivoluzione violenta contro “lo Stato occupato dai sionisti” ed alla eliminazione fisica degli ebrei. Ma se la prendeva, come abbiamo visto, anche con le donne, con i comunisti e le persone di colore: <Gli ebrei sono il male da eliminare prima di chiunque altro> dice. E poi: <Gli ebrei sono nati per distruggere l’umanità e portarla alla sua forma peggiore>. E ancora:

<È meglio morire con onore in uno school shooting piuttosto che vivere una vita di merda soli e il colpo deve essere decisivo come fece esattamente Breivik. Saremo i primi Incel italiani a fare un’azione>.

<Io una strage la faccio davvero. L’unica cosa da fare è morire combattendo. Io le armi le ho… Penso che farò Traini 2.0. La Race War è soprattutto contro i [n…] e degenerati. Quando si agisce bisogna farlo duramente>.

<Io metterei obbligatorio l’aborto per tutti [n..]>

<Il Nuovo Ordine Sociale diventerà la Atomwaffen division italiana>.

Dizionario suprematista

La “race war“: il concetto di “guerra razziale” sta guadagnando popolarità tra i suprematisti bianchi. Nell’ottobre 2019 le autorità statunitensi hanno sequestrato le armi di Kaleb Cole, un membro del gruppo della supremazia bianca Atomwaffen, che i pubblici ministeri sostenevano si stesse preparando per una guerra razziale. Alcuni gruppi neonazisti, come Atomwaffen e Feuerkrieg Division affermano che il loro vero scopo è quello di prepararsi per la “guerra razziale”. Altri suprematisti bianchi ne fanno ripetutamente riferimento nei podcast o nei forum di discussione. I suprematisti bianchi usano anche una varietà di slogan per evocare la “guerra razziale”. Oltre a ” Race War Now “, altri esempi includono ” Rahowa ” (un acronimo per “Racial Holy War”) e ” Day of the Rope “.

Le intercettazioni liguri parlano di “Day of the Rope” concetto della “supremazia bianca” tratto da The Turner Diaries , un progetto romanzato per una rivoluzione dei suprematisti bianchi scritto nel 1978 dal leader neonazista William Pierce (con lo pseudonimo di “Andrew Macdonald”). Il romanzo ha influenzato molti violenti estremisti di destra dagli anni ’80 fino al 2010, tra cui il terrorista statunitense Timothy McVeigh, giustiziato con un’iniezione letale a 33 anni nel 2001. Era stato condannato per l’attentato di Oklahoma City del 19 aprile 1995 che uccise 168 persone.
Nel romanzo, i ribelli della supremazia bianca, avendo preso il controllo della California, si impegnano in linciaggi di massa di presunti “traditori della razza” come giornalisti, politici e donne in rapporti con uomini non bianchi. Questi omicidi, che hanno luogo lo stesso giorno, sono indicati nel romanzo come il “Giorno della corda”.

La Atomwaffen Division (atomwaffen che significa ” armi nucleari ” in tedesco), nota anche come Ordine nazionalsocialista, è una rete terroristica neonazista. Costituita nel 2015 e con sede negli Stati Uniti meridionali , da allora si è espansa negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Canada, Germania, Stati baltici e altri paesi europei. Il gruppo fa parte dell’alt-right, sebbene il gruppo rifiuti l’etichetta ed è considerato estremo anche all’interno di quel movimento. È elencato come “gruppo di odio” dal Southern Poverty Law Center (SPLC), un’organizzazione di difesa legale senza scopo di lucro specializzata in diritti civili e contenzioso di interesse pubblico. È noto per i suoi casi legali contro i gruppi suprematisti bianchi.
I membri della divisione Atomwaffen sono stati ritenuti responsabili di una serie di omicidi, attacchi terroristici pianificati e altre azioni criminali.

Lo “school shooting” si traduce in Italiano con “massacro scolastico”. È una sparatoria di massa o un altro fatto criminoso causato da armi da fuoco o da esplosivi all’interno di un’istituzione scolastica, come una scuola o un’università. I massacri scolastici hanno acceso numerosi dibattiti politici riguardo a politiche di controllo delle armi e a misure di prevenzione più stringenti nei confronti di atti di violenza perpetrati attraverso le armi soprattutto negli Stati Uniti. L’espressione school shooting è comunemente usata per definire atti di violenza commessi tramite l’utilizzo di armi da fuoco da studenti o ex-studenti, ma anche da persone esterne, all’interno di una scuola. Gli Stati Uniti contano il maggior numero di massacri avvenuti all’interno di scuole.


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