Qualità della vita “Sole 24 Ore”: Genova risale al 19º posto. Ma non tutto va meglio – L’ANALISI

Rimontate 26 posizioni. Soddisfazione del sindaco Marco Bucci. La consueta classifica elaborata dal quotidiano economico mette in luce ottimi posizionamenti per ambiente e servizi (5º posto), ricchezza e consumi (6º posto). Siamo primi assoluti su 107 città per banda larga. La Cultura e lo Sport (17 posizioni perse dal 2016) sono, però, in caduta libera. Il “buco nero” è il capitolo “sicurezza”: evidentemente la “politica del pugno di ferro” non funziona poi così bene

di Monica Di Carlo

Genova rimonta ben 26 posizioni e sale al 19º posto. Un ottimo risultato nell’anno del nuovo ponte e che, però, non è ad esso direttamente collegato: il miglioramento della viabilità è stato infatti sacrificato dai cantieri autostradali e, vale per tutto il mondo, dal Covid. I benefici effetti sull’economia si vedranno meglio nei prossimi anni. Infatti, nel confronto con l’anno precedente, va in perdita proprio a causa del combinato congiunto viabilità autostradale-Covid anche in relazione ai traffici portuali.

<Apprendo con grande piacere dell’importante risultato segnato dalla nostra Genova nella classifica delle città italiane stilata da un’indagine del Sole 24 Ore sul benessere dei territori – commenta Marco Bucci -. La nostra realtà recupera 26 posizioni in un solo anno e risulta essere il terzo comune metropolitano italiano dopo Bologna e Milano per qualità della vita. Non possiamo che dirci fieri di questo prestigioso recupero frutto di un lavoro importante che la città ha iniziato ormai tre anni e mezzo fa con il contributo di tutti gli attori della nostra città. In un cammino che ci ha presentato tante difficoltà stiamo comunque proseguendo nel piano di rilancio con l’ambizione di vedere Genova capitale del Mediterraneo e realtà metropolitana leader in Italia per qualità della vita. Questo risultato ci dà una spinta ulteriore per andare avanti con entusiasmo e ottimismo sui tanti progetti che stanno prendendo forma e che cambieranno il volto della città rendendola ancora più bella e più appetibile>.

<La 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori parte proprio da questo interrogativo. L’obiettivo dell’indagine – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 in base agli ultimi dati disponibili – è raccontare come la pandemia da coronavirus ha impattato in modo differente sui territori> si legge sul quotidiano economico.

In prima posizione c’è Bologna, seconda a noi solo per “Giustizia e sicurezza”. In ultima, la 107º, Crotone, che però ci supera abbondantemente per quanto riguarda “Giustizia e Sicurezza” e “Demografia”.

Due, come si è detto, i “buchi neri” della città: la sicurezza e le questioni demografiche e relative alla salute, oltre a cultura e sport.

Demografia e benessere il dato è catastrofico ma, tuttavia, migliora rispetto all’anno precedente quando eravamo al 105º (oggi siamo al 97º): Genova è la città dove si consumano più farmaci per la depressione (100º posto nelle città prese in esame), è al 44º posto per consumo di farmaci per l’ipertensione, al 39º posto per il consumo di farmaci per il diabete, all’87º posto per il consumo di farmaci per asma. Pesante anche il bilancio del tasso di mortalità (79º posto) per i casi covid (95º posto, 12º in Italia per rapporto abitanti-contagiati), per densità abitativa (99º posto, ma qui è l’orografia a giocare un ruolo importante) e, soprattutto, per l’indice di vecchiaia (103º a posto). Per indice di vecchiaia si intende la popolazione di 65 anni o più rispetto a quella di età tra gli zero e i 14 anni.

Perdiamo parecchio terreno anche nel capitolo giustizia e sicurezza dove siamo al 97º posto. Siamo al 106º posto, cioè penultimi, per incidenti stradali mortali, al 97º posto per violenze sessuali e riciclaggio e impiego di denaro, al 98º posto per truffe e frodi informatiche, al 91º posto per indice di rotazione delle cause, all’80º posto per i furti, al 96º posto per indice di criminalità cioè per il totale dei delitti denunciati.

Ottima, invece, la sesta posizione nel capitolo ricchezza e consumi. Purtroppo uno degli indicatori positivi non è prestigiosissimo: è la pensione di vecchiaia. Si aggiunge l’importo medio piuttosto alto (di 1.372 € al mese). Sesto posto anche per il reddito disponibile: 24.944 € pro capite l’anno. Siamo al 13º posto per quanto riguarda i depositi bancari

Quinta posizione per quanto riguarda ambiente e servizi : molto bene la scolarizzazione (il 72,6% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha almeno un diploma) dove siamo in quarta posizione. Siamo secondi per tasso di motorizzazione, cioè abbiamo tante auto. Alta anche la spesa sociale degli enti locali (13º posto). Nota negativa per quanto riguarda le carte di identità elettroniche: siamo solo al 101º posto, davvero disonorevole per gli uffici comunali della sesta città d’Italia. 47º posto per quanto riguarda i “neet”, i giovani che non lavorano e non studiano. Alto invece l’indice di trasformazione digitale (16ª posto).

Per quanto riguarda affari e lavoro siamo al 25º posto, primi per banda larga, settimi per presenza di imprese straniere, venticinquesimi per gap occupazionale tra maschi e femmine, ventiduesimi per start-up innovative, venticinquesimi per imprese in fallimento. Negativa invece la situazione per quanto riguarda la presenza di imprese femminili (solo 96ª posizione) per l’iscrizione di nuove imprese alla Camera di Commercio (81º posto), per imprenditorialità giovanile (82º posto) per imprese che fanno e-commerce (96º posto, brutta posizione che in tempi di Covid è il “Male assoluto”). Siamo sessantaduesimi per quanto riguarda la diffusione del reddito di cittadinanza, sessantunesimi per cessazione di imprese.

C’è poi il capitolo “cultura e tempo libero”: 22ª posizione. Scivoliamo al 34º posto per quanto riguarda l’offerta culturale. Che la 6ª città d’Italia sia solo 34ª non è davvero una cosa di cui andare fieri.
Due i dati che impediscono una posizione ancora peggiore e non sono granché indice di “Cultura”: siamo secondi per cinema rispetto alla popolazione e quinti per quanto riguarda gli abbonamenti a internet veloce. Anche gli altri dati che impediscono al territorio di sprofondare per quanto riguarda questo capitolo sono tutt’altro che legati alla cultura: la presenza di bar (9º posto) e ristoranti (14º posto). Siamo, invece, al 26º posto per le biblioteche e sprofondiamo al 34º per le librerie. Poi ci stupiamo se i ragazzi passano il loro tempo davanti ai bar.
Per quanto riguarda la sportività siamo alla 104º posto (e il Covid non c’entra, ha colpito tutte le città italiane). Siamo al 106º posto per quanto riguarda gli eventi sportivi, al 25º per le palestre. L’indice di lettura dei quotidiani è al 17º posto.
La disaffezione alla politica è ampiamente rappresentato dal 63º posto per quanto riguarda la presenza alle urne.


Abbiamo voluto confrontare i posizionamenti nella classifica 2020 di Genova con quelli 2019, 2016 (ultimo anno intero della giunta Doria) e 2004 (considerato l’ultimo anno d’oro della città). Vediamoli per capitoli.

Fonte: Sole24Ore

Aumentano di ben 30 posizioni rispetto al 2019 “Consumi e ricchezza” che, invece, rispetto al 2016 erano sprofondati di 29 posizioni e rispetto al 2004 di 17 posizioni.
Aumentano “Servizi e ambiente” che avevano avuto il minimo storico nell’ultimo anno della giunta Doria e ora hanno rimontato 14 posizioni. Merito della digitalizzazione che ha, però, due punti di caduta nel Pago-Pa e nell’Anagrafe. Non brillanti i posizionamenti per quanto riguarda l’indice di Rischio Climatico (CRI – 0.072 – Scenario ad emissioni contenute rispetto al periodo di riferimento 1961-1990 (Cmcc) e l’ecosistema urbano (0.560194 – Riferito alle città capoluogo in base a 18 indicatori (Legambiente – Ambiente Italia). Qui entrano in gioco tutte le posizioni da recuperare sulla raccolta differenziata.
I commercianti genovesi continuano ad essere renitenti ai pagamenti con moneta elettronica (Genova 57ª in Italia, lo ricordiamo, 6ª città del paese per popolazione), fattore che con la scarsa propensione all’e-commerce ben definisce l’arretratezza, ma anche la perdita di occasioni.
Molto bene, invece, la riqualificazione energetica degli immobili (6ª posizione).
Il pessimo posizionamento del capitolo “giustizia e sicurezza” ben definisce con una certa precisione il fallimento della politica relativa impostata dalla Lega che ricopre l’assessorato comunale e ha ricoperto quello regionale fino alle ultime elezioni. Scendiamo alla 96ª posizione rispetto alla 95ª dello scorso anno e di ben 24 posizioni rispetto all’ultimo anno completo della giunta Doria (73ª) quando erano state rimontate 19 posizioni rispetto al 2004. Il crollo verticale risente anche delle leggi nazionali, non per ultimi i “decreti sicurezza”, anche quelli “firmati” dallo stesso partito.
Il capitolo “affari e lavoro” risente del combinato crollo del Morandi-caos autostrade-Covid e pesa di più su Genova per via del porto.
Il capitolo “demografia“, in salita, rispetto al 2019, risente probabilmente della mortalità Covid: in soldoni, l’indice di vecchiaia è diminuito. “L’anno migliore dei 4 presi in considerazione è il 2016, ma sul 2020 pesa il nuovo indicatore: l’indice di contagio Covid in cui Genova è 95ª su 107 città: solo 12 se la sono passata peggio di noi, in pratica tutta la Lombardia e qualche città del Veneto e del Piemonte. Da sottolineare è l’indicatore particolarmente positivo rispetto la presenza di infermieri (siamo al 9º posto), dato che risente probabilmente dell’alta concentrazione di Rsa.
Il vero tallone d’Achille della città, insieme alla Sicurezza, è il capitolo “Cultura e tempo libero“. Rispetto ai tempi delle amministrazioni di sinistra (sia nel 2004 sia nel 2016 eravamo al 5º posto), mentre è evidente il miglioramento del capitolo “affari e lavoro” (che quest’anno ha dovuto segnare un peggioramento spiegato sopra, ma è comunque immensamente migliorato rispetto sia al 2004 (+12 posizioni) sia al 2016 (+34), è decisamente in picchiata quello relativo alla cultura e, per quanto riguarda lo sport, al tempo libero: – 17 posizioni rispetto al 2016. È davvero importante invertire la tendenza, tra le altre cose sia per il turismo culturale per cui la nostra città avrebbe le carte in regola per guidare la rimonta dopo il periodo Covid, sia per sottrarre i giovani alle logiche “serate alcoliche-violenza”. Se un motivo cercavamo per questo fenomeno, sta tutto in questo dato. L’indice di sportività rispetto alle altre città italiane è davvero pesante: la 6ª città italiana è quartultima e qualche domanda su cosa non ha funzionato è necessario farsela. Non è una questione di Coronavirus: non si tratta di una classifica relativa alle variazioni della città sugli anni precedenti, ma in relazione alle altre città. Noi perdiamo parecchio e non solo nell’ultimo anno.

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