Cna: «Il Dpcm non chiude le lavanderie, ma il lavoro è azzerato»

Mancano il tovagliame dei ristoranti, gli abiti delle cerimonie, ma soprattutto gli abiti di chi è in smart working che lavora in tuta o in pigiama. La crisi indiretta di tintorie e lavanderie in città a seguito delle recenti restrizioni “Covid”

<Siamo preoccupati per la nostra categoria perché siamo aperti ma registriamo un calo fortissimo dovuto alle chiusure dei ristoranti e del settore turistico in generale – dice Martina Corso, referente del settore Tintolavanderie per Cna Genova -. Inoltre, il divieto legato alle cerimonie e l’incremento dello smart working hanno certamente contribuito al calo del nostro lavoro perché sono andate perdute le abitudini quotidiane. Già durante il primo lockdown, pur essendo fra le attività consentite abbiamo poi dovuto chiudere perché non c’era più la clientela>.

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