Al Ducale apre la mostra “Michelangelo. Divino artista”. Visitatela con noi: IL VIDEO

Mostre su Michelangelo che sono state e ce ne saranno tante, ma questa parte da una prospettiva diversa e intrigante, anche grazie ai prestiti di Casa Buonarroti, il più grande archivio di documenti autografi di Michelangelo. È emozionante osservare la grafia dell’artista sulle lettere, scorrendo i sonetti da lui scritti, ma anche anche sulla lista della spesa. E percepire, così, le sue emozioni e la sua quotidianità. Per questo è una mostra viva, parlante, coinvolgente. Una dei curatori, Elena Capretti, e il presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Serena Bertolucci raccontano l’esposizione ai nostri lettori in un video

Ci consegna qualcosa di più di un ritratto ufficiale: la quotidianità di un uomo di straordinaria modernità, generoso e sospettoso, schietto e prudente, amabile e brusco. Michelangelo è uomo dalle mille contraddizioni, che emerge più affascinante e carismatico ogni volta che si riprende in considerazione l’immensa mole dei capolavori da lui creati e dei documenti che ci guidano a ricostruirne la vita, l’opera, le relazioni e gli affetti.

La mostra
Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo Buonarroti fu artefice di opere incomparabili per tensione morale, energia della forma, complessità dei concetti espressi. Alla figura di Michelangelo, che può dirsi unica nella storia della civiltà occidentale, e alla sua unicità che ancora oggi appare intramontabile, Palazzo Ducale dedica la mostra Michelangelo. Divino artista, prodotta e organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale MetaMorfosi e curata da Cristina Acidini con Elena Capretti e Alessandro Cecchi.

La vita, gli incontri
Una mostra che punta l’attenzione in particolare su un aspetto della vita del maestro toscano: gli incontri che hanno costellato la sua vita. Nella sua vita prodigiosamente lunga e operosa, infatti, l’artista fin dalla prima adolescenza fu in contatto, grazie al suo talento e, in seguito, alla sua fama, con personaggi d’alto rango dell’età rinascimentale, in posizioni chiave nella politica, nella religione, nella cultura. Nessun altro artista ha mai potuto vantare d’aver frequentato sotto il loro stesso tetto due futuri pontefici da giovinetti (Leone X e Clemente VII, di stirpe medicea), o di aver servito ben sette papi, o di aver intrattenuto rap-porti diretti con mecenati della grandezza di Lorenzo il Magnifico e dei reali di Francia, Francesco I di Valois e la nuora Caterina de’ Medici.

L’uomo, l’artista
Generoso e sospettoso, schietto e prudente, amabile e brusco, Michelangelo è uomo dalle mille contraddizioni, che emerge più affascinante e carismatico ogni volta che si riprende in considerazione l’immensa mole dei capolavori da lui creati e dei documenti che ci guidano a ricostruirne la vita, l’opera, le relazioni e gli affetti

Le opere
Il progetto di una mostra su Michelangelo deve sempre fare i conti con l’inamovibilità della grande maggioranza delle opere autografe dell’artista. Si tratta infatti di statue in marmo e di affreschi, divisi tra musei (prevalentemente a Firenze) e i palazzi Apostolici Vaticani. Risulta quindi tanto più eccezionale la presenza in mostra, in Palazzo Ducale a Genova, di due eccelse sculture in marmo di Michelangelo: la Madonna della Scala del 1490 proveniente da Casa Buonarroti e il monumentale Cristo redentore di San Vincenzo Martire di Bassano Romano. Oltre alle sculture saranno esposti disegni autografi e lettere, rime, e altri scritti originali, conservati per la maggior parte a Casa Buonarroti.

Visita alla mostra in sicurezza
La visita alla mostra segue i protocolli di sicurezza anti Covid-19 che prevedono la misurazione della temperatura all’ingresso, l’obbligo di mascherina in tutti gli spazi e il rispetto della distanza interpersonale tra i visitatori.

Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo Buonarroti fu un artefice di opere incomparabili per tensione morale, energia della forma, complessità dei concetti espressi. Alla figura di Michelangelo, che può dirsi unica nella storia della civiltà occidentale, e alla sua unicità che ancora oggi appare intramontabile, Genova dedica la mostra Michelangelo divino artista, prodotta e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dall’Associazione Culturale MetaMorfosi e curata da Cristina Acidini con Elena Capretti e Alessandro Cecchi.

Dal 21 ottobre 2020 al 14 febbraio 2021 Palazzo Ducale presenta un percorso espositivo che concentra un’attenzione speciale su un particolare aspetto dell’unicità del maestro toscano: gli incontri eccezionali che costellano la biografia del Buonarroti.

Nella sua vita prodigiosamente lunga e operosa, infatti, l’artista fin dalla prima adolescenza fu in contatto, grazie al suo talento e, in seguito, alla sua fama, con personaggi d’alto rango dell’età rinascimentale, in posizioni chiave nella politica, nella religione, nella cultura. Nessun altro artista ha mai potuto vantare, né può oggi vantare, d’aver frequentato sotto il loro stesso tetto due futuri pontefici da giovinetti (Leone X e Clemente VII, di stirpe medicea), o di aver servito ben sette papi, o di aver intrattenuto rapporti diretti con mecenati della grandezza di Lorenzo il Magnifico e dei reali di Francia, Francesco I di Valois e la nuora Caterina de’ Medici.

Generoso e sospettoso, schietto e prudente, amabile e brusco, Michelangelo è uomo dalle mille contraddizioni, che emerge più affascinante e carismatico ogni volta che si riprende in considerazione l’immensa mole dei capolavori da lui creati e dei documenti che ci guidano a ricostruirne la vita, l’opera, le relazioni e gli affetti. I rapporti intessuti da Buonarroti con famigliari, committenti e amici conoscono molteplici registri e variabili corrispondenze. Mai si sposò né ebbe figli, ma ebbe rapporti stretti con la famiglia d’origine. Per sua scelta visse modestamente, così da assistere i parenti fiorentini, lasciando però agli eredi grandi ricchezze. A Roma si legò con affetto sincero ad amici come Tommaso Cavalieri, giovane di “incomparabile” bellezza e di raffinata cultura, e Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, che si fece interprete delle inquietudini religiose del suo tempo.

La narrativa storica e storico-artistica che ne risulta non mancherà di stupire in mostra. Michelangelo attraversò quasi un secolo, in un tempo di guerre, di violenze e di cruciali rivolgimenti (quando prese forma lo scenario politico europeo nel quale tuttora ci muoviamo), mantenendosi vicino al potere senza farsene distruggere e neppure troppo condizionare, in ragione del suo carattere indipendente e risoluto.

Poté assistere, spesso prendendovi parte, agli ultimi splendori dell’età di Lorenzo il Magnifico e alla cacciata della famiglia Medici, alla predicazione apocalittica del Savonarola e alla sua disgrazia, all’ascesa di Roma sotto Giulio II e ai papati dei Medici, alla tragedia del Sacco di Roma e all’assedio delle truppe imperiali alla fragile Repubblica fiorentina, al nuovo autoritario regime mediceo e all’esilio degli oppositori (tra i quali, volontariamente, lui stesso), al nuovo splendore dell’Urbe sotto Paolo III e i suoi successori, alle lacerazioni della Cristianità divisa dagli scismi, al profilarsi della Controriforma e ad altro ancora.

Per la sua poliedrica personalità il Buonarroti venne definito “artista universale” a cominciare da Giorgio Vasari, autore de Le Vite, che con questa formula sintetizzava un giudizio condiviso. Al contempo, proprio Vasari poneva l’artista fiorentino al vertice della storia dell’arte moderna, intesa come progresso, celebrando il Buonarroti, Firenze e i Medici, ‘sovrani’ assoluti di Firenze al tempo di Cosimo I. Simbolo dell’attività quadruplice di Michelangelo sono le quattro corone che gli furono dedicate negli affreschi celebrativi realizzati in Casa Buonarroti a Firenze nei primi decenni del XVII secolo.

Ma il progetto di una mostra su Michelangelo deve sempre fare i conti con l’inamovibilità della grande maggioranza delle opere autografe dell’artista. Si tratta infatti di statue in marmo e di affreschi, divisi tra musei (prevalentemente a Firenze) e i palazzi Apostolici Vaticani. Risulta quindi tanto più eccezionale la presenza in mostra, in Palazzo Ducale a Genova, di due eccelse sculture in marmo di Michelangelo:

· la Madonna della Scala (1490 circa), capolavoro giovanile dell’artista conservato in Casa Buonarroti a Firenze; un’opera intensa e monumentale a dispetto delle dimensioni ridotte, punto di arrivo di una profonda rivisitazione di modelli antichi e moderni (Donatello) in chiave molto personale.

. il monumentale Cristo redentore (1514-1516), conservato nella chiesa di San Vincenzo Martire a Bassano Romano (Viterbo), un’imponente statua (h. 250 cm) identificata solo venti anni fa con la prima versione del Cristo redentore in Santa Maria sopra Minerva a Roma, realizzato per Metello Vari e altri cittadini romani: la prima redazione – quella ora a Bassano Romano – era stata infatti abbandonata dal Buonarroti a causa di una venatura del marmo, tutt’ora ben visibile sulla guancia del Cristo.

Oltre alla sculture citate, saranno esposti circa 60 tra disegni autografi e fogli del carteggio di Michelangelo, delle rime e altri suoi scritti originali, in gran parte conservati nella Casa Buonarroti.

Fra i disegni risulta una presenza d’eccezione:

· la Cleopatra (1535), disegno eseguito per Tommaso Cavalieri, uno di quei fogli (rari e straordinari al tempo stesso) realizzati dall’artista come opere grafiche in sé compiute e di superba qualità, concepite come doni privati ad amici (i presentation drawings, secondo una celebre definizione coniata da Johannes Wilde).

Il percorso espositivo (come pure il catalogo e gli apparati multimediali di accompagnamento) sarà composto di sezioni, dedicate ai diversi periodi della lunga vita di Michelangelo, che comprenderanno opere originali di Michelangelo, sculture e disegni in particolare; opere originali di diretti collaboratori, da lui stesso ispirate e guidate; ritratti dipinti e scolpiti, di Michelangelo e dei personaggi storici a lui collegati; medaglie; rime, lettere e, in generale, appropriate testimonianze documentarie e opere d’arte di autori vari.

Per la prima volta in Liguria e tra i primi esempi a livello nazionale la mostra dilaterà i propri confini verso altre città, sulle tracce di una delle frequentazioni più importanti di Michelangelo, Giulio II che come Sisto IV, apparteneva alla famiglia Della Rovere di origine savonese. Questa esposizione sarà quindi il mezzo per la promozione e la riscoperta di autentici tesori nascosti, monumenti, palazzi e opere d’arte sparsi sul territorio regionale; una mostra quindi che non catalizza esclusivamente verso di sé il patrimonio storico artistico, ma che diventa motivo di ricerca di quel patrimonio, dando al proprio visitatore un motivo per spostarsi e conoscere. Sono quindi previsti incroci virtuosi con la Pinacoteca di Savona, con le sue sezioni Sisto IV e il mecenatismo roveresco con opere di Foppa, Mazone e Lorenzo Fasolo e Giuliano della Rovere, vescovo di Savona, futuro Papa Giulio II.

<Non fermiamo la Cultura – ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti -. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, a causa del covid, dalla Liguria arriva un messaggio forte e chiaro. E Genova lo fa con la mostra di Michelangelo, la prima in assoluto dedicata a Buonarroti nella nostra città, che da domani fino al 14 febbraio sarà aperta al pubblico a Palazzo Ducale, che ringraziamo per l’organizzazione. Un percorso che permette ai visitatori di ammirare in sicurezza opere originali, sculture e disegni dell’artista protagonista del Rinascimento e della ripartenza italiana in Europa dopo la peste e della resilienza ligure oggi. Perché rispettando le regole la cultura e la Liguria non si fermano>.
<La stagione espositiva autunnale di Palazzo Ducale apre con un appuntamento importante per la città. Un segnale forte, in queste settimane di incertezza, che dimostra ancora una volta quanto Genova creda nella ripartenza e quanto, attraverso la cultura, si possano lanciare segnali positivi, di entusiasmo, di energia e di vitalità – commenta l’assessore comunale alle Politiche culturali Barbara Grosso – Come amministrazione, stiamo lavorando da mesi per mettere in rete tutte le realtà cittadine che fanno cultura. La mostra di Michelangelo, alla quale sono collegate diverse situazioni satellite, tra cui la partecipazione dei musei civici con una mostra parallela a Palazzo Bianco, rappresenta un esempio di questa sintesi>.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: