Prevenzione Covid, Atp contro il Provveditorato che ha deciso ingressi scaglionati
La scelta è tra prevenzione per la salute pubblica o vita più “facile” per l’azienda. Atp dice che in caso di scaglionamento non tutti gli studenti potrebbero essere trasportati a scuola. Un problema di cui si dovranno fare carico le istituzioni locali e l’azienda stessa, non certo la Scuola il cui primo obiettivo deve essere proprio la salute dei ragazzi, non le questioni aziendali di Atp che, seppure partecipata da enti pubblici, è privata e che gestisce il business del trasporto scolastico. Con gli introiti assicurati in tempo di “pace”, ma pure gli eventuali maggiori esborsi necessari “in tempo di guerra” (al Covid)
È in osservanza delle regole di prevenzione del contagio che l’Ufficio scolastico Regionale ha deciso che gli ingressi saranno scaglionati tra le 7.45 alle 8.40. L’obiettivo della <flessibilità all’ingresso è evitare folle di studenti che si accalcano sulle scale prima dell’inizio delle lezioni>. Buonsenso che si sovrappone alle regole che dovrebbero consentire l’80% del riempimento dei mezzi pubblici. Ma per Atp il “buonsenso” non è quello applicato dal Provveditorato alla necessità di prevenire il contagio, ma quello specificamente collegato alle proprie necessità di servizio e alle disponibilità di mezzi. Così, nonostante la stessa azienda dica che <La Regione Liguria ha assicurato in queste ore di avere a disposizione le risorse per fare fronte ad eventuali costi di servizio legati all’emergenza pandemica. Nel nostro caso significa che potremo utilizzare i bus di riserva, che sono circa il 10 per cento del totale, in situazioni particolari> lo stesso presidente Enzo Sivori dichiara in una nota che l’ingresso scaglionato <Sarebbero un errore dal punto di vista del trasporto pubblico scolastico> e aggiunge <Chiediamo ai dirigenti scolastici di prevedere un orario di ingresso a il più possibile univoco. Mi appello al loro buon senso, perché in caso di scaglionamento degli accessi, semplicemente si rischierebbe di non poter trasportare tutti a scuola>. Questioni di priorità: la prevenzione della salute pubblica o la vita più facile per l’azienda. Auspichiamo che siano proprio i dirigenti scolastici, su input del Provveditorato, a optare per la scelta più sana per i ragazzi e per le loro famiglie quando tornano a casa.


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