Arcelor Mittal, lunedì sciopero e corteo dei lavoratori

I sindacati: <Utilizzo improprio dello strumento cassa integrazione COVID-19 e gestione schizofrenica>. La Prefettura ha convocato l’azienda

Arcelor Mittal, confermato lo sciopero dei lavoratori con corteo fino alla Prefettura. Alla riunione di venerdì scorso tra Rsu, sindacati e azienda, questa ha illustrato la richiesta di ulteriori cinque settimane di cassa integrazione ordinaria COVID-19 fino al 21 giugno 2020. <Le richieste da noi portate al tavolo, di rotazione effettiva del personale e di integrazione salariale, non sono state accettate – dicono le Rsu Fim, Fiom e Uilm e le relative segreterie -. Non abbiamo assolutamente accettato questo tipo di logica, in una totale mancanza di un piano strategico del gruppo Arcelor Mittal Italia. Arcelor Mittal e Ilva in AS, trattano all’insaputa dei lavoratori, futuri assetti del gruppo in Italia, lasciano allo sbando la siderurgia, settore strategico della produzione nazionale. Preoccuparti della situazione chiediamo l’intervento del Governo e ci siamo attivati per fare presente al Prefetto di Genova, gli estremi di un utilizzo improprio dello strumento cassa integrazione Covid 19. Le aree su cui è situata la siderurgia genovese, dove vige l’Accordo di Programma, non possono essere trascurate ed impoverite da una gestione schizofrenica di Arcelor Mittal>. La rappresentanza sindacale unitaria insieme alle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm ha dichiara lo sciopero di tutto lo stabilimento cominciato alle 18.00 di venerdì, fino alle 7 di lunedì prossimo, quando i lavoratori si concentreranno presso la portineria, debitamente muniti di mascherine e guanti e rispettando la necessità di mantenimento del distanziamento sociale.

Ieri si è tenuto l’incontro in Prefettura chiesto da Fim, Fiom e Uilm sulla situazione in ArcelorMittal al quale erano presenti anche il sindaco Marco Bucci e il presidente della Regione Giovanni Toti. Per la Fiom Cgil l’azienda sta utilizzando impropriamente e illegittimamente la cassa integrazione Covid 19. <I clienti non hanno ritirato i prodotti a causa dell’emergenza Coronavirus, ma nessun ordine è stato annullato per cui il lavoro può proseguire – dice Bruno Manganaro segretario generale della Fiom -. Il sindacato crede che questa posizione del Gruppo, non solo per Genova ma per tutti i siti produttivi a livello nazionale, sia quello di risparmiare sul costo del lavoro utilizzando illegittimamente una cassa, quella per Covid-19, che costa meno.La preoccupazione, condivisa dai presenti all’incontro è che il prolungamento  della cassa sia il preludio per un disimpegno del Gruppo in Italia. Per queste ragioni viene confermato lo sciopero di lunedì con assemblea a partire dalle ore 7 davanti ai cancelli dell’azienda durante la quale saranno decise le iniziative di mobilitazione. Nel frattempo la Prefettura di Genova si fa promotrice di un incontro con i presenti alla riunione di sabato più i rappresentati dell’azienda previsto per lunedì prossimo>.

Per il segretario generale Fim Cisl Liguria Alessandro Vella <ArcelorMittal, la siderurgia è un asset strategico per l’Italia. Serve chiarezza da parte dell’azienda e del Governo. All’incontro con il prefetto Carmen Perrotta alla presenza del sindaco Marco Bucci e del presidente della Regione Giovanni Toti. Abbiamo chiesto questo incontro perché, dopo un percorso condiviso sulla ripartenza del sito di Cornigliano nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, che ha visto lo stabilimento tornare alla produzione in tempi rapidi fino a determinare un numero di 650 lavoratori impiegati sui tre turni sui 1000 totali, l’azienda inspiegabilmente ha voluto fare retromarcia con una forzatura sulla prosecuzione e ampliamento dei numeri della CigoCovid. Anche se la domanda di acciaio zincato ha subito sul mercato un rallentamento, a noi risultano ancora molte tonnellate di ordini da evadere. Invece lo stagnato alimentare non si è mai fermato, ma anzi ha avuti una forte impennata di ordinativi. La pandemia non può essere usata come scusa per demolire la siderurgia del nostro paese. Abbiamo chiesto con forza a Prefetto e alle istituzioni di intercedere per avere con un incontro con il ministro Patuanelli per capire con l’azienda quale è il vero piano strategico e un incontro con l’azienda in sede della Prefettura nella giornata di lunedì per dirimere la problematica della prosecuzione della Cigo, ricordando a tutti che noi siamo rimasti all’accordo del 6 settembre 2018 che dava un futuro industriale continuità produttiva rispettando le ambientalizzazioni>

<Abbiamo esposto al prefetto Toti e Bucci la vicenda relativa a Mittal la quale sul sito di Genova intende ridurre gli attuali organici da 650 a 400 addetti, motivando che il zincato non viene rilevato dagli utilizzatori avendo i magazzini pieni e quindi per loro è un costo – aggiunge Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova -. In prefettura ho sottolineato l’irresponsabilità di Mittal in quando ha rifiutato qualsiasi ipotesi di mediazione avanzata da Fim, Fiom e Uilm. Pertanto, fermo rimanendo la mobilitazione già in atto, abbiamo chiesto alle istituzioni di indire un tavolo per lunedì con la presenza di Mittal per individuare una soluzione soddisfacente per i lavoratori. Allo stesso tempo abbiamo rimarcato una posizione delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali per una attivazione rapida di un tavolo al Mise che metta al centro il rilancio della siderurgia non il suo smantellamento. L’auspicio che i costi tengano conto delle esigenze reali dei lavoratori costretti a guadagnare stipendi da fame> .

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