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Fase 2, Imperial College: In Liguria fino a 1.400 morti in più entro luglio senza prevenzione e tamponi

Lo studio, disponibile in diverse lingue (Italiano compreso) sul sito della prestigiosa istituzione scientifica (la stessa che nei mesi scorsi ha fatto cambiare idea ai governi francese, inglese e americano sull’approccio al Coronavirus) ipotizza le conseguenze della ripresa del 20% e del 40% della mobilità delle persone nel caso in cui non si rispettino rigorosamente le norme di prevenzione stabilite dal Governo. I rischi della fase 2

La proiezione shock è quella nazionale: possibili 5 mila altri decessi col 20% di mobilità in più; fino a 23 mila col 40% di mobilità in più rispetto al lockdown.
In Liguria, le vittime in più potrebbero essere fino a 290 col 20% e fino a 1.400 col 40%. Tutto questo entro 8 settimane. La regione più a rischio è il Piemonte, dove fino ad oggi ci sono state 3.216 morti e potrebbero essercene fino a 8.700 in più, quasi 3 volte tanto. Seguono il Veneto (6.600), la Toscana (3.600), il Lazio (3.300) e l’Emilia Romagna (1.100). L’unica regione dove potrebbe iniziare a svilupparsi l’immunità di gregge è la martoriata Lombardia (fino a 2.000 morti in più, 1/6 di quelle già avvenute che sono a oggi 14.389). A rischiare grosso sono anche alcune regioni del sud, come la Puglia (fino a 1.700 morti in più). In Liguria, dove fino ad oggi i decessi sono stati 1.232, le morti potrebbero più che raddoppiare. La nostra è una delle regioni più a rischio secondo il team dello scienziato Neil Ferguson che ha convinto i capi di stato di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna a invertire la rotta passando da un approccio soft a misure più convincenti. Lo scenario esposto sopra è il più pessimistico, non tiene conto dell’eventuale individuazione di cure o vaccini (che, però, sembrano per ora molto lontani e non certo alla portata entro luglio) e presumono una popolazione indisciplinata, che non segue le norme di sicurezza.

Tabella Imperial College

Ipotesi +20% mobilità

Ipotesi +40% mobilità


Dall’Imperial College proviene anche Andrea Crisanti, il professore ordinario italiano di microbiologia all’Università di Padova che nell’istituto scientifico londinese era professore di parassitologia molecolare. È lui “l’uomo del miracolo”, quello che ha permesso al Veneto di ottenere i migliori risultati di contenimento del virus. La Liguria ha avuto contagi e decessi, in rapporto alla popolazione, superiori di circa il 300%.

<Il controllo di una possibile futura ripresa della trasmissione – concludono gli scienziati della prestigiosa istituzione inglese – dipende dall’identificazione precoce delle infezioni, dal loro isolamento e dalla tempestiva soppressione di cluster di infezioni locali. Il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica tramite tamponi e il tracciamento dei contatti permetterà di identificare le infezioni precocemente e di monitorare i cambiamenti nell’intensità di trasmissione in modo tempestivo ed è fondamentale per compensare il rischio di ripresa della trasmissione che potrebbe avvenire in seguito all’aumento di mobilità che verrà verosimilmente osservato una volta che le attuali misure venissero alleggerite>.

Qui il link alla pagina dell’Imperial College

Due messaggi chiari per le Regioni: niente corse in avanti rispetto alle misure del Governo, pressing sui cittadini perché rispettino le regole e si muovano comunque il meno possibile e imponente campagna di test attraverso i tamponi. La Liguria resta quella dove, in proporzione agli abitanti e rispetto alla “rosa” delle regioni più colpite, ne sono stati fatti di meno. Bisogna quindi invertire repentinamente e con forza la rotta. Sarà possibile con il nuovo macchinario che sarà operativo nei prossimi giorni al San Martino e potrà garantire fino a mille test al giorno. È fondamentale fermare gli asintomatici e costringere all’isolamento tutti i malati. E non è possibile senza una campagna di tamponi a tappeto.

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