I furbetti del buono spesa: tanti i “falsi invalidi” che hanno ottenuto la consegna a casa

Sono moltissimi coloro che si sono autocertificati incapaci di andare a ritirare il ticket, ma non lo sono affatto e addirittura sono stati trovati fuori casa al momento della consegna. Saranno sanzionati, ma, come nullatenenti, quella sanzione non la pagheranno mai

Ad aprire la porta per ricevere il buono spesa, in un caso, è stato un noto ambulante abusivo italiano con precedenti per spaccio che risulta nullatenente perché le tasse non le ha mai pagate (evadendo tutto) e, proprio perché nullatenente, non paga nemmeno le sanzioni per la vendita abusiva. E invalido non è, perché di solito trasporta cassette di frutta e verdura.
Poi, una serie di tossicodipendenti (anche già condannati per spaccio in passato) ed etilisti conclamati e, per questo, iscritti alle liste dei servizi sociali. È vero, hanno fame anche loro ed è giusto che il buono lo ottengano, ma non la consegna domiciliare che dovrebbe spettare soltanto a chi non riesce a deambulare perché ha problemi di salute invalidanti.
Ci sono poi persone che risultano invalide per patologie pregresse che, però, non inficiano la loro capacità di camminare per andare a ritirare i buoni anziché farseli portare a casa.
Ci sono, soprattutto (ma non solo) nel centro storico, abituali “clienti” delle forze di polizia e della polizia locale beccati in strada anche molto di recente a spacciare, a vandalizzare, a bighellonare ubriachi molestando il prossimo, a commettere furtarelli nelle auto in sosta. Attività per le quali non si sentivano menomati e , nonostante questo, nell’autocertificazione di difficoltà economiche hanno deciso di scrivere che avevano diritto alla consegna a casa.
Molti quelli che ieri, quando è cominciata la distribuzione dei buoni al domicilio, la polizia locale a casa non ha trovato affatto. Cioè, in sostanza, che si sono detti impossibilitati ad andare a ritirare il ticket, ma non si sono, invece, sentiti impossibilitati a uscire di casa per farsi un giretto, probabilmente pensando che la consegna non fosse poi così veloce.
La mole di quelli che hanno chiesto indebitamente un servizio che costa alla collettività è enorme. Alcune delle persone non presenti alla consegna e che erano comprovatamente inosservanti al decreto del Presidente del consiglio dei ministri sono già state sanzionate dagli agenti della polizia locale che portano i buoni a casa. Per altri, su due piedi non si è riuscita a provare l’illiceità dell’uscita, ma saranno sanzionati per la dichiarazione mendace nel modulo di richiesta dei ticket: se una persona non può andare a ritirare i buoni è perché non è in grado di deambulare e se deambula ha rilasciato mendace dichiarazione sul modulo per avere il buono a casa. E, magari, non solo per quello.

<Ci basiamo sull’autocertificazione – spiega il consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino -, per fare presto non poteva essere altrimenti. Faremo controlli a posteriori>.

La polizia locale rileva tutte le inosservanze al decreto e le false dichiarazioni, ma chi è nullatenente non pagherà mai nemmeno queste sanzioni. E i furbetti la faranno franca anche questa volta. A spese della collettività.

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