“Io, portato via di peso dall’aula di Tursi. Spero che Prefettura e Magistratura non restino silenti”

Andrea Agostini, abitué della Sala Rossa di Tursi e di molte manifestazioni non violente di protesta già dai tempi del sindaco Doria, doveva essere tra gli auditi nella riunione di commissione sull’autoparco che non solo si è tenuta a porte chiuse, ma alla quale non sono stati ammessi né il presidente del Municipio interessato, il Medio Ponente, né gli esperti che i partiti hanno diritto a portare, né i rappresentanti dei cittadini

<Ancora una volta il sindaco e la maggioranza hanno mostrato il loro vero volto. Chi non si inchina lo buttano fuori, ma non lo fanno di persona, lo fanno fare agli altri così se ce il rischio di denuncia pagano altri>. Così Andrea Agostini, pasionario ambientalista, pacifista (non manca mai all’ora di silenzio contro la guerra davanti a Palazzo Ducale), prezzemolino della protesta, ma sempre in coerenza con i suoi valori. È lui l’uomo che il presidente della commissione Vittorio Ottonello ha fatto portare via di peso dalla Sala Rossa questa mattina, mentre la giunta, rappresentata dall’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci, e il segretario generale finivano sotto un fuoco di fila di obiezioni, critiche e domande appuntite della minoranza: un fuoco di fila da parte di Pd, M5S, Lista Crivello, Chiamami Genova, Italia Viva che ha girato il coltello nella piaga di un progetto fortemente osteggiato dagli abitanti del quartiere e per il quale, dopo tanti anni, sono scese nuovamente in campo le Donne di Cornigliano. Tra le tante critiche, prima ancora al metodo che nel merito, il fatto che tutta la documentazione che avrebbe permesso ai consiglieri di capire stata piazzata nella documentazione in una cartella informatica che non si riusciva ad aprire e che è stata sbloccata solo dopo mezzogiorno.
Altra circostanza che fa riflettere è la fretta della maggioranza di portare all’esame e al voto la pratica, il più possibile “a scatola chiusa” e fuori dalla portata della protesta popolare che dopo oggi, rischia di farsi ancora più dura e plateale a difesa, dicono i comitati, dell’accordo di programma.
Sospetto anche il tempismo dell’annuncio dei pattugliamenti giorno e notte dei giardini Melis, messi in campo dall’amministrazione a mo’ di compensazione e accettati da una sola delle associazioni che per bocca di una sua rappresentante ha fatto sapere che “bene, grazie, allora accettiamo”. Non è così. Non è chiaro quanti quella associazione rappresenti veramente sul territorio perché abitanti e commercianti (quelli da cui è partita la “protesta delle luci spente” qualche giorno fa) sono praticamente compatti sul “no” e sulla richiesta di rispettare l’Accordo di Programma per la dismissione della parte a caldo delle Acciaierie. E ha un bel dire il sindaco Marco Bucci che si tratterebbe di una sistemazione temporanea. L’accordo di programma lo dice chiaro: il “temporaneo” può durare non più di 60 giorni non i due anni (uno più uno) di cui Cenci ha parlato oggi in commissione. Per questo i comitati sono prontissimi a impugnare la delibera al Tar e a fare tutte le azioni necessarie per evitare che quello che sulla carta è destinato a diventare un parco pubblico finisca per essere un posteggio per camion.
Altra cosa singolare: il provvedimento che martedì Bucci vuole portare in consiglio a qualsiasi costo non è firmato da Laura Petacchi, direttore dell’Urbanistica, ma, come è stato spiegato oggi in consiglio, da una sorta di superdirettore che copre anche le aree della mobilità
<In questo senso plaudo alla correttezza della dottoressa Petacchi – dice Agostini -. Si è rifiutata (ma questo lo dice Agostini e non la direttrice che oggi non era presente, ufficialmente, perché indisposta) di firmare una delibera totalmente priva di ragioni urbanistica e irregolare nelle procedure. Mi auguro che la prefettura e la magistratura non resti silente rispetto a questa pratica della gestione pubblica tutta in favore dei privati e contraria alla pubblica utilità. Non si può sostituire un parco pubblico con un autoparco a favore dei privati a tutto danno della salute del quartiere impermeabilizzando un area esondabile>.
L’intera commissione, con tanto di pausa per riunione dei capigruppo in cui quelli di maggioranza hanno tentato senza successo di potare a miti consigli quelli di minoranza è stato un massacro del progetto nonostante i membri della maggioranza abbiano tentato di far proseguire la discussione indipendentemente da tutte le eccezioni nel merito e nel metodo l’opposizione.
Stefano Bernini, ex vicesindaco e assessore all’urbanistica, s’è giocato la carta del know how, dell’esperienza, della perfetta conoscenza delle procedure che riguardano un tema che, nel merito, non è “per tutti”. Ha demolito la delibera pezzo a pezzo minacciando azioni legali per preparare le quali ha chiesto in aula le trascrizioni della seduta.
Dal canto suo Alessandro Terrile i suoi passi li aveva già fatti, presentando esposti alla Procura e alla Prefettura a proposito della convocazione a porte chiuse, di un’audizione senza auditi, lasciati fuori dalla porta o fatti portare fuori di peso in omaggio all’ordinanza coronavirus, un’ordinanza di cui chi l’ha scritta, Giovanni Toti presidente della Regione, ha dato la chiave interpretativa facendo svolgere come sempre le commissioni regionali, con tanto di audizioni degli esperti negate, invece, in via Garibaldi.
Anche Mauro Avvenente, capogruppo di Italia Viva. ha attaccato sul merito, gettando nell’aula infiammata dalle bordate dell’opposizione il sospetto che alla fine a beneficiare dello spazio rubato al parco pubblico potrebbe essere un privato.
Gianni Crivello ed Enrico Pignone, insieme al M5S, si cono concentrati sul metodo. Fabio Ceraudo e Stefano Giordano, col capogruppo Luca Pirondini, hanno dato all’assalto al provvedimento “di sicurezza sanitaria” che ha portato a una commissione come a Tursi non se n’erano mai viste: un’audizione senza auditi, fermati sul portone del Palazzo come untori, salvo l’inossidabile Agostini che è riuscito a introdursi in Sala Rossa. E a fronte a tanto odierno rigore, ha ricordato Pirondini, nell’ultima riunione del consiglio comunale, la seconda giornata-fiume sul bilancio, è stato fatto entrare un evidentemente immune pizzaiolo con una ventina di cartoni di pizze da asporto: roba da far accapponare la pelle a chi ha il rispetto istituzionale della sala del consiglio, quella dove una volta non si entrava senza giacca e cravatta e che l’altra sera s’è trasformata in sala mensa. Mai è accaduto, nemmeno quando il missino (e poi An) Gianni Plinio, ora nelle fila di Casa Pound, si presentava con pile da 4 mila emendamenti costringendo i consiglieri e gli assessori ad ascoltarlo parlare per tutto il giorno e tutta la notte. E loro ascoltavano, a volte sonnecchiando, certi che con la forza dei numeri glieli avrebbero bocciati tutti, ma rispettosi del luogo e dei ruoli istituzionali.

Alla fine la minoranza l’ha spuntata impedendo di fatto la discussione nel merito e costringendo il presidente Ottonello a rimandare a lunedì quando, se il decreto anti coronavirus della Regione sarà prorogato, per una proposta della maggioranza votata solo dalla maggioranza stessa, gli auditi dovranno produrre delle memorie. Inutile ricordare che le audizioni sono fatte per regolamento anche di domande e risposte e che esperire l’intera trafila ci vorrebbe un infinito carteggio e diverse sedute. Ma la giunta vuole portare tutto all’approvazione martedì quasi fosse questione di vita o di morte. Perché tanto accanimento e tanta fretta quando basterebbe far parlare l’opposizione e far poi affidamento sulla schiacciante maggioranza numerica della maggioranza? Se l’intento era quello di contenere le polemiche, l’effetto è stato esattamente quello contrario. L’opposizione è pronta a far le pulci in aula al provvedimento, ma anche a passare alle carte bollate sia per l’oggettivamente inedita conduzione della commissione, sia per il merito del progetto. Sia nel metodo sia nel merito. In questo entreranno, se occorre anche loro con le carte bollate, le associazioni di Cornigliano. Non un bel viatico per il centrodestra per le elezioni regionali prossime venture.

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