Commercio 

Via XX, domani chiude il negozio genovese del colosso francese Pimkie

La crisi, i consumi ridotti all’osso, l’invecchiamento della popolazione genovese (il marchio d’oltralpe è sempre stato caratterizzato da abbigliamento per giovanissimi, anche se ha recentemente tentato di riposizionarsi), i costi degli affitti, ma anche un fenomeno ben più ampio: la concorrenza dei giganti online dell’abbigliamento low cost

Una volta lo avrebbero chiamato “abbigliamento svelto”, che si poneva come alternativa economica alla sartoria e all’alta moda. Dai tempi in cui si chiamava così il genere che vende Pimkie (aggiornato, ovviamente, ai tempi correnti), via XX Settembre si è svuotata di boutiques e di negozi di stoffe pregiate e si è riempita di negozi di catene nazionali e, soprattutto, estere. È il caso di Pimkie che chiuderà la saracinesca per sempre il domani, 30 gennaio dopo 20 anni nella strada più centrale della città e dopo aver chiuso anche alla Fiumara. Undici i dipendenti dello store del centro.

Pimkie, gruppo francese, è in Italia dal 1999. Sta subendo l’assedio dei aziende online della stessa fascia (l’abbigliamento low cost).
Tre direttori generali della casa madre francese in tre anni e una ristrutturazione che ha causato la soppressione di 291 posti di lavoro e 37 negozi nel 2018 solo in Francia, dove i sindacati contestano degrado di condizioni di laboro e mancanza di informazione sul futuro dell’azienda.

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