Toti: “Se partono i cantieri alcuni punti di Pil in più e centinaia di migliaia di occupati”
Il presidente della Regione: <Dialogo impossibile con i governi che si sono succeduti, sto diventando indipendentista>
<Per superare l’emergenza infrastrutturale ligure la Regione c’è, sto cercando di fare tutto il possibile ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e anche nel dibattito politico bisogna iniziare ad indicare le responsabilità. Io sono autonomista fin da ragazzo, ma sto diventando indipendentista a forza di avere un dialogo impossibile con i governi che si sono succeduti alla guida del Paese>. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il dibattito che si è tenuto ieri con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia presso il Casinò di Sanremo.

<La Liguria – ha affermato Toti – è il primo polo logistico del Paese e la politica deve fornire le infrastrutture necessarie a progettare il futuro. Si pensi a cosa sarebbe questo paese se si sbloccassero i cantieri già progettati, quanti giovani troverebbero lavoro, altro che reddito di cittadinanza. Ci sono cantieri che potrebbero partire domani mattina: la variante Aurelia a Sanremo, il raddoppio della ferrovia del ponente, il nodo di Genova, il Terzo Valico, la Pontremolese a Spezia. Tutto questo vale alcune decine miliardi di investimenti: se tutto questo partisse domani, avremmo alcuni punti di Pil in più, una visione del futuro diversa e centinaia di migliaia di occupati in più in questo territorio>.
<Se la vicinanza della Regione è stata sentita in questo territorio – ha aggiunto Toti – è perché abbiamo fatto quello che dovevamo, assumendoci le nostre responsabilità. Questo non è accaduto a livello nazionale perché spesso la caccia al colpevole è più semplice rispetto alla ricerca delle soluzioni ai problemi>.

<Io ho appoggiato e come Regione abbiamo collaborato al decreto “Sblocca cantieri” – ha aggiunto Toti – ma per sbloccare i cantieri non dovrebbe servire un ulteriore decreto: bisogna prendere le regole e strappare i fogli di quei codici, non solo il codice degli appalti ma anche, ad esempio, la legge fallimentare. Un’opera strategica nazionale da cui dipendono miliardi di euro in accise non può essere trattata come il fallimento di una tabaccheria. La politica deve tornare ad avere il coraggio di decidere>.
<Non si può aspettare 9 o 10 mesi per fare un capannone perché nel frattempo a Singapore hanno costruito un posto che vale tutti i containers d’Europa. Non vedo per quale ragione il nostro paese debba perdere queste opportunità, con il tessuto imprenditoriale che ancora c’è in Italia> ha continuato il presidente della Regione.


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