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Caduta intonaco dal palazzo della Prefettura

I mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati di gran carriera in piazza Corvetto dove dell’intonaco si è staccato dal palazzo della Prefettura. I pompieri stanno operando per evitare altri distacchi

Il palazzo Doria-Spinola o di Antonio Doria è un edificio sito in largo Eros Lanfranco 1 (ma con ingresso anche da piazzale Mazzini) inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Lì ha sede anche la Città Metropolitana.

Fu costruito isolato presso la porta dell’Acquasola nel periodo 1541-1543 per l’ammiraglio Antonio Doria, marchese di Santo Stefano d’Aveto e parente del celebre Andrea Doria. In assenza di nuove attribuzioni, il progetto è stato avvicinato a Bernardino Cantone, in possibile collaborazione con Giovan Battista Castello.

«La sistemazione interna con atrio-cortile, scalone laterale a due rampe e al primo piano la galleria loggiata che distribuisce senza criteri di simmetria o centralità le sale di rappresentanza sul prospetto anteriore, oltre alle stanze di abitazione, oltre alle stanze di abitazione sugli altri lati, sembra obbedire al solo presupposto di esaltare lo spazio del cortile e la sua alta qualità strutturale e decorativa» (Caraceni e Ennio Poleggi 1983).

Alla fine del XVI secolo viene aggiunto il portale esterno in marmo con colonne binate e figure di armigeri sull’attico di Taddeo Carlone. Il palazzo fu incluso nella celebre edizione dei Palazzi di Genova incisa da Rubens nel 1624.

Nel 1624 il palazzo perviene agli Spinola che lo terranno sino al XIX secolo. Nel XVII secolo Bartolomeo Bianco costruisce, a levante, una galleria (affrescata poi da Andrea Ansaldo), oltre ad aggiungere le balaustre marmoree sul prospetto principale. Tra il 1791 e il 1797 viene sopraelevato di un piano.

Venduto nel 1876 al Comune, che in seguito lo cederà alla Provincia, subisce molteplici adattamenti per la sistemazione ad uffici. La realizzazione di via Roma nel 1877 impone il taglio dello spigolo destro, la demolizione della galleria, l’ulteriore abbassamento della quota stradale in facciata e la scomparsa del giardino, tanto che l’assetto originario rimane documentato dalle sole tavole del pittore fiammingo Pieter Paul Rubens.

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