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Davide Cassol, l’uomo che a braccia aperte ha fermato i mezzi prima del baratro

La foto dell'”angelo” del viadotto della A6 è diventata virale sui social e sulle messaggerie istantanee

 “Ero in fase di sorpasso, ho visto una persona che sbracciava e ho pensato avesse qualche malore. Poi mi sono voltato e ho visto tutto nero, il viadotto non c’era più”. Questo ha detto all’Ansa di Daniele Cassol, un uomo di 56 anni, guardia giurata, che ieri si è fermato a un passo dalla voragine che si era aperta sotto l’impalcato del ponte crollato sulla A6. <Dietro di me arrivava anche un pullman con decine di persone, per fortuna siamo riusciti a fermarlo> ha continuato Cassol che ha raccontato di aver tentato di chiamare soccorsi. A causa del down di Vodafone, di cui è utente, in quei tremendi attimi di spavento in cui tutti hanno pensato a un bis della tragedia del Ponte Morandi, non è riuscito a telefonare per chiedere aiuto. Alla fine ha chiamato con un cellulare di servizio che aveva un altro gestore.
Il suo gesto, a braccia aperta, in mezzo alla carreggiata, è stato ripreso da un passeggero del bus sostitutivo di Fs, approntato per il blocco della ferrovia, ed è diventato virale.

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