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Documento trovato dalla Gdf segnala dal 2014 il rischio crollo del Morandi

Per tre anni, fino al 2016, si parla chiaramente di “rischio crollo”, l’anno successivo viene usato un giro di parole, ma con lo stesso significato: “rischio perdita stabilità”. Il documento contraddice i dirigenti di Autostrade che avevano negato la presenza di report di Spea

Il rischio che il Ponte Morandi crollasse stava scritto in un documento nel registro digitale di Atlantia. Ritrovato dalla Guardia di Finanza, contraddice quanto hanno sempre dichiarato alla magistratura i dirigenti di Autostrade per l’Italia e, cioè, che non c’erano mai stati report di Spea che indicassero il rischio di crollo. La notizia è stata pubblicata stamattina da Repubblica.
Si tratta di “documento di programmazione del rischio”, compilata dall'”Ufficio rischio” di Autostrade e arrivata alle riunioni dei consigli di amministrazione di Atlantia edi Aspi, la società del gruppo che effettuava il monitoraggio della rete autostradale. Ai consigli di amministrazione, quel documento serviva a informare gli azionisti, ma anche a programmare gli interventi necessari e a stabilire la necessità di consulenze. Nel 2017 la società di consulenza ingegneristica e strutturale Cesi segnalò criticità sugli stralli corrosi e suggerì controlli trimestrali, e l’applicazione di sensori. Secondo i risultati dell’indagine nulla di tutto questo sarebbe stato messo in atto.
Autostrade per l’Italia, in una nota, fa sapere che <al fine di evitare errori di interpretazione sui contenuti e sulle finalità del sistema di risk management di gruppo, precisa che come ogni altra grande società dispone di una procedura strutturata di gestione preventiva del rischio, nella quale vengono individuati e valutati i potenziali rischi a cui è soggetta la società. Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia definisce quindi ad inizio anno la propensione al rischio tollerabile per ogni area aziendale e a fine anno recepisce dal risk officer l’avvenuto rispetto da parte dei dirigenti responsabili – che devono mettere in atto ogni azione preventiva per la gestione di ogni specifico rischio – delle linee guida individuate.
Per quanto riguarda l’area dei rischi operativi, nella quale rientrava anche la scheda del Ponte Morandi, il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia ha sempre espresso l’indirizzo di mantenere la propensione di rischio al livello più basso possibile. Diversamente dall’interpretazione fornita dall’articolo, ciò significa in realtà che la società non è quindi in alcun modo disponibile ad accettare rischi operativi sulle infrastrutture. Di conseguenza, l’indirizzo del Consiglio di Amministrazione alle strutture operative è di presidiare e gestire sempre tale tipologia di rischio con il massimo rigore, adottando ogni opportuna cautela preventiva>.

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