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Ai domiciliari l’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi

Era stata eletta nella circoscrizione Nord Occidentale che comprende anche la Liguria. Ai domiciliari anche l’ex candidato sindaco leghista Paolo Orrigoni. In carcere Giuseppe Zingale, ex direttore dell’Agenzia per il lavoro Afol. Sono indagati a vario titolo per corruzione, finanziamento illecito e truffa

Ieri Comi pubblicava sulla sua pagina Facebook questo link

Oggi il gip Raffaella Mascarino scrive di lei <Dall’esame degli elementi indiziari […] emerge la peculiare abilità che l’indagata Comi ha mostrato di aver acquisito nello sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre> dall’incarico pubblico [di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità]. Mascarino aggiunge: <Nonostante la giovane età, Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all’incameramento di finanziamento illeciti>.

Insomma, secondo il giudice per le indagini preliminari l’ex parlamentare di Forza Italia, Lara Comi di competenza ne aveva parecchi, ma, secondo il risultato delle indagini, non quella giusta. Da stamattina è ai domiciliari come l’imprenditore Paolo Orrigoni, titolare della catena di supermercati Tigros ed ex candidato leghista a sindaco di Varese. In carcere, invece, è Giuseppe Zingale, ex direttore dell’Agenzia per il lavoro Afol. Sono indagati a vario titolo per corruzione, finanziamento illecito e truffa. Nello specifico, Comi è indagata per tre vicende, tra cui anche un finanziamento illecito da 31mila euro ricevuto dall’industriale bresciano Marco Bonometti, titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia. Una delle vicende riguarda anche la Liguria e, per la precisione, due contratti di consulenza ricevuti dalla società di Comi, la Premium Consulting Srl, con sede a Pietra Ligure, da parte di Afol. I vertici, coinvolti nella prima e seconda inchiesta, ne avrebbero però chiesto e ottenuto una parte indietro. Il terzo episodio sotto la lente della procura coinvolge l’addetto stampa di Comi, Andrea Aliverti, che riceveva la cifra di mille euro al mese a carico dell’Europarlamento. Ha dichiarato ai giudici che il suo compenso era stato aumentato di duemila euro, cifra che però doveva rendere a Forza Italia per pagare le spese della sede della parlamentare europea. In questo caso l’ipotesi è di truffa aggravata al Parlamento europeo.

La guardia di finanza di Milano e Busto Arsizio ha notificato ai tre, già coinvolti nel primo filone dell’inchiesta “Mensa dei poveri” (per il quale lo scorso 30 settembre sono state chiuse le indagini per 71 indagati) l’ordinanza di custodia cautelare. Il 7 novembre scorso gip Maria Vicidomini aveva respinto tutti i patteggiamenti chiesti dalla procura per gli undici imputati nel primo filone dell’inchiesta che riguarda il presunto sistema di appalti e nomine pilotate in Lombardia, che ruotava intorno all’ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese Nino Caianiello. Diversi gli elementi della politica o nominati dalla politica a capo di partecipate coinvolti.

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