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Droga, gli arresti aumentano, ma l’emergenza si allarga. Oggi il tavolo in Prefettura

Il ministero dell’Interno chiede un’ulteriore sforzo alle forze dell’ordine sul territorio. L’assessore Comunale Garassino: <Previste nuove operazioni ad alto impatto e altre indagini con arresto differito, ma noi puntiamo anche su illuminazione e controlli degli affitti in nero. Previsti controlli stringenti della polizia locale a Turati>

Il Ministero dell’Interno ha chiamato le Prefetture e le forze dell’ordine sul territorio di tutta Italia ad accelerare ulteriormente la repressione dello spaccio. In realtà i risultati genovesi (gli arresti sono cresciuti del 30%) sono importanti e in aumento, ma la percezione di sicurezza in centro storico è in picchiata. E non solo la percezione: allo spaccio si aggiungono i reati predatori, scippi e borseggi, tornati prepotentemente alla ribalta.
Oggi in Prefettura, presenti la prefetto Carmen Perrotta, il procuratore Francesco Cozzi, l’assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino, i vertici delle forze dell’ordine, il comandante della polizia locale Gianluca Giurato si è parlato di tutto questo. Non si ha notizia, al momento, di un aumento del personale che possa giustificare un migliore risultato. Quello attuale è frutto di uno sforzo già concreto delle Divise e anche la polizia locale ha cominciato a portare a casa qualche risultato in tal senso.
<Porterò al Forum Italiano per la Sicurezza Urbana – dice l’assessore Garassino, che ne è vice presidente – la necessità di modifiche alla legge che riguarda gli stupefacenti. Le attenuanti sulla modica quantità rendono il lavoro delle forze di polizia come svuotare il mare con un cucchiaio: gli spacciatori tornano subito in libertà, non per colpa dei magistrati, ma perché la legge lo prevede. Serve una normativa più rigida su questo e sui cumuli di pena per lo stesso reato>.

Per la sicurezza del centro storico, l’assessore punta molto sull’illuminazione, su operazioni ad alto impatto, su nuove indagini utilizzando l’arresto differito concesso per la prima volta a Genova dal procuratore Cozzi, che ha garantito ottimi risultati alle operazioni “Labirinto” che ha visto l’arresto di decine di spacciatori, ma guarda anche, sempre in ambito nazionale, a cambiare la legge sul commercio consentendo ai Comuni di determinare il mix commerciale incidendo sull’aggregazione nelle vie di attività a rischio per la vivibilità dei quartieri.

Il Procuratore ha chiesto anche di favorire le iniziative di animazione del territorio anche in collaborazione con le associazioni locali e l’apertura di iniziative commerciali sane.

Nel corso della riunione si è parlato dei consueti problemi della Maddalena (da piazza delle Vigne a vico Mele), di via San Luca e dei vicoli che la intersecano, di via del Campo. Un peggioramento (proprio per i reati predatori che si aggiungono allo spaccio) è stato registrato in via Pre’. Saranno questi i luoghi dove saranno concentrati i servizi straordinari e a questi di aggiungerà via Turati, dove il problema sono l’aggregazione di ubriachi che lì si sono spostati da Sottoripa dopo le operazioni di risanamento. Presto arriverà il nuovo bando per l’illuminazione, è cresciuta la collaborazione dei cittadini. Ma le condizioni, per una serie di fattori per lo più di respiro nazionale si sono aggravate. La speranza è che arrivino più uomini, ma anche che il numero degli arresti non resti un numero sul pallottoliere: se gli spacciatori ritornano in circolo in poche ore, è perfettamente inutile aumentare gli arresti.

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