La fase difficile dell’acciaio, non solo ex Ilva. Incontro dei consigli di fabbrica
Mercoledì 13 novembre, alle ore 17, a Villa Bombrini (via Ludovico Antonio Muratori, 5) la terza conferenza generale del Coordinamento Europeo dei Consigli di Fabbrica della siderurgia
<Nei primi otto mesi di quest’anno – dicono alla Fiom Cgil – la produzione di acciaio europea è calata del 3 per cento. Cala del 4 per cento in Germania e a seguire del 4 per cento in Italia e del 2 per cento in Francia. A pesare sul rallentamento industriale è soprattutto l’incertezza, legata alla tensioni sul mercato mondiale, il protezionismo, la concorrenza internazionale. Si aggiunge la transizione energetica del settore auto, grande consumatore di laminati piani, con cali delle vendite in tutta Europa e un decimo della produzione tedesca in meno. Saranno anni difficili>.
<I grandi gruppi europei dell’acciaio – proseguono al sindacato – combattono questa battaglia a colpi di investimenti, tagli e pressioni sulla forza lavoro. È cronaca di questi giorni quanto sta accadendo ad ArcelorMittal Italia, con conseguenze ancora da comprendere sul futuro della siderurgia in Italia e sull’occupazione. Ma non solo: fallita l’operazione con Tata Steel, ThyssenKrupp prepara «la più dolorosa ristrutturazione della storia del gruppo». British Steel è in bancarotta e ballano migliaia di posti di lavoro. I metalmeccanici europei devono organizzare la loro risposta guardando al sindacato europeo, per non subire il ricatto Stato per Stato, gruppo per gruppo, stabilimento per stabilimento. Il rallentamento e la cassa integrazione stanno arrivando contemporaneamente a Cracovia, Gijon, Aviles, Dunkerque, Eisenhüttenstadt, Brema, Taranto, Fos sur Mer. Se la crisi della siderurgia è europea, la risposta dei lavoratori deve essere europea>.
Nell’incontro di mercoledì interverranno delegazioni dei Consigli di Fabbrica dei grandi impianti siderurgici europei.


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