I totem di Pam in via XX, l’estetica cittadina inginocchiata al carrello

In via XX settembre, all’imbocco di via San Vincenzo, in via Porta d’Archi questi totem pubblicitari Pam, roba da centro commerciale, sono spuntati nelle vie monumentali del Novecento a richiamare i clienti nel nuovo punto vendita della catena della grande distribuzione. Sono autorizzati dalla Sovrintendenza?

Impensabile che non siano stati autorizzati dal Comune e, se così non fosse, che non siano stati sanzionati: sono enormi, evidenti, nel pieno centro della città. In realtà la deriva che sta inginocchiando l’estetica cittadina alle esigenze promozionali del commercio (cioè valori universali all’interesse privato di alcuni) è in atto da un po’ di tempo e trasforma le vie antiche o monumentali della città in corridoi (bruttarelli) da centro commerciale. Nei mesi scorsi nel centro storico sono comparsi totem nelle piazzette e negli angoli medioevali e rinascimentali. Alcuni hanno promosso iniziative culturali (ma i totem son brutti comunque), altri iniziative commerciali, come quello che comparì davanti alla casa di Colombo che promuoveva un ristorante etnico e che subito fatto rimuovere dal Comune perché, si disse, frutto di una interpretazione un po’ troppo estensiva dello scambio totem per promuovere iniziative pubbliche-possibilità di monetizzare qualcuno di essi.

(Foto di Adriano Silingardi)

Per quanto riguarda i totem Pam, c’è poco da discutere: sono pubblicitari e non certo assimilabili alle qualsivoglia criterio di estetica urbana. Una domanda sopra a tutte: la Sovrintendenza ai Beni Culturali, Architettonici Archeologici ha dato il permesso? Qualcuno glielo ha chiesto? Esiste un’autorizzazione in tal senso? Esiste un permesso rilasciato dal Comune? Se così è, chi lo ha firmato si è sincerato che esistesse il permesso della Soprintendenza? Se non è così, auspichiamo che i totem vengano velocemente rimossi e che si proceda a sanzione, anche per chiarire il principio che la città è di tutti ed è sottoposta a vincoli che vanno rispettati nell’interesse collettivo che non può essere superato da un interesse particolare.
Buttiamo lì un’altra domanda: la Soprintendenza ha autorizzato l’igloo tinta “nero-sacco Amiu” che in largo Pertini ospita l’installazione (bella, all’interno) Ett per il museo Fincantieri? Tursi è a conoscenza che esistono vincoli di estetica urbana?

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