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Autostrade, la procura: “mancati controlli ai cassoni e alle pile da prima del 2013”

La notizia emerge dalle carte sui falsi report. Intanto Aspi comunica una raffica di lavori e si scopre una fretta che consiglia, recita una nota, <una notevole accelerazione dei tempi di intervento> per un numero di interventi di manutenzione mai visto prima

Risalirebbero addirittura a prima del 2013 i mancati controlli dentro i cassoni e dentro le pile dei viadotti autostradali. E, nonostante, per un aggiornamento delle misure previste per legge, Spea abbia fatto frequentare ad alcuni tecnici corsi specifici per entrare senza rischi nelle strutture, nessuno lo avrebbe poi fatto. È quello che dicceli risultato dell’inchiesta sui falsi report e lo dicono le carte della procura presentate per chiedere misure cautelari per 11 indagati, misure negate ieri dal gip. Tra gli 11, anche l’ex amministratore di Spea Antonino Galatà e alcuni tecnici accusati di falso. La
Intanto Aspi comunica una raffica di interventi su ponti e viadotti della rete ligure, ben 105, per 360 milioni di spesa aggiuntivi al programma di manutenzione e investimenti in corso e si scopre una fretta che consiglia, recita una nota <una notevole accelerazione dei tempi di intervento, che vengono dimezzati rispetto alle previsioni originarie>. Vengono dunque aggiunte opere non previste prima, ma che sono di manutenzione ordinaria.

Sono 105 gli interventi che interesseranno ponti e viadotti della rete ligure, nell’ambito del programma nazionale di manutenzione delle opere d’arte di Autostrade per l’Italia. Il piano ha un valore complessivo di 360 milioni di euro – che si aggiungono al programma di manutenzione e investimenti in corso sull’intera rete – ed è caratterizzato da una notevole accelerazione dei tempi di intervento, che vengono dimezzati rispetto alle previsioni originarie di intervento e di spesa: <Sulle tratte di competenza della Direzione di Tronco di Genova sono previsti 23 interventi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte da qui al primo trimestre del 2021 e 82 interventi di manutenzione puntuale come ripristini superficiali, ripristini di caditoie (come quello volato giù dal viadotto Bisagno nei giorni scorsi e solo per un miracolo non ha colpito nessuno n. d. r.) e pluviali, ripristini di canalette e impianti>.
Abituiamoci, dunque, al moltiplicarsi delle chiusure e dei disagi “per cantieri” che negli ultimi tempi vengono messi in atto a raffica come mai prima d’ora.

Il programma degli interventi di manutenzione puntuale verrà eseguito in due fasi, da squadre di tecnici specializzati che lavoreranno anche in contemporanea. La prima fase conta 28 lavorazioni tra l’ottobre 2019 e il marzo 2020, (due sulla A7, dodici sulla A10, sei sulla A12 e otto sulla A26) e altre 54 tra aprile 2020 e settembre 2020 (sette sulla A7, tredici sulla A10, nove sulla A12, venticinque sulla A26). 

Alcuni interventi di manutenzione ordinaria tra quelli programmati da qui al primo trimestre del 2021 sono già in corso, come quelli sui viadotti Vegnina sulla A26, il viadotto Canale Carlo Alberto sulla A26, il Ponticello ad Archi al km 16 della A10, il Ponte S.S. del Monferrato sulla A26, il viadotto Rocce Nere sulla A26, il viadotto Bisagno sulla A12, il viadotto Cerusa sulla A10, il sottovia Schiantapetto sulla A10. 

Nel novembre del 2019 partiranno i lavori sul viadotto Leira (A26 e A10), con termine previsto a settembre 2020. A gennaio 2020 partirà il cantiere sul viadotto Letimbro sulla A10, mentre ad aprile 2020 si apriranno i cantieri sui viadotti Gorsexio (A26), 8 Luci (A7), Zucca (A26) e sul Sottovia di interscambio Torino-Milano (D36).   

Pare evidente, nei numeri, l’accelerazione impressa alle manutenzioni dal crollo del Ponte Morandi che ha portato con sé 43 vite umane e dall’apertura delle inchieste.

[In copertina: lavori notturni sul viadotto Bisagno, foto di Ivan Salvador]

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