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Il progetto del Parco del Ponte: il cerchio rosso e la torre del vento. Ecco come sarà

Il Cerchio Rosso di acciaio è infatti, prima di tutto, un dispositivo di relazione: un sistema ciclo-pedonale della lunghezza di 1570 metri, dell’ampiezza di 6 e del diametro di 250, e distribuzione di energia rinnovabile che si apre al quartiere in corrispondenza della nuova Stazione e con una Torre del Vento dell’altezza di 120 metri che ne conclude il percorso. Mercoledì 8 ottobre il progetto sarà presentato alla città


“Un Cerchio di acciaio, Rosso. Un anello che abbraccia – passando sotto il nuovo Ponte – un territorio di ferro, acqua, cemento e asfalto. Il Cerchio Rossodi acciaio, memoria di una potente tradizione di altoforni, gru, carroponti, corre attorno ai luoghi più vicini alla tragedia del 14 agosto 2018.
Li abbraccia senza separarlidal loro contesto, ma anzi legandoli tra loro, […] salda tra loro le parti separate con un percorso ciclo/pedonale e distribuisce l’energia rinnovabile prodotta dai collettori solari – termici e fotovoltaici – presenti sui tetti degli edifici, dalla Torre del Vento e dalle pavimentazioni piezometriche (che contribuiscono simbolicamente al bilancio energetico) convertendo in energia i flussi che percorrono il nuovo Ponte e il Cerchio. Energia e movimento che confluiscono nella Torre del Vento”. Così Stefano Boeri, capogruppo del team che ha vinto il concorso, apre il Manifesto che sintetizza i punti cardine secondo i quali il progetto si struttura.
Il progetto urbano, denominato “Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso”, è pensato come un sistema di parchi dalle diverse ecologie, infrastrutture per una mobilità sostenibile ed edifici intelligenti per la ricerca e la produzione, con l’obiettivo di capovolgere l’immagine attuale della valle del Polcevera, da luogo complesso e tragicamente disastrato a territorio dell’innovazione sostenibile per il rilancio di Genova stessa.
Il Cerchio Rosso di acciaio -elemento simbolico e manifesto di una ricucitura urbana tra le due sponde della vallata- si sviluppa cambiando natura: diventa infatti passerella, piazza sopraelevata, rampa di accesso e uscita, corridoio tra gli edifici oppure percorso ipogeo e connette tra di loro tutti i diversi territori, esaltando il grande parco botanico urbano, il Parco del Polcevera. Un nuovo luogo rigenerato che correrà sotto il nuovo ponte, progettato da Renzo Piano in sostituzione del Ponte Morandi di cui, nell’agosto del 2018, è crollata una parte significativa causando un tragico incidente e diverse vittime.
“Ricostruire dal punto di vista architettonico e urbano ma soprattutto dal punto di vista sociale. Per questo la rinascita richiedeva un progetto che innanzitutto fosse un inno alla vita. Gioioso, di qualità in termini di servizi, pensato innanzitutto per le persone; persone che vi vivono e che vi lavorano. Volevamo fortemente che la visione racchiudesse in se i colori ed i profumi caratteristici della mediterraneità di cui Genova è simbolo nel mondo. L’obbiettivo infatti è quello di ricostruire un sistema urbano coeso, socialmente attivo, innovativo tanto da rivitalizzare non solo il quadrante stesso ma diventando attrattore per le zone limitrofe. La proposta architettonica consiste nella progettazione di Edifici Mondo, ossia grandi cluster dal mix funzionale variegato, dal linguaggio architettonico essenziale ma riconoscibile. Inspirati all’architettura industriale e al colore blu del Mediterraneo, i nuovi manufatti sono rivestiti da materiali sostenibili e le grandi coperture offrono superfici per la produzione di energia rinnovabile. Gli edifici si aprono al parco e vengono intersecati e connessi tra loro dal Cerchio Rosso” aggiunge Andrea Boschetti, founding partner dello studio milanese Metrogramma.
Il Cerchio Rosso di acciaio è infatti, prima di tutto, un dispositivo di relazione: un sistema ciclo-pedonale della lunghezza di 1570 metri, dell’ampiezza di 6 e del diametro di 250, e distribuzione di energia rinnovabile che si apre al quartiere in corrispondenza della nuova Stazione e con una Torre del Vento dell’altezza di 120 metri che ne conclude il percorso. Quest’ultima accoglie un sistema di turbine eoliche e appartiene, come il Cerchio Rosso, al nuovo network energetico del Polcevera messo a punto grazie al contributo dello studio tedesco Transsolar.
Il Cerchio Rosso è parte di un reticolo di mobilità sostenibile, in cui si incrociano percorsi ciclo pedonali, corsie di smart mobility, shared surfaces e zone di parcheggio intelligenti, all’interno di una strategia sviluppata in collaborazione con MIC | Mobility in Chain, mirata alla restituzione di uno spazio pubblico, sicuro ed a misura d’uomo.
Il Parco del Polcevera, concretamente, consiste in un sistema di parchi che raccolgono nella visione d’insieme la varietà delle piante e delle essenze tipiche del bacino del Mediterraneo, ideato da Inside Outside | Petra Blaissee costruito con l’apporto dell’agronoma e paesaggista Laura Gatti e del geologo Secondo Antonio Accotto.
“Il progetto di paesaggio presenta una struttura a fasce parallele che ordinano l’intero sito dando forma a un parco botanico dove ogni strip, la cui ampiezza varia da 7 a 20 metri ed è segnata da un percorso ad essa allineato, rappresenta una tipologia differente di giardino, incrementando così il grado di biodiversità di tutta l’area. E di esperienze per i cittadini attraverso le tipologie stesse e le attrezzature (si potrà fare sport, giocare, raccogliere fiori e frutti, usufruire di aree dedicate agli animali, e altre agli aspetti ludici, educativi e di socializzazione). Un ulteriore percorso a zig-zag corre perpendicolare ai giardini lineari e diventa l’unica connessione possibile tra Est e Ovest fino a che non si arriva al Cerchio Rosso che interseca tutte le fasce e crea collegamenti che prima erano impossibili, permettendo ai ciclisti e i pedoni di muoversi ovunque con una facilità precedentemente inimmaginabile. Il Cerchio Rosso insieme a questo sistema di percorsi mette in relazione in modo molto efficiente tutti gli spazi verdi e le aree costruite del Parco regalando ai cittadini e ai visitatori un’esperienza sia estetica che sensuale del paesaggio […]. Tutte le aree verdi e le piazze saranno realizzate in modo da assorbire l’acqua piovana e le acque di scolo; l’acqua in eccedenza verrà stoccata e destinata ad altri usi come l’irrigazione. La resilienza di questo nuovo paesaggio non ha solo una funzione pratica come la gestione sostenibile dell’acqua, ma incarna anche una valenza simbolica per la ripresa di Genova dopo la tragedia del Ponte Morandi”,così descrive il Parco Petra Blaisse dello studio olandese Inside Outside.

Nel cuore del Parco del Polcevera, verrà realizzata Genova nel bosco: un’installazione con 43 alberi, concepita dall’artista Luca Vitone, dedicata alla memoria di un Ponte crollato e al ricordo del suo collasso improvviso, del dolore e delle debolezze degli uomini ma, allo stesso tempo, simbolo dell’indomita forza di una città.
“Ogni albero sarà dedicato a un personaggio ligure di ogni epoca dell’ambito culturale, da Montale a Pivano, da Germi a Villaggio, da Strozzi a Scanavino, da Alberti al Coppedé. Personalità nate nella regione o che nella regione hanno trovato linfa per la propria crescita, figure che con la propria immaginazione hanno contribuito a esportare nel mondo l’immagine di Genova e della Liguria. Ogni nome dell’autore sarà celato dal suo anagramma che darà il titolo alla pianta e sarà cura del visitatore, come in ogni gioco enigmistico, scoprire la persona a cui l’albero è dedicato. Un percorso libero che ognuno potrà intraprendere all’interno del Bosco e dove troverà diverse sedute caratterizzate da un disegno particolare a forma di ruota o di croce su cui potrà sedersi, leggere e riposarsi all’ombra delle fronde. La curiosità del visitatore sarà soddisfatta da delle schede botanico‐simbolico‐biografiche che per ogni albero/autore ne racconterà affinità,accostamenti e relazioni. Queste informazioni, con la relativa soluzione dell’anagramma, sarannodisponibili con un’applicazione pensata apposta per il progetto. Parallelamente si vuole allestire una biblioteca dedicata a volumi di botanica e degli o sugli autori protagonisti del Bosco” specifica l’artista Luca Vitone.

Il Parco del Polcevera diventa una nuovo centro: tutto attorno rinasce il quartiere, inteso come una comunità di vita, di relazioni, di scambi. Gli edifici del BIC nella zona della Green Factory, i Nuovi Fortie l’ex Mercato Ovoavicolodiventano nuovi poli della produttività e dell’innovazione, ingredienti essenziali per una rinascita sostenibile anche da un punto di vista economico-finanziario cosi come approfondito da H&A Associati. Il progetto sarà costruito attraverso un processo partecipativo aperto (per il mese di ottobre 2019), con il coinvolgimento ampio e attivo dell’amministrazione, degli abitanti e degli altri stakeholder locali. Denominato “il Tavolo del Polcevera 2.0”, sarà uno strumento che accompagnerà tutte le fasi di lavoro, dalla progettazione alla costruzione, avvalendosi anche di strumenti quali usi temporanei per l’avvio, l’animazione e il consolidamento del processo, come definito in fase di concorso da Temporiuso.

La nuova palestra
Il Riverfront e la piazza della Green Factory

“Il Cerchio Rosso, la Torre, gli Edifici Mondo e il Parco del Polcevera, con la sua varietà vitale cromatica e botanica– conclude Stefano Boeri – sono il saluto di Genova ai passanti del futuro. Il saluto al mondo che l’attraversa e che vi approda da parte di una città di infrastrutture che si sviluppano da est a ovest connettendo l’Italia all’Europa, di parchi inerpicati su pareti verticali, di camalli e nobildonne, di cantanti-poeti e ingegneri navali.Una Città Superba seppure affranta da una struggente Malinconia; bellissima seppur nell’asprezza delle sue irriducibili contraddizioni. Una Città di acciaio e mare, scolpita dal vento e dalle tragedie, ma sempre capace di rialzare la testa”.

Crediti di Progetto:
STEFANO BOERI ARCHITETTI (Capogruppo/Progetti urbani)
Stefano Boeri (Founding Partner) con Sara Gangemi (Project leader), Moataz Faissal Farid (Senior architect), Francesca Pincella (Junior architect), Jacopo Colatarci (Junior architect)
METROGRAMMA MILANO (Progettazione Architettonica)
Andrea Boschetti (Founding Partner) con Francesco Betta (Technical Director), Arianna Piva (Project Leader), Andrea G. Bulloni (Architect), Anna Bartolaccio (Architect), Andrea Casazza (Architect), Andrea Roma (Architect)
INSIDE OUTSIDE | PETRA BLAISSE (Progetto del Paesaggio)
Petra Blaisse (Founding Partner e lead designer) con Desirée Pierluigi (architect), Camilla Panzeri e con Jana Crepon (Partner e landscape project leader)
Con:
MIC | Mobility in Chain(Mobilità, traffico, infrastrutture)
Federico Parolotto (Senior Partner), Giuseppe Andrea Vallelonga (Senior Consultant), Gaia Sgaramella (Consultant), Gloriana Barboza (Consultant), Loris Sciacchitano (Consultant)
Studio Laura Gatti (Agronomo e Riqualificazione Ambientale)
Laura Gatti (Founder), Marco Peterle (Senior agronomist), Luca Leporati (Agronomist), Silvia Isacco (Senior Architect)
Transsolar Energietechnik(Comfort ambientale e Resilienza energetica)
Tommaso Bitossi (Project Manager), Clara Bondi (Junior Engineer), Thomas Auer (Founding Partner)
Antonio Secondo Accotto (Geologo)
Consulenti: H&A Associati (Valutazioni economiche di trasformazioni urbane) Carlo Pagan (Founder & Partner e President of MESA srl), Alessia Mangialardo (Senior Architect)
Studio Luca Vitone (Artista)
Tempo Riuso (Processi partecipativi)
Isabella Inti (president), Giulia Cantaluppi (funding partner), Camilla Ponzano (senior architect)
Renderings
The Big Picture, Renovatio design
Grafica
46xy– Mario Piazza / Lorenzo Mazzali


Dopo la verifica di tutti i requisiti, si è proceduto infatti all’aggiudicazione definitiva e si apre ora l’avvio di una fase di informazione e partecipazione, come da disciplinare di gara. 

Un percorso grazie al quale sarà possibile – insieme ai progettisti – incontrare cittadini, comitati, associazioni di volontariato, associazioni di categoria, stakeholders e tutti coloro che vorranno esporre perplessità, fornire consigli, idee, esprimere desiderataper la stesura finale del Progetto Urbano di rigenerazione.

Martedì 8 ottobre alle ore 12 nella sala conferenze dell’Istituto Don Bosco di Sampierdarena verrà presentato pubblicamente il progetto del “Parco del Ponte” dall’architetto Stefano Boeri. 

Lo stesso Istituto Don Bosco ha messo a disposizione due locali dove verrà ospitato un front office nel periodo dal 9 al 31 ottobre. Al loro interno si avrà la possibilità di esporre le tavole progettuali e proiettare materiale riguardante il progetto. Nei locali saranno presenti i rappresentanti della Direzione Urban Lab e dell’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Genova. Durante questo periodo verranno organizzati anche specifici incontri con i progettisti e incontri con la stampa per l’aggiornamento delle attività del percorso di partecipazione. Inoltre, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini di Genova, è previsto un momento conviviale aperto alla cittadinanza, un’occasione per incontrare in maniera informale i cittadini.

Al termine di questa fase di informazione e partecipazione inizierà la progettazione preliminare, a cui seguirà quella definitiva ed esecutiva. La consegna del progetto esecutivo è prevista per la fine di febbraio del prossimo anno.

Il Comune di Genova a seguito del crollo del Ponte Morandi aveva deciso di intraprendere un processo di rigenerazione urbana non soltanto per ricostruire il manufatto distrutto, ma per riqualificare la parte di città colpita dall’evento. Lo strumento che è stato scelto è il concorso “Il Parco del Ponte” bandito dal Comune di Genova in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Genova ed il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC).

31 in totale le proposte ideative pervenute, 6 i finalisti – scelti nel giugno di quest’anno – chiamati a produrre un approfondimento con planimetrie, foto aeree, render, sviluppi progettuali, illustrazione tecnica e relazione economica. Dai 6 la Giuria internazionale composta dal prof. Arch. Franco Zagari (Presidente) e dagli architetti Alessandra Oppio, Carlo Calderan, Manuel Ruisanchez, Benedetto Camerana ha optato per la proposta del Gruppo Boeri.

«Si tratta di un altro importante risultato per la città. Un progetto che darà grande valore ad un’area molto vasta e avrà anche la possibilità di aiutare nel percorso di riqualificazione e rigenerazione dei quartieri limitrofi che oggi stanno subendo le criticità legate alle attività di cantiere per la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera– spiega il Sindaco di Genova Marco Bucci–. Quest’opera di riconversione darà un valore aggiunto ad una importante parte di Genova e si inserisce in quel percorso di crescita e sviluppo iniziato con l’insediamento della nostra amministrazione che la tragedia del ponte aveva rallentato: con grande orgoglio seguiremo la progettazione e realizzazione di questo progetto convinti del valore, anche simbolico, che avrà».

«Con l’aggiudicazione del bando si compie un passo decisivo per la riqualificazione di questa parte della città, la più colpita dalla tragedia di Ponte Morandi- afferma il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti-. Stiamo lavorando su tutti i fronti, sia per ridare il più rapidamente possibile alla città il suo ponte, sia per rigenerare una parte importante di Genova e donare uno spazio di socialità a una zona troppo a lungo trascurata. Siamo certi che il progetto, anche grazie alla fase di ascolto, risponderà in pieno alle esigenze e alle aspettative dei cittadini della Valpolcevera».

«Siamo estremamente soddisfatti del percorso intrapreso- afferma l’Assessore comunale all’Urbanistica e Progetti di riqualificazione, Simonetta Cenci-. Le fasi del concorso si sono svolte in maniera ineccepibile e i progetti presentati, come hanno sottolineato i membri della giuria internazionale, hanno dimostrato un livello di assoluta qualità. Ora inizia la fase che vedrà protagonista la parte della città che più ha sofferto dalla caduta del Ponte Morandi. I progettisti ascolteranno operatori, associazioni, comitati e tutti coloro che si aspettano di vedere ricrescere intelligentemente questa parte di città. Sarà un compito difficile per i progettisti riuscire ad integrare le varie esigenze economiche, ambientali e sociali. Siamo sicuri che insieme riusciremo a raggiungere un grande risultato di livello internazionale. Grandi aziende, fondazioni e associazioni di categoria hanno già dimostrato grande interesse per il futuro del Parco del Ponte anch’esse fiduciose nella rinascita della valle. Ringraziamo per il supporto ERG, MSC, PSA, Compagnia di San Paolo, Ordine degli Architetti Nazionale, Ordine degli Architetti Genova, YCI».

«Ringraziamo l’amministrazione comunale di Genova-  ha sottolineato Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – per aver creduto in questa tipologia di concorso: aperto con requisiti ex post, in due gradi, rapido, che riconosce un compenso a tutti gli ammessi al secondo grado (sei) e l’affidamento al vincitore degli altri livelli della progettazione. Il Consiglio Nazionale ha investito in questo concorso con l’obiettivo di farne un modello ed una via innovativa, nel nostro Paese, per la progettazione di opere pubbliche di architettura e di rigenerazione urbana in quanto garantisce qualità, trasparenza, legalità, tempi brevi e certi.Per queste sue caratteristiche e con queste finalità ha chiesto e ottenuto di presentarlo a Parigi il prossimo 25 ottobre nella prestigiosa sede dell’UNESCO, tra le quattro best practices internazionali selezionate congiuntamente dall’ Unione Internazionale Architetti( UIA ) e dal  Consiglio Architetti d’Europa (CAE)».

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