Cronaca 

Caso Tomalà, assolto l’agente che ha sparato: fu legittima difesa

Anche il pm aveva chiesto l’assoluzione

Riconosciuta la legittima difesa all’agente che aveva sparato, uccidendolo, il 21enne Jefferson Tomalà nel corso di un Tso, trattamento sanitario obbligatorio. Il gip Silvia Carpanini ha accolto la richiesta di assoluzione del pm Walter Cotugno che aveva già chiesto l’archiviazione. Il gip Franca Borzone aveva disposto, però, l’imputazione coatta di Luca Pedemonte. Gli agenti di polizia erano intervenuti su richiesta dei familiari, perché Jeferson Tomalà si era barricato in una stanza armato di coltello, minacciando di uccidere chiunque si avvicinasse e, quindi, di uccidersi. Nonostante gli agenti avessero usato lo spray al peperoncino, il ragazzo si era scagliato contro di loro col coltello, ferendone gravemente uno e meno gravemente un altro, quello assolto oggi, che ha detto di aver dovuto sparare per difendere il compagno e se stesso. Anche sulla scorta delle perizie, il gip gli ha creduto e ha Luca Pedemonte assolto <perché il fatto non costituisce reato>. Davanti al tribunale, anche stamane, un presidio di amici e parenti del ragazzo rimasto ucciso che hanno chiesto: <Giustizia e verità per Jefferson>.

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