Deejay Time, piazza semivuota fino alle 23. Gli “unz unz” degli altoparlanti disturbano il Carlo Felice

La musica del dj set, evento non certo al livello dei fuori Salone dei tempi d’oro, ha reso inascoltabile il concerto di apertura della Gog al teatro lirico. A De Ferrari gente solo sotto il palco fino alle 23, quando la piazza s’è riempita, ma il concerto finisce alle 23.45. Vie del centro vuote

La serata di discoteca in piazza è stata spostata a stasera ieri, con la decisione presa ieri all’ultimo momento di rimandare l’evento a causa dell’allerta meteo. Che il Deejay Time, spostato al lunedì, non avrebbe riscosso lo stesso successo che avrebbe avuto domenica era scontato: la piazza è vuota per metà nonostante la notorietà dei 4 dj âgée ma ancora di grande popolarità: Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso. Deserte le strade limitrofe come ogni lunedì sera che si rispetti. Spettatori quasi tutti sotto il palco e grossi buchi già non molto distante.

L’evento del fuori Salone proposto quest’anno non è certo nel lussuoso ed esclusivo “Nautico style” dei bei vecchi tempi ed è parso da subito più orientato ai genovesi che ai visitatori legati al mondo della nautica. Genovesi che, però, difficilmente il lunedì sera, dopo il fine settimana, escono se non per eventi di particolare gradimento. È il caso dell’apertura della stagione della Gog, Giovane Orchestra Genovese al Carlo Felice. La sala del teatro stasera era strapiena. Il rumore del dj set, che si sente (moderatamente) fino in collina ha disturbato in modo lo spettacolo, tanto che i musicisti, tra un pezzo e l’altro, con grande ironia, hanno mimato il ritmo della musica che irrompeva nella sala del teatro dalla piazza su cui il teatro lirico si affaccia e con grande pazienza hanno ricominciato a suonare composizioni Franz Schubert e Johannes Brahms mentre gli “unz unz” da dj set degli altoparlanti esterni tormentavano gli spettatori concentrati a tentare di percepire le note dei violini di Cristiano Gualco e Paolo Andreoli, la viola di Simone Gramaglia, il violoncello di Giovanni Scaglione (il Quartetto di Cremona) e il pianoforte di Anna Geniushene. Una profonda ingiustizia vero gli appassionati spettatori paganti, letteralmente molestati dal baccano esterno.

Nessuno ha pensato che il Deejay Time avrebbe disturbato il concerto. Forse nessuno ha mai nemmeno riflettuto sull’eventualità che al Carlo Felice stasera potesse esserci un concerto. Ancora una volta in questa città la cultura viene ignorata, calpestata, postposta ad eventi “leggeri” e, come in questo caso, nemmeno di generale richiamo turistico.

La piazza s’è riempita solo in tarda serata, come è ovvio trattandosi di un dj set. Ma essendo in piazza, l’evento s’è dovuto interrompere quando, in genere, in discoteca la gente non è ancora entrata. Sotto: la piazza alle 23.20. La fine della manifestazione è prevista alle 23.45.

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