comune 

Lega, aspettando le case chiuse, mozione-editto in Sala Rossa contro i centri massaggi cinesi

Il Carroccio all’assalto proprio di eventuali bordelli orientali. Ma gli ultimi arresti per sfruttamento a Genova hanno riguardato due italo-russe, una ucraina, una colombiana e due italiani. L’ultima casa di piacere cinese è stata chiusa 5 anni fa, nel 2014

Prima di tutto bisogna chiarire, cosa che non tutti sanno, che in Italia la prostituzione non è reato e che una donna o un uomo possono prostituirsi, se lo desiderano, senza essere arrestati e senza nemmeno essere denunciati. È punito, invece, a norma dell’articolo 5 della legge 20 febbraio 1958, nº 75 coloro i quali: <In luogo pubblico o aperto al pubblico, invitano al libertinaggio in modo scandaloso o molesto; Seguono per via le persone, invitandole con atti o parole al libertinaggio>. Dove per libertinaggio, parola dal sapore ottocentesco, si intende <sinonimo di dissolutezza, scostumatezza, essendo sufficiente qualsiasi invito ad un rapporto libidinoso, non seguito necessariamente dalla corresponsione di un prezzo>. Roba che se ci fosse ancora la Buoncostume si riempirebbero le celle della questura con una semplice retata in qualsivoglia discoteca. Il reato, in realtà, è stato depenalizzato (è prevista solo una sanzione). Ovviamente tutto questo vale per i maggiorenni. In caso di minori resiste il reato ed è punito pesantemente.
Per la Cassazione (esiste un campionario infinito di sentenze), la prostituzione non è reato e non è attività pericolosa. Pertanto, ad esempio, non giustifica l’adozione di un provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio e divieto di far rientro nel territorio nei confronti di chi la esercita (sentenza nº 17616/2019).
Sono punti invece lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione e, per adesso, l’apertura di case chiuse. Si dice che ci siano case del centro storico a 50 metri e forse meno da Palazzo Tursi, di proprietà di blasonate famiglie genovesi campioni di perbenismo che, pecunia non olet, affittano alle prostitute della zona. Ma a denunciarle i proprietari per sfruttamento non basta se c’è un canone a prezzo di mercato e se ci fosse una quota della pigione in nero bisognerebbe provarla prima di denunciare. La polizia del commissariato Centro ci aveva pure provato, ma la denuncia, depositata in Procura, lì giace ormai lì da diversi anni.
Di fatto nei carruggi donne sfruttate non ce ne sono: sono tutte libere professioniste del sesso, categoria che persino la Cassazione ha suggerito di regolarizzare anche fiscalmente perché paghino le tasse come gli idraulici, i fabbri e i carpentieri.

Ieri i consiglieri comunali della Lega al gran completo Lorella Fontana, Maurizio Amorfini, Fabio Ariotti, Federico Bertorello, Francesca Corso, Luca Remuzzi, Maria Rosa Rossetti e Davide Rossi, dopo un passaggio sull’iniziativa del ministro degli Interni Matteo Salvini che vuole polverizzare la legge Merlin e riaprire le case chiuse, hanno proposto una mozione <Poiché spesso la prostituzione viene svolta all’interno di appartamenti sul nostro territorio comunale, nonché nei centri massaggi gestiti dai cinesi e aperti h24>. Il perché nel mirino ci siano proprio e solo i cinesi non è tanto comprensibile, a prima vista. Per adesso in qualche centro massaggi cinese sono stati trovati lavoratori in nero, a dire la verità, roba da ispettorato del lavoro, mica da questura. I più recenti arresti per sfruttamento riguardano invece madre e figlia con doppia cittadinanza italiana e russa in corso Buenos Aires e due donne (ucraina e colombiana) e due uomini (italiani) nel centro storico. Per trovare arrestati per sfruttamento di origine cinese bisogna andare indietro al 2014 e, prima, al 2012.

I proponenti hanno chiesto l’impegno del Sindaco e della Giunta perché vengano <intensificati i controlli (della polizia locale n. d. r.), possibilmente con scadenza trimestrale (ma non c’era un tempo minimo ben più lungo per i controlli nelle attività economiche? n. d. r.), all’interno dei centri massaggi cinesi presenti in città, nella consapevolezza che possono essere luoghi nei quali, oltre a questioni sanitarie, vien praticato lo sfruttamento della prostituzioni attraverso le dipendenti che offrono prestazioni sessuali ai clienti del centro>. Che detta così sa tanto di lista di proscrizione etnica. Poco importa, pare, che la maggior parte delle prostitute che lavorano a Genova siano italiane, sudamericane o dei paesi dell’est. Poi, appunto, c’è la leggenda metropolitana dei bordelli nei centri massaggi cinesi, risultata vera in alcune città vicine. Peraltro non ci vuole un genio a trovare una casa d’appuntamento, volendo. Indipendentemente dalle nazionalità delle ragazze che ci lavorano. Non ci crederete, ma in rete esistono siti di giudizi su prostitute e case d’appuntamento simili a quelli che recensiscono alberghi e ristoranti. Comunque, i bene informati dicono che la mozione sia, più probabilmente, pretattica per mettere cappello (politico e preventivo) su eventuali operazioni che portassero, a breve, a risultati. Certamente si aggiunge un impegno alla polizia locale che già, oltre che alla viabilità, si occupa di vivibilità, spaccio, reati predatori. Evidentemente è stato deciso che il personale attualmente in servizio è sufficiente anche per occuparsi di questo.
La mozione chiede anche di <attivare una linea telefonica dedicata alle segnalazioni dei cittadini per individuare le case di appuntamento a luci rosse: un ulteriore aiuto anche alle donne stesse, vittime di sfruttamento sessuale>. Come non fosse già possibile denunciare alle forze dell’ordine e alla polizia locale. Una cosa è vera: fu un peccato che il telefono e il servizio di aiuto alle donne vittime di sfruttamento, all’epoca gestito dalla Provincia e che tante ragazze ha tolto dalla strada, sia stato cancellato (azzerando i fondi) da uno dei quattro governi Berlusconi a cui la Lega ha preso parte.

Ad ogni modo la mozione è stata approvata con 19 voti a favore: Lega, Vince Genova, Fratelli d’Italia, Direzione Italia, FI ; 11 contrari: PD, Lista Crivello, Ubaldo Santi (Gruppo Misto), Chiamami Genova e  5 non votanti: M5S.

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: