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L’offensiva dei truffatori di anziani, pioggia di casi in tutta la città. È allarme

Le modalità sono sempre le stesse: qualcuno chiama l’anziano dicendo che un parente è stato arrestato per aver causato un incidente grave e servono soldi per la cauzione. Poi passa a casa a ritirare

Molti ci sono caduti, consegnando i risparmi di una vita e i gioielli di famiglia, qualcuno si è salvato grazie a una particolare prontezza di spirito. Sul territorio si stanno moltiplicando le truffe agli anziani. Solo alla nostra redazione sono arrivate tre segnalazioni nell’ultima settimana. L’ultima settimana: due arzilli ultra novantenni hanno capito l’inghippo e hanno chiamato la figlia e il nipote, sventando la truffa. Figlia che poi ha chiamato il 112 per segnalare quanto è avvenuto e lì le è stato detto che non occorreva la denuncia perché ce ne sono già tante di colpi andati a segno e le forze dell’ordine stanno già lavorando.

L’importanza di fare denuncia

Niente di più sbagliato che non fare denuncia: le mancate segnalazioni non risolvono i problemi, servono solo a tenere basse le statistiche della criminalità e in qualche modo contribuiscono alla mancata soluzione dei casi. Bisogna denunciare sempre, anche se la truffa non è riuscita.

Il caso di questa mattina raccontato dal nipote di una ultra novantenne

A raccontare l’ultimo caso, quello a lieto fine, è Alessio, nipote dei due anziani. <Hanno chiamato a casa e ha risposto mia nonna – dice -. Le hanno detto che mia madre e io siamo rimasti coinvolti in un incidente in riviera e che occorrevano soldi per la mia scarcerazione, visto che sarei stato io a provocare l’inesistente incidente. La nonna s’è insospettita, le hanno detto di chiamare un numero per verificare e che avrebbero richiamato. Lei, invece, ha chiamato mia madre, sua figlia, che però non ha risposto perché era occupata. Quindi ha chiamato me. Mi ha chiesto dove fossi. Le ho risposto che ero a lavorare, come al solito a quell’ora. Poi mi ha raccontato tutto>. Alessio è il titolare di un bar del centro, i truffatori sapevano tutto di lui e della madre. Telefonando alla nonna sono stati prodighi di particolari per tentare di convincere l’anziana, ultranovantenne, che però non c’è caduta e come lei il marito.
È finita molto peggio nei casi delle altre due segnalazioni che ci sono pervenute nei giorni scorsi. I truffatori si sono qualificati al telefono come forze dell’ordine, hanno convinto le anziane che hanno chiamato che c’era un parente (un figlio o un nipote) arrestato, colpevole di un incidente grave, che si poteva liberare solo su cauzione e che altrimenti sarebbe rimasto in carcere. Le due donne hanno recuperato quanti più soldi e valori potevano, ritirando i soldi in banca, togliendosi addirittura la catenina al collo e la vera al dito. In questi casi tutto avviene in un tempo limitatissimo, perché i parenti non si accorgano di nulla. Quando gli anziani si avvedono della truffa è ormai troppo tardi e resta loro la rabbia e il forte e devastante senso di inadeguatezza per essersi lasciati prendere in giro. In un caso, i malviventi hanno portato via tutti i risparmi di una vita di lavoro, persino i soldi destinati al pagamento dell’amministrazione.

La campagna del Comune e il numero verde

Comune e polizia locale, con i fondi del ministero dell’interno, hanno recentemente lanciato una campagna contro le truffe agli anziani. Previsti controlli mirati nelle aree a rischio insieme alle forze di polizia e una pagina web dedicata in preparazione. A disposizione anche un camper della polizia locale sotto casa di chi vuole denunciare per evitare che i nonni debbano spostarsi per denunciare. C’è anche un numero verde (gratuito) 800394839, gestito dalla Società di mutuo soccorso della polizia locale, già a disposizione di chiunque abbia bisogno di informazioni. La segnalazione di truffa e la richiesta di intervento vanno effettuate chiamando sempre il 112, numero unico dell’emergenza, ma al numero verde 800394839 chiunque può chiedere consigli, chiarimenti o spiegazioni. I cittadini potranno anche segnalare eventuali attività che ritengono sospette anche senza aver subito alcun reato. La prevenzione si baserà su una campagna di informazione anche in dialetto genovese che illustrerà alle potenziali vittime le modalità di azione dei truffatori e in che modo chiedere aiuto. Saranno prodotti e diffusi spot televisivi e volantini che saranno distribuiti dai nove Municipi della città e dalla polizia locale nelle sagre e manifestazioni di quartiere. Saranno distribuiti cartoncini promemoria con i numeri di telefono da contattare in caso di bisogno.

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