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“Genova better than this”, il manifesto politico del Pride (e ciò che resta nella società civile)

Il Coordinamento Liguria Rainbow, di cui fanno parte molte associazioni tra cui diverse non esclusivamente dedicate alla difesa dei diritti lgbt, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita del Village e del corteo. La lezione del Liguria Pride e un nuovo modello politico (con la P maiuscola) e sociale

Ventimila, a conti fatti, hanno riempito via XX Settembre, quando il corteo stava per terminare in piazza De Ferrari, in occasione del Liguria Pride. Tutto è nato ed è stato costruito su un manifesto che non parla solo di diritti lgbt, ma lega indissolubilmente diritti sociali e diritti civili, che parla di una comunità che, nelle differenze, non si ripiega su se stessa, ma si apre alla città per costruire pari opportunità e pari dignità, per la qualità della vita, la dignità del lavoro, la socialità, la libera realizzazione di ognuno.
Quello che resta nella società civile è la certezza di poter lavorare uniti sul tema dell’orgoglio lgbt come su tanti altri, che non sono separati, ma sono tutti tessere di un mosaico di ricostruzione anche Politica (con la P maiuscola), di una società che sia dei diritti, ma anche delle opportunità, della libertà ma anche dell’impegno. Un modello che non esclude ma include, che non cavalca la paura, che non punta a vivere su rendite di posizione, che ascolta, dialoga, fa cultura e, quando ci sta, si diverte vivendo la città. Il manifesto comincia con “Noi siamo Genova”. Più di tutti i partiti politici nessuno dei quali riuscirebbe a portare 20 mila persone in piazza.

GENOVA BETTER THAN THIS

Noi siamo Genova. Una città preziosa, unica al mondo per la sua identità, che è fatta di bellezza, cultura, storie e impegno civile. Ma la nostra città oggi è sempre meno riconoscibile: nelle sue chiusure, nelle sue paure, nella sua indifferenza. Abbiamo tante risorse civili, culturali e solidali: oggi le richiamiamo tutte per scendere di nuovo in campo e insieme cambiare rotta. Noi ci siamo.
Vogliamo vivere in una città che non dimentica la sua lunga storia di dialogo con il mondo, la sua tradizione di democrazia e di apertura alla conoscenza, alla creatività e ai diritti.
Non accettiamo né il declino economico né quello civile. Sapendo che si muovono insieme, perché l’impoverimento materiale produce inevitabilmente anche quello culturale con i pregiudizi, l’intolleranza, le violenze.
Vogliamo una città capace di costruire pari opportunità e pari dignità. Anche territoriale. A partire dalle tante periferie segnate dai processi di globalizzazione e da troppo tempo in attesa di una riqualificazione urbana, di servizi pubblici (dalla sanità alla scuola) in grado di corrispondere ai bisogni della popolazione. Perché una città che non promuove i diritti sociali è una città che non promuove i diritti civili.
Vogliamo valorizzare talenti, innovazione, diversità di una città meravigliosa non solo per lo straordinario patrimonio urbano e artistico ma anche per la qualità della vita, la dignità del lavoro, la socialità, la libera realizzazione di ognuno/a.
Le giornate dell’orgoglio omosessuale, quest’anno anche con il nostro Village, saranno una piazza fatta di cittadinanza e di cittadini/e proprio per poter vivere insieme una Genova better than this.
Noi siamo Genova. Il Village come il Pride è celebrazione della fierezza e della visibilità dei corpi e delle soggettività LGBT+. Uno spazio per essere liberi. Non segnati dal nascondimento e dal senso d’inadeguatezza di chi non corrisponde alle aspettative degli altri: perché il genere, l’orientamento sessuale, l’etnia, lo stato civile, l’abbigliamento, non sono conformi all’invenzione dei modelli dominanti.
L’orgoglio della nostra identità non preclude nessuno/a.
L’orientamento sessuale è trasversale a classi, generi, età anagrafica, appartenenze religiose o ideologiche, disabilità, etnia, cultura.
Non è in alcun modo chiusura, autoreferenzialità, autosufficienza, perché le differenze non impediscono di riconoscerci come una comunità aperta che vuole costruire un futuro condiviso.
Desideriamo una città inclusiva e dei diritti. Perché la consapevolezza civica non è questione di tolleranza, parola che ha assunto un’accezione terribile: le differenze non si tollerano ma ci completano. La consapevolezza civica è piuttosto coscienza di sé e degli/le altri/e, è cognizione dei legami interpersonali, di responsabilità sociale. Come gli individui non sono isole autonome e separate dagli altri, così le identità non vanno intese come confini rigidi che frenano la coesione sociale. Noi crediamo in una città dove tutte le persone possano vivere pienamente vite intere ed autentiche: vogliamo vivere così ogni giorno, lanciando questo modello non solo per la nostra città, ma come disobbedienza nazionale in contrasto alla deriva oscurantista che ci sta trasformando in quello che non siamo e che non vogliamo diventare.
Noi siamo Genova. Contrastiamo gli insulti, le offese, le violenze, lo scherno, che minacciano la nostra libertà nello spazio pubblico e privato. Assistiamo ogni giorno all’aumento del pregiudizio, delle minacce e delle discriminazioni: è arrivato il momento di reagire! E l’unico modo è costruire spazi di r-esistenza, per vivere finalmente momenti collettivi di bella politica.
L’omotransfobia danneggia tutti e tutte. è una caduta di civiltà che minaccia ogni singola persona perché non viene mai da sola: si accompagna alla negazione dell’autodeterminazione delle donne, al razzismo, all’intolleranza; imbarbarisce il linguaggio e i comportamenti. La cancellazione delle diversità allarga la crisi della democrazia e limita se non nega la cittadinanza reale.
Vogliamo portare nel centro di Genova la bellezza ed il coraggio di chi coltiva l’idea che la conoscenza delle differenze aiuti il superamento delle paure e sconfigga ogni atto di violenza e di discriminazione.
Noi siamo Genova. Spetta alle istituzioni e ad ognuno/a di noi il compito di impedire la traduzione della parola “diversità” in un sinonimo di disuguaglianza e iniquità.
Noi siamo una Genova better than this.
Sappiamo che è una scommessa, un azzardo che si gioca sulle idee e sulle emozioni.
Vogliamo che il Liguria Pride Village diventi il terreno per una comunità di tutti/e, la prima tappa di una ricostruzione materiale che sia anche ricostruzione civile.
Entrambe urgenti. Entrambe necessarie.


I ringraziamenti degli organizzatori

Ringraziamo le 25 mila persone che ieri hanno animato il Liguria Pride, riempiendo le strade di voci, colori, corpi danzanti e di fiducia nel cambiamento: avete creduto con noi in una Genova better than this e l’avete realizzata!
Ci vuole coraggio, bisogna credere nell’impossibile e in un poco di magia, per aprire nuove strade, realizzare sogni, intraprendere avventure con mete incerte.
Questa è stata la ricetta per realizzare il Liguria Pride Village: forte desiderio, passione politica, un gruppo affiatato e tante altre persone che hanno condiviso un’idea. In realtà, l’idea del Village era covata da anni all’interno del Coordinamento Liguria Rainbow: la scintilla è stata innescata da una artista un po’ visionaria che a luglio ci ha lanciato la sfida e non ci siamo tirate/i indietro. Marina Petrillo del Teatro della Tosse ha saputo vedere ciò che noi ancora non ci sapevamo figurare, e poi sono venuti i Giardini Luzzati-spazio comune, con Cisca e Marco che hanno messo a disposizione risorse e competenze, un tesoro imprescindibile per far funzionare tutto. E poi la lista dei nomi si è allargata a macchia d’olio, tante e tanti che hanno preso parte all’impresa, ognuno prendendosi un pezzetto di responsabilità, di impegno e di gioia per esserne stato protagonista e artefice.
Stelle rilucenti le volontarie e il volontario del Servizio Civile Internazionale, venute da tutto il mondo per darci una mano e fare insieme a noi questa esperienza alla sua prima edizione. Grazie Matteo per averle fatte arrivare a Genova: Luka, Kerry, Sofi, Vera, Emy, Adele, Shule, Marketta, Sarah. Vi aspettiamo il prossimo anno, sarete sempre benvenute in questa città che è diventata anche vostra, e più accogliente.
Ringraziamo chi ha contribuito a fare della settimana del Village un calendario ricchissimo e rivolto proprio a tutti.
Dario Polmonari e Cristina Cavalli, geniali nel Queer Corner Live con i loro tanti ospiti, emozionanti nella lettura teatrale di 8 di Dustin Lance Black (regista la stessa Cavalli).
Prezioso il coro La Selva Armonica diretto dal maestro Luca Franco Ferrari, che ha portato in teatro un’opera poco conosciuta ma incredibilmente toccante, per la storia narrata e per l’interpretazione.
La generosità e simpatia di Malika Ayane resterà nei cuori di tantissimi/e che l’hanno vista esibirsi sotto la pioggia, felice del calore della comunità che il Village ha saputo animare.
Ringraziamo tra gli e le ospiti del Village: Simone Alliva, Porpora Marcasciano, Massimo Prearo, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, e La Wanda Gastrica.
Ringraziamo la comunità lgbti+ dell’Ecuador, presente portando il ricordo di Fra Rojas, a cui questo Pride è dedicato.
Vedere sventolare l’enorme bandiera rainbow nel cielo in linea d’aria al fianco della bandiera di Genova ha riempito gli occhi e i cuori di un nuovo senso di appartenenza a questa città, che si è dimostrata più inclusiva e friendly di quanto si pensasse.
Genova better than this si impegna già per il prossimo anno a fare meglio, avendo dimostrato che è possibile.
Il Coordinamento Liguria Rainbow è spazio magico per la realizzazione dei desideri che si fanno progetti e che trovano la strada per diventare realtà: basta crederci e condividere la stessa passione per la bella politica che abbiamo costruito in questi anni.
I nostri ringraziamenti vanno anche a gli sponsor, a chi ci ha dato il patrocinio (Consolato degli USA e Università di Genova, Municipi di Medio Ponente e di Ponente), a chi ha donato liberalmente sul conto corrente del Comitato Liguria Pride, a chi ha comprato il biglietto della riffa e agli esercenti che hanno offerto i premi, a chi ha acquistato i gadget con i quali abbiamo finanziato gli eventi, a chi ha aderito, partecipato con idee e originalità, o anche solo portato se stesso/a al Pride.
Ringraziamo la Culmv (compagnia unica lavoratori merci varie) per averci offerto lo spazio di allestimento dei carri; le ragazze e i ragazzi che lavorano ai Giardini Luzzati che hanno saputo gestire spazi e servizi; i vigili del fuoco di USB e tutti gli altri/le altre che hanno gestito ogni pomeriggio i laboratori con bambine e bambini; Annalisa di UISP per aver organizzato il torneo di volley.
La nostra riconoscenza va alle esperte ed esperti che hanno collaborato alla realizzazione della mostra OMO Art, già impegnati per il suo sviluppo negli anni a venire; le illustratrici e gli illustratori dei ritratti della mostra OMO Story, ancora visitabile per una settimana nell’area archeologica dei Luzzati, in attesa della preziosa asta.
Grazie anche ad Elisa, intrattenitrice e vocalist instancabile dal primo carro del Coordinamento.
È stata un’impresa memorabile che senza di voi tutte e tutti non avremmo potuto realizzare (e ci scusiamo dei molti/e che abbiamo dimenticato di menzionare).
Grazie anche alla città, alla PS, all’AMT, alla PM, ad Aster, ad AMIU che hanno sostenuto gli oneri che per legge sono tenuti a sostenere, a garanzia del diritto costituzionale di manifestare le proprie opinioni.

Il Coordinamento Liguria Rainbow è una rete di associazioni e singole persone che hanno sentito la necessità di confrontarsi sui temi legati ai diritti civili nell’idea che sessismo, omofobia, transfobia ed ogni altra forma di violenza e discriminazione riguardino l’intera società e sostiene l’idea che la conoscenza delle differenze porti al superamento delle paure che sono alla base del disvalore, della discriminazione e della violenza che riscontriamo nella nostra società. Il Coordinamento Liguria Rainbow nasce dall’unione di associazioni presenti sul territorio ligure e cittadine/i indipendenti che hanno in comune la volontà di proporre alla società occasioni aggregative che promuovano la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione delle differenze.

Fanno parte del coordinamento:

Associazione AG-AboutGender
Agedo Genova
Amnesty International – Circoscrizione Liguria
Associazione Usciamo dal silenzio Genova
CO.GE.DE Liguria
Comunità di San Benedetto al Porto
Famiglie Arcobaleno
Gay is not a clubber – gruppo giovani universitari
GenovaGaya
Gruppo Bethel LGBT
Leftlab
Lesboeventi
M.I.A. Arcigay Imperia
Ponente che Balla
Princesa
Rainbow Pangender Pansessuale – Genova Liguria Gaynet
Rete di Donne per la Politica
Sentinelli di Genova
SpA Politiche di Donne
UAAR
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