Cronaca 

Aggredita in Sottoripa, le scippano il ciondolo con la stella di Davide

Ida stava camminando accanto alla carrozzella del marito quando, alle 19:30, è stata assaltata quando ancora era chiaro, probabilmente da un tossicodipendente. Il monile è un pezzo unico e, come tale, è facilmente riconoscibile come provento di furto

Nel centro storico abitano da tanti anni e per scelta. Ida e Paolo vivono in via Gramsci che è a due passi da via Balbi, dove lui, Paolo Aldo Rossi, molto noto sia negli ambienti accademici sia tra gli abitanti della città vecchia, ha insegnato per diversi lustri essendo stato fino a quando, pochi mesi fa, è andato in pensione, professore ordinario e titolare della cattedra di Storia del Pensiero Scientifico alla facoltà di Lettere. Anche lei, Ida li Vigni, è insegnante e si è divisa ta l’università e i licei genovesi dove ancora lavora. Nonostante Paolo sia costretto da tempo sulla sedia a rotelle, vivere nella città vecchia non è mai stato un problema per Paolo, né spostarsi con la sua carrozzina semovente nelle vie della città vecchia per andare a fare la spesa con Ida o per andare a prendere un aperitivo con gli amici. L’ostacolo più grande sono sempre state le auto mal posteggiate che impediscono il passaggio.
Invece stasera la coppia si è imbattuta in un incubo che mai aveva dovuto affrontare: un uomo ha strappato dal collo di Ida la collanina con un ciondolo disegnato per lei da Paolo e fatto realizzare da un amico orefice islamico: una particolare stella a sei punte ebraica. È successo stasera alle 19:30 in Sottoripa, all’altezza banco di Chiavari. <Ho solo un graffio al collo, ma per me è una perdita dolorosa – spiega Ida -. Il ciondolo era stato realizzato su disegno di Paolo come segno di amore per la mia ricerca interiore e dura, connessa a un amico polacco>. No, Ida non è di religione ebraica, ma i suoi studi e il suo cammino interiore l’hanno portata a studiare anche quel simbolo. A strappare la collanina è stato un uomo, verosimilmente un magrebino, ma lei non crede che sia stato uno sgarbo per il simbolo della religione ebraica: <È più facile che si sia trattato del gesto di un disperato dettato dalla necessità di comperare la droga>, dice.

Ida ne è certa: <Non ho mai avuto problemi con i condomini arabi e i fruttivendolo musulmani di via del Campo mi salutano calorosamente – racconta -. Quello che ha agito stasera è un tossico che neppure sa cosa abbia rubato e cercherà di venderlo per una misera dose>. Purtroppo l’eroina è tornata prepotentemente in centro storico e sono tornati anche gli scippi degli anni ’80 e ’90 da parte dei tossicodipendenti che hanno bisogno di soldi in ogni costo. Certo è che il malvivente ha agito contro una donna sola e indifesa approfittando del fatto che era accompagnata da un uomo in carrozzina e che quindi non avrebbe potuto rincorrerlo. Il tutto a 50 metri dal Porto Antico, epicentro del turismo genovese. Ma anche a pochi metri da via San Luca, vico Mele, piazza Santo Sepolcro, costantemente presidiate dagli spacciatori.
Paolo ha disegnato di nuovo la stella e porterà di nuovo il disegno all’amico orefice islamico perché realizzi di nuovo il monile per Ida. Certo che ad entrambi rimane la rabbia di essere stati assaltati a due passi da dove vivono. Tornare a casa non sarà mai più la stessa cosa.
Noi chiediamo a chi dovesse vedere la stella di segnalarla alla stazione dei carabinieri di via al Ponte Calvi. Assicurare il ladro alla giustizia sarebbe un bel modo di affermare che i cittadini del centro storico non accettano di tornare agli anni bui dell’eroina e degli scippi. Certo, all’epoca non esistevano le telecamere, quelle che sono puntate su Sottoripa, ad esempio, e che certamente hanno immortalato lo scippatore. Non è improbabile che venga messo presto davanti alle sue responsabilità dalle forze dell’ordine.

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