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Meteocatastrofisti da clickbait e previsioni serie. La neve tornerà davvero?

Di nuovo neve, scenari epici dipinti da giorni alcuni siti che tendono tradizionalmente a spettacolarizzare il meteo in articoli acchiappaclick poi condivisi sui social. Insomma, roba da clickbait (o clickbaiting, tradotto “esca da click”), termine che indica un contenuto web la cui principale funzione è di attirare il maggior numero possibile d’internauti, per generare rendite pubblicitarie online. Potrebbero azzeccarci come no, ma se ci azzeccano è proprio un caso.
Cosa c’è di vero nelle previsioni di “Grande Inverno” in arrivo diffuse da giorni da canali non ufficiali.
Vediamo cosa prevede l’associazione ligure di meteorologia Limet, con cui GenovaQuotidiana  vi dà il buongiorno ogni mattina ritenendola tra le più serie e attendibili. Le previsioni sono di ieri, quindi a 72 ore dall’evento meteorologico. Per questo Limet è molto cauta.

Tendenza per: mercoledì 30 gennaio 2019
Avvisi: Da valutare nei prossimi aggiornamenti.
Cielo e Fenomeni: Coperto con precipitazioni sparse, nevose localmente sino a 400/600 metri. Tendenza a miglioramento dal pomeriggio. Clima freddo e ventoso. Evoluzione incerta e da confermare.

 

Per ora dunque, secondo i modelli è previsto un peggioramento, ma non al livello del mare.

Siamo andati a curiosare anche nel sito dell’agenzia regionale Arpal (che decide anche le allerta). Purtroppo, per ora gli aggiornamenti risalgono a sabato scorso, quindi a 96 ore dall’arrivo della perturbazione. Troppo per dare certezze. Parla di <Tempo perturbato, precipitazioni diffuse, anche nevose. Temperature in calo e venti forti>. Ma specifica che l’affidabilità è da ritenersi bassa (appunto per le 96 ore tra previsione ed evento).

Insomma, potrebbe succedere di tutto o quasi, dalla tormenta di neve sul mare al sole che fa capolino tra le nubi.

Le previsioni hanno un’attendibilità del 95% a 24 ore. Via via che ci si sposta da 24 a 48 fino alle 72 ore l’attendibilità cala. E questo perché la previsione ha comunque sempre una componente probabilistica e più ore passano dall’evento più possono intervenire variabili. Eppure in rete c’è chi diffonde allerta con 168 ore (una settimana) di anticipo che hanno, com’è evidente, valore nullo. E questo per acchiappare click ed effimera notorietà. A volte questi meteocatastrofisti riescono persino a fare danni economici, ad esempio alle località turistiche. Una previsione pubblicata con ampio anticipo fatta passare per vera quando, come abbiamo visto, può far scegliere ai turisti a corto raggio di non prenotare e restare a casa.

Come fare a distinguere le previsioni reali da quelle farlocche? Vi aiutiamo con un disegno esplicativo trovato in rete.

 

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