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Scippata del cellulare sul bus al capolinea a Caricamento: “Tutti si sono voltati dall’altra parte”

È una storia di microcriminalità, ma anche di società senza valori, quella che ha visto protagonista suo malgrado una donna al capolinea del bus della linea 1. Scippata del cellulare da un uomo entrato dalle porte aperte e poi datosi alla fuga, ha chiesto aiuto anche all’autista Amt che però, dice la derubata, glielo ha negato

Stava attendendo la partenza del bus della linea 1 al capolinea di Caricamento. Si era seduta, per sua sfortuna, vicino a una delle porte. Erano le 7:05 del mattino quando Giovanna (il nome è di fantasia, per proteggerne privacy e sicurezza), insegnante di 34 anni, se ne stava sul bus in attesa della partenza in direzione Voltri e, nel frattempo, consultava la mail sul cellulare.
<Al momento della partenza del bus – racconta -, quando il mezzo è stato messo in moto, dalla porta è entrato un uomo, mi ha strappato il telefono dalle mani ed è scappato verso piazza Caricamento. Ho tentato di inseguirlo, ma ho pensato che avevo lasciato la borsa sul mezzo che stava partendo e sono tornata al bus per non perderla>.
Il telefonino, del valore di 250 euro, è un Asus Zenafone 3 di colore grigio chiaro. Sulla cover ha il logo del Napoli Calcio.
<Il ragazzo – racconta Giovanna – poteva averte 25/30 anni. Era magro, alto più o meno 1,70, carnagione olivastra e capellli rasati ai lati. Portava una maglietta verde scuro. Non posso dire che lingua palasse perché non ha profferito parola e nemmeno di che nazionalità fosse. Forse indiano, pachistano o magrebino. Scappando, ha lasciato sul bus il suo piumino lungo e leggero, marca Napapijiri>.
La testimonianza si fa drammatica quando Giovanna spiega che di tutte le persone che erano sul bus, <10 o 15>, nessuno l’ha aiutata. <Persino l’autista – dice – mi ha detto che a lui non interessa niente>.
La donna ha fatto denuncia alla stazione dei carabinieri di Campopisano che stanno indagando per scoprire il responsabile.

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