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Il vandalo di San Siro continua a colpire. Tutti sanno dove trovarlo, ma nessuno lo ferma

Il vandalo di San Siro continua a colpire. Dopo le passiere rosse dei Civ della zona, dopo i muri dei carruggi, è venuta l’ora della facciata neoclassica della chiesa di San Siro, tra l’altro appena restaurata. Eppure tutti sanno chi è il pirata della bomboletta spray. E sanno anche dove trovarlo ogni giorno: sulle scale di San Filippo in via Lomellini dove staziona con un cane. Un commerciante della zona, l’ultima volta ha anche cercato di fermarlo. Agisce di giorno, tra l’altro. Sotto gli occhi di tutti. Arriva al muro che vuole imbrattare, tira fuori lo spray, agisce e se ne va indisturbato. Facendo danni per centinaia di euro. Possibile che nessuno possa o voglia fermarlo?
La legge, all’articolo 639 del codice penale prevede che se l’imbrattamento è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro. Nei casi di recidiva psi applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro. In casi come questi si procede d’ufficio. Con la sentenza di condanna, il giudice può disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo di sostenerne le spese o di rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna.

 

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