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Confeugo, sabato torna il tradizionale appuntamento tra Abate del Popolo e Doge

Sabato 22 dicembre si tiene a Genova la tradizionale cerimonia del Confeugo, che rievoca l’omaggio dell’Abate del Popolo al Doge con l’accensione del gran ceppo di alloro e affascinanti coreografie in costume.
Il presidente de “A Compagna”, nelle vesti dell’Abate del Popolo, alle ore 16 dall’Area del Mandraccio del Porto Antico guida il corteo e i gruppi storici per le vie del centro storico.
Il corteo passa per piazza Caricamento, via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo e via Petrarca, con arrivo alle ore 16.45 in piazza De Ferrari, dove si celebrerà la cerimonia vera e propria con l’offerta del Confeugo, alle presenza dell’Abate e del Doge, ossia del presidente di A Compagna e del Sindaco, nell’atrio d’ingresso di Palazzo Ducale su piazza De Ferrari. Come da tradizione, durante la cerimonia in piazza verrà incendiato un ceppo d’alloro come omaggio beneaugurale. Il rito risale al lontano XIV, quando la popolazione, nella persona dell’Abate, donava l’alloro alle autorità rappresentate dal Doge.

Ecco il programma nel dettaglio:

  • alle ore 16 partirà, da calata Falcone Borsellino al Porto Antico, il corteo con i gruppi storici guidato dall’Abate del Popolo. Percorrerà piazza Caricamento, via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo, via Petrarca;
  • alle 16,45 arrivo in piazza De Ferrari, dove l’attesa sarà allietata da musiche, danze ed esibizioni di Gruppi Storici;

  • alle 17, l’Abate incontrerà il Sindaco offrendogli il tradizionale “Confeugo”, che verrà acceso al rintocco del “Campanon de Paxo” (la campana del Palazzo Ducale, collocata sulla Torre Grimaldina);

  • alle ore 17,15, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, messaggi augurali di Marco Bucci, sindaco di Genova, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e di Franco Bampi, presidente de “A Compagna” che, in veste di Abate, elencherà, come da tradizione, tutti i problemi insoluti della città, con molte raccomandazioni e l’augurio che ne venga tenuto conto. Maurizio Daccà, console de “A Compagna”, interpreterà una “Lettura per Genova”.

La “Nuova Scuola Armonia”, diretta da Lorenzina Massa, eseguirà melodie natalizie, segue un ricordo musicale di Paganini e Taraffo e infine un momento di intrattenimento del Gruppo Mademi Quartet e Gian Enrico Cortese con “Il basso genovese e variazioni su Paganini”.

Concluderà la cerimonia la Danza Popolare del Gruppo Folcloristico Città di Genova. Presenta il “Cintraco” Marco Pepè.

 

LA TRADIZIONE DEL CONFEUGO

La tradizione nacque a Genova, come attestano alcune fonti storiche, nei primi anni del XIV secolo anche se molto probabilmente tale usanza storica risale a tempi più antichi. Nata per omaggiare la massima carica del Libero Comune – il podestà – e in seguito della Repubblica di Genova (i Capitani del popolo) e dal 1339 il doge stesso – la cerimonia popolare consiste nel donare all’autorità pubblica un grosso tronco d’alloro coperto da rami e adornato di nastri bianchi-rossi, i colori del vessillo di Genova, e nella relazione dei diversi problemi cittadini ai quali l’amministrazione locale deve porre rimedio.
La commemorazione storica vuole che sia l’abate del popolo – per Genova il rappresentante delle tre podesterie del Bisagno, del Polcevera e di Voltri – o il governatore/rappresentante di una zona della città ad officiare tale manifestazione.
Il confuoco fu celebrato annualmente fino al 1499 quando fu abolito durante la dominazione francese del re Luigi XII. Ripristinato nel 1530 fu nuovamente soppresso dal Senato della Repubblica di Genova il 30 dicembre del 1637 poiché, secondo il testo del senato, causava gran confusione e una grave spesa per la popolazione della val Bisagno.
La cerimonia – celebrata in seguito con toni minori e più in forma “privata” – fu comunque eseguita fino al 24 dicembre 1796 dove l’ultimo abate di San Martino di Struppa, Antonio Bazzorao, consegnò l’augurio di inizio d’anno al doge Giacomo Maria Brignole. Storicamente fu l’ultimo omaggio alla massima carica repubblicana poiché dal 22 maggio 1797 la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte decretò la soppressione della Repubblica di Genova e, di conseguenza, della manifestazione popolare.
Ancora oggi la festività viene rinnovata in diversi comuni e borghi della Liguria con uguale formula ufficiale – il falò del ceppo d’alloro – ma con varie modalità celebrative a seconda del comune

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