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Porto di Genova, in 20 anni 670 milioni di investimenti dei terminal privati

Dopo la crisi 2007/2008 un aumento del 60%, record nel 2015: 61 milioni
Il traino dal settore container, ma gli altri comparti raddoppiano gli sforzi

Le imprese terminaliste che operano nel porto di Genova hanno generato, dall’inizio delle loro attività (attorno alla metà degli anni ’90) a oggi, investimenti fissi per oltre 670 milioni di euro, diversamente ripartiti tra i vari comparti che caratterizzano l’offerta genovese. Se si aggiungono i 340 milioni di euro di investimenti programmati dai tre terminalisti che hanno recentemente ultimato la loro pratica di concessione, si supera la quota di un miliardo di euro. Osservando i dati e gli studi dell’Autorità portuale, per altro, emerge che nel periodo compreso tra il 2007 (ante crisi economica) e la fine del 2015 gli investimenti hanno fatto registrare una crescita del 60%, con un andamento positivo e sostenuto lungo tutto il periodo in esame.
Le performance delle imprese terminalistiche genovesi si pongono in decisa controtendenza rispetto al quadro produttivo e industriale della Liguria illustrato da Banca d’Italia lo scorso luglio e che nel triennio 2013-2015 configura, sotto il profilo degli investimenti, una situazione di estrema variabilità connessa all’elevata incertezza del contesto macroeconomico.
I dati, d’altra parte, rispecchiano e confermano i recenti risultati emersi dallo studio Nomisma-Prometeia-Tema sull’impatto economico e sociale delle attività portuali genovesi (link: https://t.co/Epi4X2Aj0B). Il 2015, in particolare, ha rappresentato un anno di assoluto rilievo per il porto di Genova con un record storico pari ad oltre 61 milioni di euro che, in termini cumulati, corrispondono a una crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Gli investimenti relativi al 2105 sono riconducibili per quasi il 60% al comparto di contenitori (36 milioni di euro), che negli ultimi anni ha investito in modo crescente nel rinnovo degli impianti e dell’equipment portuale, oltre alla realizzazione di interventi volti all’ampliamento della capacità di movimentazione dei terminal, considerato il costante incremento dei traffici registrati negli ultimi anni, passati dai circa 1,5 milioni di teu del 2009 agli oltre 2,2 milioni del 2015 (+ 47%).
Anche i comparti dei terminal cosiddetti multipurpose (container, rotabili e merci varie) e “specializzati” (forestali, metalli… ) hanno fatto segnare un significativo picco di crescita degli investimenti rispetto al 2014. Nel 2015 si sono realizzati oltre 18 milioni di euro di interventi rispetto ai circa 9 milioni relativi all’anno precedente. Anche per tali comparti le voci più rilevanti hanno riguardato il rinnovo di equipment e attrezzature di movimentazione, oltre ad una quota importante di investimenti destinati alla riqualificazione infrastrutturale e all’efficientamento e ammodernamento complessivo dei terminali portuali, anche in tal caso conseguenti a una massiccia crescita dei traffici che è risultata quasi raddoppiata nel periodo 2009-2015, passata dai 5,8 milioni di tonnellate del 2009 ai circa 11 milioni del 2015.

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