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Arpal alla vigilia dei temporali, tutti gli equivoci che potrebbero farci abbassare la guardia e metterci a rischio

Le allerta, diversamente dalle mere previsioni, non sono legate solo alla quantità di pioggia prevista, ma anche alle condizioni del suolo su cui cadranno, di cui i meteorologi non tengono conto (non è il loro mestiere) e che all’agenzia regionale valutano gli idrologi.  Il passaggio da allerta giallo ad allerta arancione (com’è accaduto oggi) è legato non solo a quanta acqua che si prevede cadrà, ma a dove cadrà. Lo step dell’allerta rosso, in realtà, riguarda solo l’ampiezza della perturbazione. Possono esserci allerta arancioni per “temporali forti, stazionari e organizzati” (come quelli previsti da mezzanotte) che rischiano di fare più danni di un allerta rosso che investe più ampie aree di territorio

arpal(Una delle scrivanie dei meteorologi e degli idrologi Arpal)

di Monica Di Carlo

La prima vittima dei social è il buonsenso, la seconda la voglia di capire quando, invece che ragionare, ci lasciamo andare al virus della condivisione. La terza potrebbe essere un qualsivoglia genovese che, sull’onda della leggerezza, sottovalutasse le indicazioni delle allerta diramate dalla protezione civile regionale. Spesso su facebook o su Twitter si ironizza su allerta gialli che scivolano via senza una goccia di pioggia o su temporali localizzati (come quello di domenica che ha costretto a sospendere la partita di serie A Genoa-Fiorentina) non indicati come pericolosi. Ma il pericolo non sta in una palla che non rimbalza in un campo da gioco, sta nella furia del fango di un torrente che, per dirla con De Andrè, si fa “tonnara di passanti”. Un torrente che, come accadde al Bisagno il 9 ottobre 2014, quando il picco delle precipitazioni fu alle 22.05 e l’onda di piena del che saltò letteralmente l’argine a Borgo Incrociati travolgendo e uccidendo un uomo che si trovava all’altezza della fermata del bus di via Canevari alle 22.10, cioè 5 minuti dopo. In situazioni come questa non c’è tempo di avvertire, di allontanare la gente. L’unica forma possibile di salvezza è la prevenzione. Cioè l’allerta. E per quanto la meteorologia si sia dotata di strumentazioni e modelli, Giove Pluvio è ancora “ad alto tasso di impevedibilità”. Insomma, non è mai una scienza esatta, anche perché, quando si passa dalle previsioni meteo all’allerta, le scienze in campo sono due, c’è anche l’idrologia. insomma, non importa solo quanta acqua cade (cosa di per se’ già difficilmente predeterminabile), ma anche dove cade. Poi, i bacini pluviometrici liguri sono molti piccoli. Basta qualche centinaio di metri di spostamento delle precipitazioni “forti stazionarie e organizzate” per far cambiare tutto il panorama.

arpal-media
È questa una delle cose spiegate questo pomeriggio nella sede del centro meteo Arpal, in viale Brigate partigiane, dai tecnici dell’Agenzia Regionale e dal commissario straordinario Carlo Emanuele Pepe. L’incontro con la stampa, il primo, è stato voluto proprio dal commissario per fare conoscere le attività dell’agenzia che si occupa di prevenzione e ambiente e sviluppa attività di controllo di aria, acqua a suolo che rappresentano l’87 % del proprio lavoro. Però i genovesi la conoscono quasi eslusivamente per le allerta meteo. Ed è il caso di spiegarle queste allerta, perché non si sovrappongono esattamente a pure e semplici previsioni del tempo.
<Le nuove procedure di allertamento sono detrminate dal dcr 1057 del 2015 – spiega Pepe – e sono nazionali>. La Protezione Civile regionale si deve attenere a quelle, <che i siti commerciali o di appassionati non devono seguire – aggounge Pepe – . Sono argini ben alti che non possiamo scavalcare. Tutto il procedimento che riguarda la Protezione civile e ferreo e non permette eccezioni>. Per spiegare anche tutto questo, il Commissario ha deciso di aprire le porte del centro meteo e ha raccontato i suoi 25 anni di esperienza nel Veneto, raccontando anche come “salvò” dal temporale, nel 2013, le migliaia di persone che dovevano partecipare alla processione della ricorrenza di Sant’Antonio da Padova mandando un sms al rettore della basilica, come preventivamente concordato, nel bel mezzo della celebrazione perché non lasciasse uscire i fedeli. <Fu un nubifragio pazzesco – ricorda – arrivato in un tempo brevissimo. Anche in pianura certi fenomeni sono difficili da controllare> e sul Mediterraneo ancora di più. Tanto che in Liguria le procedure di terminazione delle previsioni sono ancora più complesse. Tanto che, ad esempio, il rapporto col Centro meteo europeo, che in veneto avviene due volte al giorno, ogni 12 ore, nella nostra regione avviene 4 volte al giorno, ogni 6 ore.
Com’è passato, stamane, l’allerta dal grado di giallo a quello di arancione? <Stamattina i nostri colleghi hanno consultato la modellistica – dicono al centri meteo Arpal -. Come accade in caso di eventi critici, hanno poi partecipato il tavolo tecnico nazionale in videoconferenza a cui sono chiamati l’aeronautica militare e la Protezione Civile di Emilia, Piemonte e delle regioni che saranno coinvolte dalla perturbazione, in questo caso la Sardegna>. È stata analizzata la perturbazione che arriva da ovest, dalla Francia. Sono stati analizzati prima i potenziali effetti meteorologici, poi quelli idrologici per tentare di prevedere gli aspetti al suolo. <La maggior parte dei nostri bacini è grande meno di 10 chilometri quadrati. Su bacini così piccoli – spiegano all’Arpal – gli effetti di temporali forti, stazionari e organizzati in allerta arancione rischiano di essere peggiori di quelli di un allerta rosso>. Al termine della videoconferenza l’allerta giallo già proclamato è diventato arancione. Non bisogna dimenticare che è sempre genovese il poco invidiabile record di quantità di precipitazioni (risale all’alluvione del 1970), così come l’altro record in negativo, quello di quantità di pioggia caduta in un’ora: 181 millimetri in una sola ora a Vicomorasso il 4 novembre 2011. <L’allerta serve a consapevolizzare i cittadini – concludono all’Arpal -. Ad esempio consiglia di non posteggiare l’auto vicino ai fiumi. Poi, magari, nel 99% dei casi non siccede niente, ma se le piogge avessero forti effetti al suolo è meglio non rischiare>.

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