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Il Festival del Mediterraneo chiude con due ultimi concerti. Domani Ahmad AlKhatib & Broucar

Ahmad Alkhatib & Broucar © B.Glauser (640x426).jpg

Domani, sabato 10 settembre alle 21 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale è in programma uno degli appuntamenti più significativi del Festival, la prima nazionale dell’ensemble siriano Ahmad AlKhatib & Broucar, che porterà in scena l’unione tra la danza dei dervisci e la musica classica araba. Gli artisti sono tutti membri di diverse orchestre e provengono da Damasco, una delle capitali artistiche e culturali del Mondo arabo prima dell’inizio della guerra, soprattutto nell’ambito della musica classica. Attualmente vivono in esilio e insegnano musica araba. Il gruppo Broucar, formato nel 2007 dal nome di un’antica fabbrica artigianale di Damasco, propone un repertorio di musica tradizionale e religiosa di ispirazione Sufi con strumenti della cultura mediorientale, il flauto ney, il liuto, l’oud e le percussioni. Al centro della scena il derviscio Ahmad Alkhatib e suo figlio di dieci anni danzano in cerchio la danza dei Dervisci, nella ricerca e rappresentazione di un viaggio spirituale che permette di comunicare con il divino e avvicinarsi alla perfezione. Il rientro da questo viaggio spirituale è quello di un uomo che ha maturato e sperimentato la perfezione, per essere al servizio di tutti e tutte, senza limiti, confini e discriminazioni. Uno spettacolo di grande fascino, la cui importanza va al di là dell’aspetto puramente musicale e lancia un messaggio di pace e tolleranza in un momento buio per la Siria.

Nell’ambito delle attività collaterali, si svolgerà sabato 10 settembre dalle 10 alle 16.30 a Palazzo Ducale, il convegno “Famiglie sonore: musica come terapia contro la dispersione scolastica”. Docenti, studiosi, ricercatori e terapeuti tratteranno il tema della musica come possibile percorso di sostegno ai minori in ambito scolastico, familiare ed evolutivo. Programma a cura di Davide Ferrari, con i saluti istituzionali dell’Assessore Scuola, Sport e Politiche giovanili del Comune di Genova, Pino Boero. (Ingresso a offerta libera).

Domenica alle 18 a Palazzo Tursi il concerto conclusivo a cura dei Tenores di Santa Sarbana di Silanus. Il canto a tenore nel 2005 è stato inserito dall’Unesco tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità ed è perciò considerato “Patrimonio intangibile dell’Umanità”, data la sua unicità è la sua bellezza. Le quattro voci a tenore nascono come imitazione delle voci della natura: su bassu imiterebbe il muggito del bue, sa contra il belato della pecora e sa mesu hoche il verso dell’agnello, mentre il solista sa boche impersona l’uomo stesso. Il “bassu” e la “contra” utilizzano tecniche di “canto armonico” molto simili alle tecniche siberiane tuvane. Anche a Tuva, secondo leggende locali, si cominciò a cantare per stabilire un contatto con le entità spirituali attraverso l’imitazione dei versi di animali. I Tenores di Santa Sarbana di Silanus, così chiamati dal nome dalla chiesa romanico-bizantina e dal nuraghe situati a poca distanza dal paese di Silanus, sono considerati fra i più fedeli interpreti di questa storica pratica, festeggiando quest’anno il quarantennale della loro attività.

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