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Pd ora volano gli stracci. La festa dei lunghi coltelli

Ieri mi sono fermato, avevo l’esigenza di elaborare un incubo. Forse avrei voluto cancellarlo. Ho letto commenti di politici, gente comune e colleghi che invitavano al silenzio. Messaggi di solidarietà, inviti a donare, richieste di sangue. Foto terribili, storie terribili. Con un numero di morti crescente e la gara di solidarietà che andava ad incominciare. Per cui oggi mi sono subito auto censurato sul titolo che avrebbe dovuto suonare come terremoto nel Pd. Ma la parola terremoto e sisma appare ancora oggi uno sfregio se messo in rapporto con umane vicende rispetto ai lutti e ai morti che si portano dietro. Poi nel mio lungo percorso alla ricerca di qualche ispirazione mi sono imbattuto in questo post “Non è un obbligo intervenire su ogni cosa. Oggi ho letto, mentre su Facebook cercavo notizie degli amici che vivono o erano temporaneamente nella zona del terremoto: a) che il terremoto è colpa dei peccati e soprattutto della legge sulle unioni civili
b) che sta nel Karma degli Amatriciani, visto che hanno inventato il sugo con il guanciale che fa morire i mailini
c) che Renzi non ha fatto nulla per evitarlo
d) che è colpa delle trivelle
e) che chi ha costruito quelle case ha fatto una cazzata, visto che è noto da decenni che è zona sismica
f) che devono cacciare i profughi e dare i soldi ai terremotati
g) che devono mettere i profughi in tende e dare gli alberghi ai terremotati
h) adesso 35 euro al giorno anche (o solo, a seconda) ai terremotati
i) che ridurranno il livello della scossa a sotto il 6° grado della scala Richter così non dovranno dare i rimborsi (ma si leggessero la legge sulle catastrofi naturali???)
l) che la Mannoia ha aperto il suo Hotel a Cesenatico ai terremotati (e non ha nessun albergo, così che si è vista costretta a smentire)
m) che è un evento provocato apposta per distrarci da temi più importanti
n) che in Giappone le case vecchie (che, per intenderci erano a un piano e di legno e carta) non sono mai crollate con terremoti ben peggiori
o) che le scosse hanno sovreccitato sessualmente, per ben due volte, il signor Fontana e lo ha scritto su twitter perchè tutti lo sapessero
p) che non è vero che c’è bisogno di sangue (da matti: ce n’è sempre bisogno: non buttano via quello che avanza oggi)
q) che devono mandare i profughi a scavare fra quei mattoni (se non fosse che già ci sono…). Poi mi sono fermato. Facebook è davvero diventato qualcosa di vergognoso per colpa di pochi inavveduti tuttologi. Poi ci sono anche delle cloache il cui olezzo è un disgusto per tutti. Sarebbe almeno dignitoso che, di fronte al dolore, se proprio non sanno essere solidali ed empatici, potrebbero almeno stare zitti”. E nel timore di concorrere a comparire alla lettera r) di questo sconclusionato inno alle umane scemenze mi sono fermato. Poi mi è’ venuta in soccorso una piddina doc, quella Erminia Federico, rappresentante dl gruppo dei 200 che siluro’ Raffaella Paita, con un post sulla sua bacheca social, mutuato da tal Raffaele Avallone. Un messaggio che mi ha liberato da ogni dubbio residuo ” Non sono d’accordo con chi dice che internet ha peggiorato le persone. La gente era imbecille già da prima solo che non aveva modo di dimostrarlo. Perciò’ il titolo più realistico per la situazione del Pd genovese, senza timore di offendere la sensibilità di qualcuno, oscura il terremoto e vira, gioco forza, su quello degli stracci che volano, branditi insieme ai lunghi coltelli. Quasi che per una oscura casualita’ in contemporanea con il sisma si sia optato per una resa dei conti rimandata a lungo e, probabilmente non a caso, fatta coincidere con il giorno di inizio della festa dell’Unita’. Come se non bastasse, ironia della sorte vuole che mercoledì, mentre l’uomo nel mirino dei dirigenti del Pd Simone Regazzoni, autocandidato autoconvocato alle primarie si imponeva – e deve essergli costato molto viste le sue doti di comunicatore – un meditato è temporaneo oblio: “Un dolore che ci impone il silenzio”, il segretario provinciale del Pd, fresco della presentazione degli eventi della festa, iniziata ieri, gli scaricasse addosso tutta la rabbia accumulata in questi giorni. Dando così il via a una resa dei conti a lungo rinviata. A prendere diligentemente nota dell’ affondo di Terrile, il solito preciso ed utilissimo professor Francesco Gastaldi, attento osservatore di ogni scossa nel mondo Pd che annota con grande dedizione sulla sua pagina Facebook “Il segretario PD Genova Terrile su Il Secolo XIX perde il tradizionale aplomb: “Regazzoni taccia, è fra gli sconfitti di Toti” “. E il candidato, fresco di una intervista sul Corriere della Sera, che deve aver fatto andare il sangue al cervello al suo segretario-avversario abbozza una prima reazione ostentando noncuranza “Quando altri cadono in basso, troppo in basso: non seguirli, sforzati di salire, anche per loro”. Poi però il livello degenera con ripetuti interventi sul post del professor “mettizizzania” Gastaldi, il quale ha il grande merito di far esplodere i conflitti latenti. E Gastaldi mente il dibattito sale di tono scalda l’ambiente “Non perdetevi neppure Repubblica ed. Ge. Terrile a Regazzoni: sei un perdente…” Ci pensa poi Enrico Moizo a mettere un po di puntini sulle i “scusate ma Terrile non era nel listino bloccato della Paita? Lui non ha perso quindi? Era solo li pronto ad andare a fare il consigliere regionale a 13.000 euro al mese in caso di vittoria?” E Giancarlo Manti ex consigliere regionale rincara la dose “Non ricordo bene, forse…chi era il segr Prov. PD di Genova lo scorso anno? Mi sembra Terrile. Le elezioni l’anno scorso le abbiamo perse tutti, noi del PD, a cominciare da chi aveva ruoli dirigenti ( me compreso), in primis chi ha creato quel clima perdente durante e dopo le Primarie ( voti disgiunti, abbandoni, dissociazioni ecc). Altro che Regazzoni!”. Sino a che è lo stesso Regazzoni a scendere dalle alte vette per abbozzare una prima difesa ” Terrile, che aveva dato indicazione “non considerate Regazzoni” mi dicono abbia letto mia intervista sul Corriere della Sera e abbia perso il controllo. Mi dispiace. Ma è chiaro che cominciano ad avere paura di perdere. E temo abbiano ragione”. E a questo punto il fronte si sdoppia, perché il candidato alle primarie posta un suo messaggio sulla sua bacheca ” Avevo chiesto con una lettera aperta al segretario del Pd Alessandro Terrile un confronto pubblico alla Festa dell’Unità su alcuni temi che toccano la vita dei Genovesi. Lo avevo fatto perché credo che la via del confronto aperto tra le idee e del dialogo sia nel dna del nostro partito e sia il solo modo per parlare in modo costruttivo alla città.È arrivata la risposta del segretario Terrile: mi viene intimato di tacere a mezzo stampa. Ne prendo atto. La mia risposta è semplice. Continuerò a preferire all’arroganza delle polemiche la forza persuasiva del confronto. Io andrò avanti con questo spirito. Parlando alla città, dialogando con i cittadini e rimanendo disponibile al confronto con tutti. Se Terrile riesce a superare le sue paure io sono disponibile al dialogo sui temi che interessano la nostra città”. Intervengono i sostenitori di Regazzoni, e Terrile viene fatto letteralmente a pezzi “Alessandro Terrile è il segretario che prima è andato a cercare Cofferati e poi quando ha perso il controllo del Cinese si è messo nel listino. Comunque se lo fa sentire meglio posso anche dire che è stata tutta colpa del portavoce…”. Con un crescendo in cui lo stesso Regazzoni interviene solo per dirigere la prova d’orchestra. Marco Parodi “Evidentemente esiste una regola non scritta nel partito per cui in ogni débâcle elettorale si utilizza il capro espiatorio di riferimento per limitare i “caduti” allo stretto necessario e mettere subito una pietra sopra. Per il pasticciaccio alle ultime comunali con il caso Vincenzi – Pinotti pagò solo il segretario provinciale. Per le ultime regionali ha pagato solo il segretario regionale, anche se, in questo caso, si tratta di una caduta in piedi visto il posto in consiglio regionale che attualmente occupa”. Alessandro Marini “Forse ricordo male… ma la sconfitta non era arrivata grazie al valido contributo di Cofferati?”. Simone Regazzoni “Sì e fu Alessandro Terrile ad andare a cercare Cofferati. Poi dopo il disastro chiese anche un posto nel listino” Maurizio Pane “E le 200 firme di dirigente di lunga data che non votavano la candidar uscita dalle primarie? I 200 sono ancora lì mi pare e non hanno fatto alcuna autocritica e nessuno, Terrile compreso. O ha chiesta loro”. Simone Regazzoni “Sì e fu Alessandro Terrile ad andare a cercare Cofferati. Poi dopo il disastro chiese anche un posto nel listino”. Ancora Regazzoni “I 200 con Erminia Federico ora danno lezioni. E lo scorso anno furono invitati alla Festa dell’Unità”. Francesco Sannino “Ricordiamoci dei 101 franchi tiratori e di come hanno buttato nel fango la Raffaella Paita”. Infine la pietra tombale di Regazzoni “Alessandro Terrile è uno dei responsabili politici di quella sconfitta. Allora andò a cercare Cofferati oggi prova a buttarla in rissa”.

Sull’altro fronte, sulla bacheca di Francesco Gastaldi, il candidato filosofo deve guardarsi dagli attacchi di Erminia Federico, quella del post su internet e gli imbecilli, – fra i due covano vecchie ruggini – che lo attacca a testa bassa “Abbiamo perso tutti ma chi ha gestito alleanze e campagna elettorale direi che qualche responsabilità in più ce l’ha…poiché son sempre portata a guardare avanti però…se non la smettiamo di fare gli stessi errori…riperseremo tutti…e Simone basta con ste battute del c…. “se sta meglio”…. Allontani sempre di più altro che confronto…” Replica di Regazzoni “Un segretario che rifiuta il confronto pubblico e intima di tacere ci porta alla disfatta”. E diventa duello. Epico. Manca solo Clint Eastwood. Erminia Federico “Uno che in modo arrogante pretende di decidere da solo quando si avviano i confronti…con alle spalle un clamoroso identico errore…dovrebbe solo tacere e rispettare tutti coloro che in proposito si dovranno pronunciare”. Simone Regazzoni “Una che ha lavorato con i 200 per farci perdere… ma mi faccia il piacere!” Poi ancora Regazzoni replica “La verità è una sola: le primarie non erano vere e avevano già iniziato a fare accordi interni: chi va in parlamento chi entra in Regione al posto di chi va in parlamento (a proposito di ex amici renziani…) chi si prenota per segretario regionale… Una roba da far fuggire anche il più convinto degli iscritti. Io contro questi giochi mi candido per parlare di contenuti”. Erminia Federico “Continua a raccontarla come vuoi…in realtà abbiamo tenuto nel pd i 200 parenti amici e conoscenti che altrimenti avrebbero rinforzato le fila di chi ha lasciato il partito per le scelte scellerate tue & C con i peggiori figuri della dx…dopodiché non scriverò più sull’argomento …come detto guardo avanti…” Regazzoni a questo punto la incalza “Avete lavorato per far perdere il Pd e ci siete riusciti. La responsabilità poi chiaro è di tutti. Ma qui nessuno impartisce lezioni a nessuno sulla sconfitta. Se si vuole si fa un passo avanti nella logica dello confronto. Se un segretario cerca invece lo scontro con uno dei candidati alle primarie è un irresponsabile che porta al disastro il partito”. Erminia Federico “Simone…acca’ nisciunu e’ fesso….e da quel che sento…la pensano come me anche molti”tuoi ex amici renziani” …indipendentemente della 1…2…3…4* ora…”. E Regazzoni taglia corto “Io vado avanti voi fate con comodo la cosa non mi disturba!”. Ma l’ultima parola, anzi, la penultima spetta al prof pidiologo Gastaldi, che solletica soddisfatto e a ragione ” Il dibattito che non c’è alla Festa dell’Unità, c’è sulla mia bacheca!!” La penultima, dicevo, perché Enrico Moizo celia “Alla Festa dell’Unità non c’è spazio, solo folletti in vendita e piadinerie :D”

Già, perché di lì a poche ore, la festa più censurata d’Italia avrà inizio. E la tensione che c’è nell’aria la assorbe in parte, in funzione parafulmine, il molto onorevole, Mario Tullo che posta sulla sua bacheca l’immagine della maglietta della Festa con la scritta “Senza la base scordatevi le altezze”. Tullo viene insolentito a dovere da compagni, ex compagni, antirenziani, antiminoranza, fautori del si’ e sostenitori del no. Lui incassa tutto e dice che gli va bene così, basta che non si tocchino i volontari. Alcuni comunicano anche di gradire la scritta sulla t-shirt . E c’è chi gli manda a dire ” Per la base hai da lavorare. Spero che il Pd ritorni ad essere il mio partito”. Insomma il dolce e’ servito. E non è’ il gelato di Luca Parodi, sogno di una notte di mezza estate che dovrebbe, almeno così si vorrebbe, mettere tutti d’accordo. Intanto i salotti sono diventati caminetti e i caminetti nel gergo del militante irridente si sono trasformati in più popolari barbecue. Potere di una misera festa. C’è’ ancora da decodificare quel l’avvertimento sibillino, in dialetto e dal sapore minaccioso, della agguerrita amazzone Erminia Federico “Simone…acca’ nisciunu e’ fesso….e da quel che sento…la pensano come me anche molti”tuoi ex amici renziani” …indipendentemente della 1…2…3…4* ora..” Perché pare che nei salotti-caminetti-barbecue, un ulteriore accordo fra Renziani e minoranza genovese parli di un futuro parlamentare nella persona del consigliere regionale Sergio Rossetti, detto Pippo.ll suo posto lasciato libero in Regione andrebbe a Michele Malfatti, primo dei non eletti, mentre quel Victor Rasetto uscito un po’ dai radar negli ultimi tempi, risorgerebbe per il ruolo di segretario regionale. Carica per cui si ritroverà a sgomitare insieme Massi Massimilano Morettini e al consigliere comunale Alby Alberto Pandolfi. Ovviamente le grandi manovre prevedono l’annientamento fel candidato scardinatore Simone Regazzoni. Per il ciclo, prima delle candidature e del referendum il poltronificio. Definizione ahimè tanto cara agli esponenti del MoVimento 5 Stelle. Il tutto servito con birre e salsicce dei barbecue della festa dell’Unita’. Festa ahimè sfortunata, come spiegavo qualche settimana fa. Si temeva una alluvione, coincide addirittura con un terremoto. Quello in casa Pd. La chiusa, però la dedico all’esimio professor Francesco Gastaldi con tanti ringraziamenti per essersi sostituito alla Festa dell’Unita’, almeno quanto a indispensabilità dei dibattiti. Dunque “Festa dell’Unità a Genova, i “compagni” scenderanno da corso Firenze, corso Carbonara, corso Paganini, via Orsini, via Albaro e via al Capo di Santa Chiara … dopo le vacanze a Courmayeur, Champoluc, La Thuille e in opulente ville sulle riviere (ad esempio a Noli) si ricomincia …”
P.s. “Prevista canasta sociale”.

Il Max Turbatore

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