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Champagnat, accordo firmato. I Fratelli Maristi promettono: “Noi parte attiva nella ricollocazione”

Firmato dai sindacati l’accordo sulla vertenza Champagnat: i Fratelli Maristi si sono impegnati a diventare parte attiva per la ricollocazione dei 21 lavoratori che, per ora, avranno dodici mesi di buona uscita. Intanto le sigle sindacali “chiamano” le istituzioni per creare un dialogo con i soggetti che entreranno, ma soprattutto che tutte le parti garantiscano nero su bianco, con un accordo di programma la ricollocazione dei lavoratorichampagnat

Alla fine la vertenza sindacale per il licenziamento dei 21 dipendenti del centro sportivo Champagnat si è chiusa. La firma dei sindacati Cgil, Cisl, Snals e Sinasca sul verbale è stata posta, ma la condizione per arrivare questo è tutta riassunta nella clausola numero 4 dell’accordo: i Fratelli Maristi, proprietari della struttura, si faranno parte attiva nella ricollocazione dei dipendenti licenziati. <Senza questa clausola non avremmo firmato proprio niente – spiega Monica Capra, della Cisl – tuttavia non è sufficiente>. Le sigle sindacali adesso invocano l’intervento delle istituzioni. Innanzi tutto serve il dialogo con i soggetti subentranti, ma non basta. <Serve un  accordo di programma che garantisca ai dipendenti il ritorno a lavoro – spiega ancora la sindacalista – è questo che vogliamo da Regione e Città Metropolitana, enti con cui abbiamo già discusso>.  Secondo l’accordo, i lavoratori avranno una buona uscita pari a dodici mensilità. Il tempo corre e la ricollocazione deve essere discussa subito. <Non c’è molto tempo – conclude Monica Capra – ma abbiamo l’obbligo di ridurre l’impatto sociale che questa vertenza ha creato>.

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