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Sicurezza in centro storico, via all’era dei “controlli partecipati”

Presidio di una decina di attivisti della Lega in Canneto: <L’assessore Fiorini si dimetta>. Ma il segretario Garassino dice che ci vogliono anche più agenti della municipale e per un corpo in sotto organico che bisogna rinforzare e formare
carabinieri centro storico

di Monica Di Carlo

La si potrebbe chiamare, utilizzando un aggettivo ultimamente stra abusato, l’era dei “controlli partecipati”, cioè strutturati tenendo conto delle segnalazioni dei cittadini, commercianti e abitanti. Insomma, per alcuni l’uovo di Colombo, per altri una concessione fin troppo palese alla campagna elettorale che a Roma hanno capito non facile e, dopo la debacle nella Capitale e a Torino, da far sterzare immediatamente. Come sempre, la verità sta in mezzo. Che ci sia qualcosa che non funziona è evidente, perché non solo la percezione di sicurezza, nella città vecchia, fa acqua da tutte le parti. E hanno un bel dire i vertici delle forze di polizia che le denunce sono diminuite. La rissa con coltelli e cocci di bottiglia a Canneto il Curto, punta dell’iceberg della prepotenza della criminalità nei carruggi,  la dice lunga su come stiano veramente le cose. Così oggi un Sindaco sempre più in campagna elettorale è finalmente andato in Prefettura a chiedere con forza un maggiore impegno delle forze di polizia e ha trovato la prefetto Fiamma Spena preparata come il secchione della classe quando c’è interrogazione di greco. È stata lei a proporre un modello diverso, più flessibile, più adatto alle esigenze del territorio segnalate, appunto, da abitanti e commercianti. Presente anche il  procuratore Francesco Cozzi, perché quando alla repressione del fenomeno spicciolo e alla prevenzione vanno unite le indagini tutti, dalle forze di polizia alla magistratura, devono remare nell’identica direzione. Elena Fiorini, assessore alla Legalità, cercava da un po’, insieme a Fiamma Spena, di costruire un quadro articolato e coordinato degli interventi. Presenti alla riunione anche il questore Vincenzo Montemagno e dei vertici di
guardia di finanza e carabinieri.
La brutta notizia è che non saranno impiegati più uomini come invece chiede a gran voce il territorio. Quelli arrivati vengono usati nelle stazioni e negli altri punti sensibili per i controlli anti terrorismo e sono militari dell’esercito, non certo le figure più adatte a trattare micro criminalità, spaccio e ordine pubblico. Pare di capire che da Roma non ne arriveranno altri, magari con la divisa della polizia o dei carabinieri. Il Prefetto, al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, ha detto di puntare su una diversa organizzazione delle forze già presenti, modulata secondo le segnalazioni dei cittadini i quali da tempo lamentano che a troppe chiamate al 112 e al 113 la risposta è “non abbiamo pattuglie disponibili”. Si tratta ora di sperimentare questa nuova formula magica dell’organizzazione auspicando di doversi chiedere, tra qualche tempo, perché non la si è adottata prima.
Intanto, stamattina una decina di attivisti della Lega Nord ha dato vita a un presidio in Canneto il Curto per chiedere le dimissioni dell’assessore Fiorini. Le ricette del segretario provinciale del partito Stefano Garassino: <Più controlli sul territorio, lotta alla microcriminalità con un’azione sinergica tra polizia municipale e forze dell’ordine e fondi per assumere nuovi cantine che si occupino non delle multe ma della sicurezza della città>.

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