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Margherita e la torta di riso

mereto bosso maxAllora, Margherita e’ Margherita Mereto Bosso, compagna del consigliere regionale dem Giovanni Lunardon, la torta di riso, e’ la torta di riso, quella che finisce sempre prima che l’ultimo o il penultimo – ma anche il terz’ultimo e il quart’ultimo – sfortunato cliente possa ordinarla e mangiarla. In questo caso, però è, ovviamente una metafora, tanto per scherzare un po’ sulla difficoltà di accoglienza, tutta genovese, ma anche, a livello di percepito, sulla differenza a riguardo delle sensazioni sul problema della sicurezza in città e nella città vecchia. Il prof. Regazzoni, filosofo dem, parla di illegalità, che indubbiamente le persone del centro storico vivono sulla loro pelle. Tanto che il sindaco Marco Doria, nei giorni scorsi, dopo infinite sollecitazioni, ha chiesto un incontro con il prefetto. E allora leggete tutto il post della solare Margherita e traetene voi la morale. La Bosso ha indubbiamente una bella prosa, attraverso la quale sa esprimere la sua gioia di vivere. Ma al di là della piacevolezza della sua sintassi, mi chiedo: allora chi sbaglia? I cittadini del centro storico che continuano a mugugnare e protestano o lei che gli echi li sente, e li vive, da lassù’, dalla spianata?
“Domenica mattina, Spianata Castelletto, Lucia corre dietro ai piccioni con la speranza (vana) di dar loro i bacini e io dietro a Lucia. Giunge accanto a noi, in un raro momento di appoggio a una panchina, una coppia: turisti. Mi chiedono informazioni, hanno una bella cartina del centro città in mano, scopro che sono di Salerno e che sono crocieristi. Spiego loro indicando dall’alto via Garibaldi, i Rolli, il Comune, Piazza della Meridiana. Chiedo loro se hanno già visto il Centro Storico, il triangolo della Maddalena ad esempio, che io amo tanto e che sulla loro mappa non è cerchiato a penna come già invece molte altre bellezze genovesi (Porto Antico, Duomo, Piazza de Ferrari..). Mi guardano con gli occhi spalancati e mi chiedono, testuali parole: “Ma è visitabile?” Un po’ perplessa dico che si, certamente, è magico tanto è bello, bisogna attraversarlo guardando in alto per scorgere piccole pregiate meraviglie come portali,frontoni,tetti,icone. Li vedo riempirsi di speranza, poi lui mi indica la macchinetta fotografica appesa al collo e entrambi aggiungono: “Sulla nave ci hanno detto di non passarci, che non vale la pena (!). A terra, la Polizia Municipale (!!) a cui abbiamo chiesto informazioni ce l’ha sconsigliato, perché potrebbero rubarci la macchina fotografica o gli zaini.” Li guardo, sorrido, apostrofo con epiteti addolciti i sopracitati ambasciatori del turismo e racconto loro la meravigliosa quiete colorata di Piazza Lavagna, il fascino di Piazza della Posta Vecchia, la spiritualità di Piazzetta dell’Amor Perfetto. Dico loro di non perdersi la Commenda. E di godersi Genova, che è bellissima, seppur popolata anche di qualche deficiente, o forse solo ignorante marchettaro mancato”.
E mi manca la morale. Vediamo un po’… trovata. Ne ho addirittura due. Eccole
Morale 1) Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo. (Robert Maynard Pirsig)
Morale 2) Poiché la realtà si era rivelata una tiranna sanguinaria, chiesi asilo alla fantasia. (Massimo Gramellini)
Il Max Turbatore

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