In mostra il realismo fantastico di Carlo Piterà
Esposizione presso Villa Serra Doria a Sampierdarena. Appuntamento oggi, 18 giugno, alle 18. La mostra sarà visibile fino al 2 luglio

Nato a Belcastro (Cz) il 16 gennaio del 1955, Carlo Piterà risiede a Genova dal 1956. Ha studiato alla facoltà di Architettura che abbandonerà per dedicarsi completamente alla pittura. Autodidatta, prosegue una continua ricerca ed elaborazione di idee che lo porterà a considerare come fatto primario il Surrealismo. Partecipa su invito a importanti collettive a carattere nazionale conseguendo successi ed aggiudicandosi importanti premi. Nel 1986 Pietro Annigoni, apprezzando “le sue fantasie conturbanti e il modo diretto di evidenziarle”, lo incita ad approfondire la ricerca realistica nelle sue opere, ed il critico d’arte Vitaliano Rocchiero lo definisce “padrone assoluto dell’’irrealtà nella realtà”. Sempre nell’86 incontra il mercante d’arte di Verona Giorgio Ghelfi che gli offre l’opportunità di esporre nelle sue gallerie di Verona e Montecatini Terme pubblicando per l’occasione una monografia con la presentazione critica di Enzo Fabiani. Negli anni successivi la sua ricerca pittorica volge allo studio approfondito dei Maestri del ‘500 e ‘600. Infatti la sua più recente produzione denota una elaborazione concettuale e stilistica di marca neomanieristica e citazionistica senza tralasciare, per altro, l’invenzione e le peculiarità fenomeniche del Surrealismo storico. Tra le più recenti mostre personali, citiamo quella presso il Museo del Mare Galata di Genova e presso il Palazzo Gotico e la Galleria d’Arte Biffi di Piacenza.
Testo critico prof. Paolo Aldo Rossi
L’arte è una magia liberata dalla menzogna dell’essere verità (Theodor W. Adorno)
Il termine greco phàntasma, ossia “apparizione”, è collegato alla visione tramite la luminosità e la immaginazione (phainō, cioè “rendere manifesto grazie alla luce, phōs) è altro dalla sensazione e dal pensiero, ma non esiste senza la senzazione e prepara il pensiero. L’immagine da un lato è il prodotto della fantasia, dall’altro è la percezione stessa vista dalla parte di chi la riceve, ossia la fantasia, impronta della cosa sullo spirito, mentre il fantasma è il pensiero immaginativo. E’ chiaro che mi posso immaginare o fantasticare la Vergine, il Capricorno o il Sagittario … (una donna con le ali, un essere metà cavallo e mezzo arciere, il leone-capra con coda da sirena…) che non ho mai visto con i sensi; la fantasia mi mette di fronte migliaia di immagini che la sensazione non riconosce come ricevute globalmente, ma singolarmente (ali, corno, cavallo, leone, pesce, capra, barba…) e quindi le ricompone, le ricostituisce e le riunisce in innumerevoli figurazioni. I segni astrologici di Carlo Piterà – il realismo fantastico – sono questo, come questo lo erano i suoi Arcani dei Tarocchi, ma questa volta anche incorniciati da un un orologio delle dimensioni di 2 metri di diametro e del peso di 220 chilogrammi che funziona grazie a un marchingegno da campanile … vi sono tutti i segni astrologici e astronomici … ed è in astrolabio, un vero e proprio strumento scientifico … quando si dice arte e scienza! Come la saliera del Cellini, un’opera scultorea in ebano, oro e smalto che è il capolavoro d’oreficeria dell’artista, o le figure anatomiche del Vesalio fatte Jan Stephan van Calcar, allievo di Tiziano oppure i disegni delle macchine di Leonardo … ma anche la maschera calco di Agamennone e di Tutankhamon, le maschere africane, i reliquiari e gli strumenti scientifici (meridiane, planetario, anemometri, microscopi, cannocchiali, planetari, sfere armillari, bussole, mappamondi, astrolabio…) … tutti oggetti del vivere quotidiano visti attraverso la fantasia. E oltrettutto l’Artista opera anche sulle cornici dei suoi quadri facendole diventare un tutt’uno e come i grandi del passato ci offre un qualcosa che è tecnica-arte-sapere, ossia amore per la sapienza o filo sophia.


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