Il post del giorno – Ostriche per il biofilosofo
Il giornalismo, o pseudo, come sostiene acidamente il filosofo, con fiocchi… d’avena (l’alba delle 11 del sabato e’ l’ora ideale per una frugale colazione). Ma quello encomiastico non e’ il mio forte. Eppure devo confidare a tutti voi che j’adore la penna cazzuta e i polpastrelli graffianti del biofilosofo Simone Regazzoni. J’adore… almeno quanto lui ama le ostriche e Zagrebelsky, che se non ricordo male gravita, da studioso, nel fronte del no. E perciò non se ne abbia a male la Maria Elena, Boschi. Dicevo j’adore lo champagne, il suo sottile spirito e la piacioneria nel rispondere alla sua corte dei miracolati. Un po’ meno francamente i commenti delle falene che baluginano attorno alla luce e alle briciole del suo sapere. Li ringrazio, comunque, per avermi consentito di sciogliere il dubbio sullo yogurt o sul formaggio. Mi sono fidato del mio naso. Era maionese. E, ancora li ringrazio perché mi consentono di ri-spiegare il nom de plume. Max Turbatore sta per il voyeur che curiosa, indiscreto, sulle pagine social elevando minuzie a sfruculiamento giornalistico. Masturbazioni, appunto. Piaccia o no. E chi, se non il docente che ha perso la cattedra alla Cattolica di Milano per una pubblicazione sulla Pornosofia può meglio capire l’argomento?
Morale, con messaggio al biofilosofo ostricaro: Estatica estasi per l’esteta. Ovvero ammirato e touche’. Chapeau per l’autoironia. Non è dono comune a tutti gli studiosi. E… mi saluti il marchesino Doria.
Il Max Turbatore


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